Ottobrata romana

Più calda del solito questa ottobrata romana: bombe carta, petardi, fumogeni, cassonetti incendiati, vetrine rotte, assalto ai blindati della polizia (foto). Abbiamo visto nei vari TG le immagini di queste “tranquille e pacifiche” proteste. Niente di nuovo, scene già viste centinaia di volte. Del resto in democrazia è garantito a tutti il diritto di manifestare, protestare, sfilare in corteo, insultare le istituzioni, aggredire le forze dell’ordine, sfasciare vetrine, incendiare cassonetti e auto, lanciare corpi contundenti addosso ai poliziotti. Tutto lecito, dicono che il diritto di manifestazione sia sacrosanto, garantito dalla Costituzione. E se lo dice la Costituzione deve essere vero.

Deve pensarlo anche Erri De Luca, scrittore e intellettuale “de sinistra” (in tutti i sensi), quello che giustifica le violenze ed i vandalismi dei No Tav. Violenze che dagli inquirenti sono state definite come “atti finalizzati al terrorismo ed all’eversione“, ovvero un reato gravissimo (Accuse di terrorismo per i No Tav). E De Luca li giustifica. Anzi, ha affermato di aver partecipato personalmente ad alcune proteste: “Ho partecipato ai sabotaggi No Tav(La Repubblica). Ma stranamente nessuna procura apre un fascicolo nei suoi confronti per “apologia di reato“. Strano, vero?  Sarà che quando gli indiziati sono di sinistra si chiude un occhio e “l’obbligatorietà dell’azione penale” viene momentaneamente sospesa?

C’era anche lui all’Ottobrata romana di oggi, per portare sostegno ai compagni No Tav. Non poteva mancare. Dove si protesta lui c’è. Lo abbiamo visto intervistato in strada, durante la manifestazione, dal TG2. Dice De Luca che i manifestanti di oggi sono come i “Comitati di salute pubblica…così li chiamo io“. Immaginiamo che, mentre lo dice,  veda scorrere nella mente immagini di sommosse popolari, sans culottes e teste mozzate. Già, gli intellettuali di sinistra sono così, hanno la fantasia fervida e sognano ancora di rivoluzioni, processi di piazza e nobili giustiziati in nome della libertà.

Non è il solo a sognare una nuova presa della Bastiglia. Anche i grillini si fanno chiamare “Cittadini“. Sarà un caso? Di questo passo torneremo presto al “Terrore“. A quando la ghigliottina in piazza?

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