Eran trecento

Il PDL s’è rotto. Nasce un nuovo schieramento, “Nuovo centrodestra“, di cui non si sentiva proprio il bisogno.  Considerato che i primi a volere la scissione sono i ministri in carica, a partire dal vice premier Alfano, sembrerebbe che la decisione di non aderire a Forza Italia e di abbandonare Berlusconi  nasca dalla voglia di non lasciare le poltrone di governo.  Ma non lo diranno mai. Diranno, invece, che lo fanno per senso di responsabilità politica, per affermare la necessità di democrazia all’interno del partito, per evitare una crisi di governo in un momento critico e, naturalmente, per “il bene dell’Italia“. Poverini, sono degli eroi che si sacrificano per la Patria (a spese nostre).

Dice Alfano, il leader degli scissionisti, che sono in 304 gli aderenti alla nuova formazione. Numero infausto che evoca tragedie. Trecento erano gli eroici spartani morti alle Termopili e trecento erano quei giovani baldi, seguaci di Pisacane,  carichi di nobili ideali patriottici che organizzarono una spedizione  “per il bene dell’Italia” e finirono massacrati. Caro Alfano, non vorrei che anche i suoi 304 seguaci finiscano come testimonia la “Spigolatrice di Sapri“, così: “Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti“.

Scena da “Allonsanfan“, film del 1974 di Paolo e Vittorio Taviani, ispirato alla spedizione di Carlo Pisacane.

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