IMU quiz e Buffonarie

 Nuovo gioco a premi che sostituirà la Lotteria di Capodanno: IMU quiz. Chi, dove, quando, quanto e come si pagherà la tassa sulla casa. Nessuno ci capisce più niente, né i cittadini, né i commercialisti, né i CAF, né lo stesso Governo che naviga a vista. Dopo la girandola di decisioni sull’IMU e l’invenzione di nuovi acronimi, Tares, Tasi, Trise, service tax, TUC, IUC (e non è detto che sia finita) giusto per confondere le idee e farvi pagare lo stesso la tassa sulla casa, facendo finta di averla abolita, hanno approvato l’abolizione della prima rata, poi l’abolizione della seconda.

E sembrava un discorso chiuso, con grande soddisfazione dei contribuenti. Invece no, pare che non si trovino le necessarie coperture. E’ curioso osservare come i nostri ministri, che possono contare sulla consulenza di esperti lautamente retribuiti,  continuino a sbagliare i conti e se ne accorgano solo dopo, a disastro avvenuto (vedi i conti della Fornero sugli “esodati“). Quindi ricomincia il giro e le varie ipotesi. La seconda rata forse si paga. Anzi no,  si paga, ma solo una parte. Ma non tutti, solo in alcuni Comuni, in altri no; in barba al principio di uguaglianza dei cittadini. Ma, per complicare ancora la faccenda (altrimenti i geni delle tasse non si divertono), l’importo della rata sarà per il 40% a carico dei cittadini e l’altro 60% sarà integrato dallo Stato.

Ora, siccome non tutti sono esperti di contabilità o hanno un nipote commercialista,  immaginiamo zia Giuannica Culabottu, novantenne di Trescagheras (magari invalida, analfabeta e sola, che non legge i quotidiani, non vede Porta a porta e non ha nemmeno un profilo su Facebook), che deve sapere, anzi scoprire, prima se il suo Comune è fra quelli in cui si paga (e chi l’avverte?) e poi deve calcolare quel fatidico 40% (40% di cosa? Boh…). Chi glielo spiega il meccanismo della Tares, del TUC, dell’IUC o di come accidenti chiameranno quella cavolo di tassa sulla casa? Ma poi siamo sicuri che sia così? No, non è ancora sicuro, è da valutare, stanno disperatamente cercando i fondi necessari, nei cassetti, sotto i tappeti, nelle tasche dei ministri, forse lo sapremo entro Natale, ma non è detto, il Governo potrebbe rimediare, chissà chi lo sa…(Corriere.it: La beffa dell’IMU)

Un Governo così cialtrone,  incapace e confusionario non si era mai visto. Promette, poi si rimangia le promesse, poi ripromette l’eliminazione, poi la mantiene in parte, poi la fa pagare solo ad una parte di cittadini che non ci hanno capito nulla e dovranno anche calcolare l’importo da versare, stando ben attenti a non sbagliare, altrimenti fioccano le multe e le sanzioni.  Ma non si sa come andrà a finire e intanto l’unica cosa certa è la data di scadenza del pagamento, senza aver ancora stabilito con chiarezza se, quando e quanto si deve pagare.

Buffoni e ridicoli. Dovrebbero dimettersi tutti ed andarsene a casa, dopo aver chiesto scusa agli italiani, e dedicarsi al giardinaggio, la pesca, la filatelia o l’enigmistica; insomma, attività del tutto rilassanti. Hanno superato da tempo e largamente il limite di sopportazione e di decenza. Dovrebbero abbandonare per sempre tutti gli incarichi pubblici e di qualche responsabilità pubblica; almeno farebbero meno danni.  La politica è troppo complessa per le loro piccole menti adatte, forse, ad attività meno impegnative intellettualmente. Dovrebbero decadere naturalmente e spontaneamente, senza bisogno di votazioni in Senato, per “incapacità manifesta“.

Questa è l’unica cosa comprensibile di questo governicchio voluto e sponsorizzato dal Presidente Napolitano; l’incapacità congenita. Visto che sono pratici di consultazioni, dopo le “Primarie” del PD, dovrebbero fare le “Buffonarie” governative per eleggere “democraticamente” il “più buffone del reame“.

Intanto, in attesa degli eventi…e trenta…e quaranta ladroni, ve lo diciamo in musica: Ma Vaffffff………..”

A proposito di buffoni. Nel 2010, dopo la caduta di un muro a Pompei, il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, attaccato duramente dall’opposizione, fu costretto a dimettersi. Una settimana fa è crollato un tetto ad Ercolano; ne ho parlato in “Muri e ministri” chiedendomi se, come Bondi, si dovesse dimettere il ministro Massimo Bray. Non si è dimesso e, per la verità, nessuno lo ha accusato di alcuna responsabilità. Il tetto è crollato, ma a Montecitorio nessuno se ne è accorto; silenzio di tomba, anzi, di tetto, specie da parte dei parlamentari del partito democratico, quelli sempre pronti a crocifiggere gli avversari e urlare che se cadono i muri a Pompei è colpa del ministro (ma solo se il ministro è Bondi).

Non tutti i muri sono uguali. Pompei è lontana e non sempre a Montecitorio arriva il frastuono del crollo. Evidentemente  il muro di Bondi era molto più rumoroso, mentre i muri ed i tetti di Bray hanno il crollo “silenzioso“.  Intanto succede che Ieri è crollato un altro muro a Pompei

Domanda per i più preparati: dopo due crolli ad Ercolano e Pompei, il ministro per i beni culturali, Massimo Bray, si dimetterà? E se non si dimette, cosa molto probabile, anzi scontata, perché Bondi era responsabile del crollo e Bray non lo è? E perché Bondi si è dovuto dimettere e Bray non solo non si dimetterà, ma non gli viene nemmeno attribuita alcuna responsabilità?

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