L’acqua ed il fuoco

La “Bomba d’acqua” (così la definiscono) che ha devastato la Sardegna, mi ricorda un vecchio sonetto romanesco di Cesare Pascarella. Esprime una tragica verità che, purtroppo, in Sardegna abbiamo sperimentato troppo spesso. D’estate gli incendi bruciano la nostra terra e si riesce, in qualche modo, a domarli e contenere i danni solo con l’intervento di getti d’acqua a terra o dal cielo con i Canadair. Ma quando, come nei giorni scorsi, dal cielo cade un mare d’acqua come la fermi?

Sonetto XIV  (Da “La scoperta de l’America” 1894)

E l’hai da sentì dì da chi c’è stato
Si ched’è la tempesta! So’ momenti,
Che, caro amico, quanno che li senti,
Rimani a bocca aperta senza fiato.

Ché lì, quanno che er mare s’è infuriato,
Tramezzo a la battaja de li venti,
Si lui te pò agguantà li bastimenti
Te li spacca accusì, com’un granato.

Eh!, cor mare ce s’ha da rugà poco…
Già, poi, dico, non serve a dubitallo,
Ma l’acqua è peggio, assai peggio der foco.

Perché cor foco tu, si te ce sforzi
Co’ le pompe, ce ‘rivi tu a smorzallo;
Ma l’acqua, dimme un po’, co’ che la smorzi?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...