L’amore è cieco

Talvolta l’uomo, specie nelle relazioni affettive, ha dei comportamenti che sono razionalmente inspiegabili. Si dice, infatti, che l’amore è cieco, per giustificare il fatto che alcuni trovano attraenti delle persone che, per il resto della comunità, sarebbero inguardabili. Già, non sempre ragione e sentimenti vanno di pari passo. Lo stesso Pascal, per fare una citazione più autorevole, pur con riferimenti più alti del legame affettivo, usava dire che “Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce“.

Ecco un esempio emblematico. Tempo fa un ingegnere “padano” di origini calabresi, Domenico Grispino,  incontrò Cécile Kyenge, la trovò bellissima, affascinante e tanto se ne innamorò che finì per sposarla. (“Ho sposato una negra“).

Secondo quanto racconta lo stesso Grispino, in un’intervista rilasciata recentemente a Libero, ha conosciuto la sua Cécile in un ambulatorio oculistico dove era seguito per un trapianto di cornea. Ecco una possibile spiegazione (la battuta viene spontanea) dell’attrazione fatale: grave deficit visivo. Si scherza, si scherza. Certo è che taluni comportamenti e talune scelte affettive sono davvero inspiegabili. Boh, misteri della mente umana.

8 pensieri riguardo “L’amore è cieco”

  1. Forse sono un pò più Grinch della carissima amica Mary,ma la mia speranza di un 2014 migliore,non so nemmeno dove possa essersi nascosta…ma gli auguri a prescindere fanno bene,ed io te ne invio tanti,e come te confido in un miracolo, chissà se davvero non si possa ritrovare quella speranza che manca all’appello da troppo tempo! Buon Natale!

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    1. Ciao Lelli, bentornata. Ormai la speranza è a zero. Si va avanti per inerzia. Anche a te Buon Natale e buon anno nuovo, sperando che il tuo capitano non sia in giro per il mondo e possiate festeggiare tutti insieme. Un abbraccio…

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  2. Un buon Natale e un felice anno te lo auguro anch’io.
    Lasciami però aggiungere che pensare che la felicità e la serenità dimori in un contesto conviviale di fine dicembre, mi pare una sciocchezza. Chiaro che fino a vent’anni non la pensavo così.
    Così facevan tutti e così anch’io….buona vita Sandro.

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    1. Ciao Violetta, vero quello che dici. Tuttavia la felicità di un pranzo di Natale è una conseguenza di uno stato di felicità di normale quotidianità. Se si vive una vita serena e felice, lo si è anche a Natale. Se, al contrario, non c’è serenità nella vita, l’allegria natalizia sarà una forzatura. Ma in fondo anche questa è una delle tante consuetudini. L’importante è essere in buona salute ed in buona compagnia. Il resto viene da sé, che sia Natale, Pasqua, Capodanno, Ferragosto, o un qualunque giorno feriale. Detto questo, ti auguro un felice Natale… 🙂

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    1. Violetta non essere così drastica. La felicità è uno stato mentale difficilmente catalogabile. Forse è solo un’illusione. ma la serenità esiste. Ci sono delle persone che vivono serenamente. Non sono quelle che appaiono nei media e che fanno notizia. Sono persone normali, che vivono una vita normale, tranquilla, senza grandi ambizioni, senza grandi aspettative, magari senza ambizione. Persone che riescono a godere di quel poco che hanno. Ci sono ancora, anche se sembra una specie scomparsa. Coraggio…

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