La democrazia e lo scemo del villaggio

Ogni villaggio ha il suo scemo ed ogni scemo ha un villaggio intorno. Per fortuna sono casi rari, innocui e non creano problemi alla comunità. Anzi, siccome il pregio dell’essere idioti è di non rendersi conto di esserlo, vivono a lungo felici e contenti in uno stato di perenne beatitudine. Ma cosa succederebbe se gli idioti fossero la maggioranza?

Vediamo di scoprirlo con questa breve storiella.

Si dice che nel periodo delle grandi esplorazioni, alcuni avventurosi occidentali arrivarono in un piccolo e sperduto villaggio, nascosto in una inaccessibile foresta. La particolarità di questo villaggio era che, contrariamente a quanto avviene di solito, a causa di qualche strana tara genetica, la maggioranza degli abitanti era costituita da idioti. Lo chiamarono così “Idiotland” e cercarono di insegnare loro alcuni rudimenti del vivere civile. In particolare, dopo lungo tempo e con molta pazienza, riuscirono ad inculcare nelle loro menti il principio fondante della democrazia ed, essenzialmente, il criterio di assumere le decisioni “a maggioranza“.

Sembra che ancora oggi gli abitanti di Idiotland continuino ad applicare quei principi democratici ed eleggano democraticamente i capi della tribù ed i responsabili delle varie attività del villaggio. Qualunque decisione debbano assumere, anche la più semplice, pongono le proposte in votazione e decidono così “a maggioranza“. Ora, siccome la maggioranza è costituita da idioti, ovviamente, eleggono degli idioti al governo del villaggio. E questi idioti eletti democraticamente a maggioranza, essendo idioti, assumono decisioni idiote.

La cosa può sembrare bizzarra, ma per i tranquilli abitanti di Idiotland è del tutto normale e sono convinti che la loro “Democrazia” sia il miglior sistema di governo possibile. E tutto procede con grande soddisfazione  generale. Il fatto è che, come dicevamo, chi è idiota non si rende conto di esserlo, per sua fortuna.

In realtà non tutto fila liscio. Anzi, forse per un eccesso di zelo nell’applicazione dei principi democratici, l’attività del villaggio molto spesso è bloccata da lunghissime e accese discussioni e operazioni di voto su qualunque argomento. Se, per esempio, devono andare a caccia per assicurare il cibo alla comunità, prima devono votare. Ma non è così semplice, perché si vota per decidere se andare o no a caccia. E poi si vota per decidere chi deve fare la proposta. E poi ancora per chi deve decidere la località di caccia. E poi per decidere quale animale cacciare. E decidere quali armi utilizzare. E ancora per decidere la strategia della caccia. E poi su altre questioni importantissime per la buona riuscita della battuta. Insomma, intanto che si va avanti con proposte, discussioni e votazioni,  si fa notte. E poi si ricomincia a discutere il giorno dopo, sempre democraticamente.

Così vanno avanti per giorni e giorni, a digiuno, finché le donne del villaggio, che sono anch’esse idiote, ma non sono sceme, in preda alla fame, non interrompono le democratiche assemblee e prendono a randellate in testa i prodi cacciatori democratici, i quali, sentiti i validi,  duri, nodosi e convincenti  argomenti delle loro donne, dimenticano la democrazia e vanno a caccia, finalmente.

A pensarci bene, però, anche nel progredito mondo occidentale la democrazia funziona allo stesso modo. Ed anche noi siamo convinti di essere persone normali e che la democrazia sia il miglior sistema possibile. Mi viene un dubbio…

Chi vuole intendere in tenda, gli altri in sacco a pelo.

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