Signor Palle d’acciaio

Il nostro premier Enrico Letta, in versione export in Irlanda (E’ sempre in giro per il mondo. Ma quando lavora?) rispondendo ad una domanda sul suo ruolo e sulla sfida con Berlusconi,   dice che di lui in Europa pensano che “ha tirato fuori gli attributi“.  Nel testo inglese, però, l’espressione esatta è “balls of steel“: palle d’acciaio! Abbiamo un premier bionico con le palle d’acciaio. Invece che spermatozoi produce spilli, aghi e chiodi, tutto in acciaio temprato. Ecco perché è inquinante come l’ILVA di Taranto.

Se questa frase l’avesse detta Berlusconi lo avrebbero attaccato e ridicolizzato sulla stampa nazionale ed estera per l’espressione volgare e di pessimo gusto. Ma siccome l’ha detta il nostro premier Letta…allora si tratta solo di una “battuta simpatica“. Ma si sa, anche le palle non sono tutte uguali; quelle di destra sono volgari, quelle di sinistra sono simpatici “attributi“. Si prestano ad interpretazione, come tutto il resto, secondo l’etica e l’estetica sinistra.

Il fatto è che la stampa italica ha sempre uno sguardo benevolo, comprensivo e compiacente verso la sinistra, mentre è sempre pronta a stigmatizzare tutto ciò che fa la destra. E’ una curiosa forma di strabismo mediatico. Tempo fa, per esempio, dedicarono al nostro “Palle d’acciaio”  un servizio speciale per mettere in evidenza le sue mani e i gesti, esaltandoli come “gestualità che conquista” (Vedi “Le mani di Letta“). Chiaro? Non ha solo le palle d’acciaio, ha anche delle belle mani affascinanti ed una gestualità che incanta.

Ma che bello questo Letta, che bravo, che uomo speciale, un sex symbol del Transatlantico. Forse a fine anno farà un calendario sexy per i camionisti con primi piani glamour e sensuali delle sue mani. E chissà quali altre doti nascoste possiede! Magari si scopre che ha pure un fegato di zinco, polmoni in fibra di carbonio, il cuore in titanio ed i reni in nichel cromo. Uno così ben accessoriato di serie non può che essere di sinistra. No?

Il signor “palle d’acciaio” appartiene alla stessa specie di Rosi Bindi, quella degli ex democristiani di sinistra, i catto-comunisti confusi. Quelli in perenne crisi di coscienza, sempre in cerca di un “centro di gravità permanente“, eternamente indecisi fra l’oratorio della parrocchia ed il centro sociale Che Guevara. Quelli che tempo fa si sono uniti in matrimonio con i loro avversari storici, i comunisti pentiti che ora si fanno chiamare democratici, liberal e progressisti. Quelli che una volta sfilavano in corteo contro la NATO e L’America, sventolando la Falce e martello e cantando “Bandiera rossa la trionferà…” e che oggi (vedi Bersani) vanno a deporre una corona di fiori sulla tomba di J.F. Kennedy. Quelli che, alla Alberto Sordi, fanno gli americani a Roma; scimmiottando Obama ed il suo motto “Yes We can…” aprono i convegni con slogan tipo “I care…” e li chiudono cantando “Over the rainbow“, alla Judy Garland . Ecco, quelli.

Dissero allora, per giustificare quelle nozze contro natura, che “abbiamo le stesse radici” e che “vogliamo le stesse cose“. Questa strana anomalia, caratterizzata da forte confusione mentale,  può essere indotta da sostanze allucinogene oppure dalla frequentazione delle aule parlamentari e si chiama anche  “stato di alterazione della coscienza“. Le uniche radici che hanno in comune sono le radici quadrate dei prontuari di calcolo. E quando dicono di volere le stesse cose, forse alludono alle stesse poltrone in Parlamento. Già, il nostro premier bionico ha le palle d’acciaio così come Rosi Bindi ha il culetto alla brasiliana.

Questo premier “palle d’acciaio” è a capo di un governo che, assumendo un preciso impegno programmatico, aveva assicurato il taglio della spesa pubblica, la riduzione del carico fiscale, l’eliminazione delle province, la riduzione dei parlamentari, la riduzione del loro stipendio e la riforma della legge elettorale. Non hanno fatto niente di tutto questo. Discutono di omofobia, di femminicidio, di cittadinanza agli stranieri e di come aumentare le risorse per accogliere meglio gli immigrati. Di recente ha dichiarato che non ci sarebbero stati aumenti delle tasse, subito smentito da sindacati, associazioni di categoria, esperti di economia, commentatori e perfino dalla Corte dei Conti; tutti concordi nell’affermare che con le norme proposte dalla Legge di stabilità e con l’introduzione di nuove tasse il carico fiscale è destinato ad aumentare.

Hanno lasciato credere di aver abolito l’IMU, la tassa sulla casa. Invece hanno solo cambiato nome, l’hanno camuffata dietro sigle astruse e ci costerà più di prima. Solite “balle” di Stato. Così l’Italia è tutto un tripudio di balle ed un vorticare di palle. Il premier ha le palle d’acciaio e  gli italiani hanno le palle che girano. Anzi, a forza di girare, si sono proprio rotte!

Mentre sulla stampa leggiamo il necrologio quotidiano di aziende che muoiono e cittadini che si suicidano per la disperazione, di disoccupazione e povertà in continua crescita, dice che il governo opera bene, che siamo sulla strada giusta, che anzi ci saranno aumenti di salario per i lavoratori dipendenti (gli danno 14 euro al mese con una mano e gliene tolgono trecento all’anno con l’altra). Ed osservando il suo volto mentre parla non si riesce mai a capire se sia convinto di ciò che dice o se stia prendendo per i fondelli. E’ impassibile, immobile, inespressivo, imperscrutabile, sembra una maschera di gomma, ha l’espressività di uno spaventapasseri o di un culo di scimmia. E’ quasi impossibile decifrare quel volto. L’unica cosa che si percepisce è quella boccuccia a culo di gallina che fa venire in mente una famosa “Boccuccia di rosa…”. Ma è un’impressione fugace che può trarre in inganno. Basta che allarghi le labbra per accennare un sorriso e si scopre una impressionante bocca dalla misura “extra large“, una bocca da forno. Sono in due ad averla così:  Letta e Lilly Gruber.

Ne parlavo nel post “News sotto il sole“. Dicevo…

“Letta, Letta. Quando lo vedo non posso fare a meno di chiedermi “Ma quanto è grande la bocca di Letta“? Eccolo qui durante un’intervista con Floris a Ballarò.

Una bocca così spropositata ha solo una spiegazione. Sembra che alla nascita, prevedendo (grazie ad una ostetrica che aveva doti di preveggenza) che il piccolo Enrico da grande avrebbe fatto il politico e, quindi, avrebbe detto un sacco di fregnacce, invece che fare il taglio cesareo alla madre, lo hanno fatto alla bocca del figlio; con una bocca extra large le cazzate escono meglio.”

Ecco, quest’uomo  sfugge a qualunque classificazione e spiegazione, come la sua fissità da zombi, come la sua espressività facciale completamente assente. Più che un essere umano sembra un androide, un perfetto incrocio fra uomo e macchina, un umanoide geneticamente modificato e rinforzato con accessori metallici.  Che il nostro premier bionico abbia le palle d’acciaio non è detto, ma di certo ha una gran bella “faccia di bronzo“.

N.B.

Sulle peripezie ideologiche degli ex comunisti e sulla  evoluzione della specie vedi: “Marxismo liberale”.

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