Serenità e uguaglianza

Angelino Alfano ha presentato ieri il simbolo del “Nuovo Centro Destra“. La prima impressione è di sorpresa. Pensi che quello non sia il simbolo, ma solo una bozza mal riuscita e che il simbolo vero sia un altro.

Poi guardi il video e senti Angelino Jolie della Trinacria che ride mostrando i suoi dentoni, felice e soddisfatto come Bunny quando sbocconcella un carotone gigante, e conferma che quello è proprio il nuovo simbolo. E allora ti cadono le braccia, e qualcos’altro, e ti viene in mente la celebre e mitica battuta di Fantozzi sulla Corazzata Potemkin: “Una cagata pazzesca“.

Un ragazzino al primo anno di grafica avrebbe fatto di meglio. Ma non è solo il logo a lasciare perplessi. Dice Alfanino: “Da oggi la nostra squadra gioca con il blu“. Ecco cosa mancava, il colore identificativo. Ecco il vero motivo della scissione da Forza Italia; una discordanza sull’estetica del simbolo, una semplice questione di tenui nuances, di sfumature. Ormai la politica è una questione di colori: dalle vecchie e superate camicie nere, siamo passati al popolo viola, alle bandiere rosse, alle cravatte verdi dei leghisti, alle bandiere arcobaleno dei pacifisti con l’hobby dell’amore libero. E’ tutto un fiorire di colori, come a primavera. Se vi venisse in mente di fondare un nuovo movimento affrettatevi a scegliere il vostro colore, prima che ve lo freghino.

Se poi al colore si abbina anche uno slogan efficace siete già a buon punto. Basta lanciare una campagna mediatica martellante ed il successo è assicurato. Oggi la politica è tutta qui: bandiere, slogan e promesse di cambiamento. Pensate a quel chirurgo pentito che ha lasciato il bisturi per la politica e che oggi fa il sindaco per caso, Ignazio Marino. Tutta la sua campagna elettorale era basata sulla necessità di cambiamento.  Le paroline magiche che sintetizzavano tutto il suo programma erano quelle della serata conclusiva della campagna elettorale “Musica e parole per cambiare Roma“. In altre parole, se la suonano e se la cantano o, meglio ancora “Canta che ti passa…”. Lo slogan con il quale ha tappezzato tutta Roma era questo: “Daje“.

Sì, oggi basta azzeccare lo slogan giusto ed il più   è fatto; puoi anche vincere le elezioni (o le primarie). Pensate a “ailatI’L… cambia verso” di Renzi. Chissà quante menti creative hanno lavorato per inventarsi quella “Italia” scritta al contrario. Lo slogan è tutto. Obama si è inventato “Yes We Can…” ed è diventato Presidente.  Così i nostri americani a Roma, gli Obamini di Trastevere, arruolano stuoli di “creativi”  di borgata e adeguano il motto, adattandolo al più popolare “Se po’ fa…”,  e sintetizzano il concetto in un geniale Daje“. Ricorda una vecchia stornellata un po’ scurrile che cantavamo da ragazzi: “Daje de tacco, daje de punta, quanto è bona la sora Assunta…”. E anche Marino ride. Cosa avranno da ridere non si sa. L’Italia è ormai al collasso, la gente piange miseria e loro passano il tempo a fare comparsate televisive e  inventare slogan, simboli, programmi che sono un’antologia delle banalità e …ridono!

Ma torniamo al nostro Angelino felix. Dice ancora (vedi ANSA): “Il blu simboleggia la serenità, il quadrato l’uguaglianza“. Ragazzi non sforzatevi troppo le meningi. Questi sono concetti profondi che stancano la mente. Ecco perché poi sbagliate anche i conti sull’IMU e non sapete più come rimediare. Ecco perché dite di essere “guardiani delle tasse” e poi le tasse aumentano. Ecco perché in Parlamento urlate contro quella sinistra che ha votato la decadenza di Berlusconi e poi andate a cena insieme. Siete stressati per l’eccessivo sforzo mentale. Rilassatevi.

Ora è chiaro, questo sarà un partito che riscopre i valori dell’ascetismo monacale, la ricerca della “serenità interiore“. Una via di mezzo fra i monaci buddisti ed i frati trappisti. Niente più problemini politici, economici, sociali, culturali, spread, rapporti internazionali, visite di Stato, debito pubblico, tutti adempimenti che ci distraggono dalla ricerca della vera pace dell’anima. La nuova politica è un ritorno all’ascetismo e, soprattutto, alla realizzazione di un altro valore fondamentale: l’uguaglianza. Più che un partito politico sembra una setta mistica. A questa nuova destra all’amatriciana e quasi protocristiana non resta che adottare anche un nuovo motto: “Pace e bene“, come Padre Mariano. E poi il gioco è fatto.

Ma per rendere ancora più radicale il cambiamento e adeguare l’azione politica ai nuovi principi di “serenità e uguaglianza“, fate una scelta drastica: abbandonate il Parlamento e ritiratevi in preghiera e penitenza in un vecchio convento di carmelitani scalzi. Vai, Angelino, vai, sei sulla buona strada per la  beatificazione. A te Papa Francesco ti fa un baffo!

Ecco il verbo della nuova destra: pace, serenità e uguaglianza. La nuova divisa, per intonarsi alla povertà che dilaga, sarà un semplice ed umile saio francescano. Certo, sentire un esponente di centro destra che si batte per l’uguaglianza lascia un po’ perplessi. Del resto, però, se la sinistra da tempo ha sponsorizzato la “meritocrazia“, perché mai la destra non può farsi portavoce dell’uguaglianza? Sì, forse stanno facendo un po’ di confusione, ma bisogna avere pazienza, dargli tempo. Di solito queste menti confuse, vedi i cattocomunisti, impiegano un po’ di tempo a capire, hanno i riflessi intorpiditi, sono lenti a carburare, come i vecchi motori diesel. Possono impiegare anche anni o decenni per rendersi conto di aver sbagliato tutto; vedi i comunisti ex Unione sovietica che hanno impiegato 70 anni!

Quindi dobbiamo avere pazienza. Diamogli tempo, prima o poi capiranno che hanno sbagliato tutto e che avrebbero fatto meglio ad occuparsi d’altro, invece che di politica. L’unico inconveniente è che quando loro lo capiranno, forse noi non ci saremo più. Tutti morti, di fame.

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