Quirinale: ultime scoperte

“Canta ogni mattina il galletto del Colle. E’ convinto che  se lui non canta non sorge il sole.”. Così scrivevo anni fa in uno dei tanti post dedicati al nostro Presidente Napolitano. Fin dal suo insediamento era evidente quella che sarebbe stata l’impronta ed il filo conduttore del suo mandato. Disse, subito dopo l’insediamento: “Non mi limiterò a fare l’osservatore”. In queste poche parole c’era tutto il suo programma. Ha mantenuto fede alle promesse. Non passava giorno che  non intervenisse su tutti gli argomenti possibili e che i media non riservassero ampio spazio a tutte le sue “esternazioni presidenziali“.

I suoi ultimi “capolavori” sono la nomina di Monti a senatore a vita e, subito dopo, l’affidamento dell’incarico per formare quel fallimentare Governo tecnico, definito anche come “Governo presidenziale“,  di cui l’unica cosa che si ricordi è l’aumento delle tasse. A seguire l’altro “Governo delle larghe intese” che in realtà è un “Governo presidenziale bis“. A seguire la nomina di quattro senatori a vita di cui in tempi di crisi non si sentiva assolutamente la necessità, ma che, in previsione di una possibile crisi della maggioranza di governo,  avrebbe garantito al Senato  quattro voti che, data l’incertezza dei numeri, potevano essere determinanti.

Il suo protagonismo, il suo presenzialismo, la sua eccessiva ed ossessiva presenza mediatica sono la conferma di quanto dico da anni. Ora sembra che anche altri abbiano finalmente notato questa anomalia presidenziale. Oggi, per esempio, come riferisce una nota ANSA,  lo ha scoperto il coordinatore PDL Sandro Bondi il quale afferma: “Le riflessioni e le raccomandazioni del Capo dello Stato sono il metronomo della politica italiana. Francamente comincio ad avere seri dubbi sull’utilità di questo ruolo esercitato da Napolitano nella convinzione di guidare dall’alto l’Italia verso l’uscita dalla crisi.”. Ben svegliato Bondi. Ora, dopo questo enorme sforzo mentale per capire finalmente, dopo sette anni,  il ruolo di Napolitano, si rilassi e si riposi. Fino alla prossima scoperta.

Ma non è il solo. Appena qualche giorno fa, sul blog di Grillo in un lungo articolo, nel quale si contestava il ruolo di Napolitano e si chiedeva l’impeachment del Presidente, Paolo Becchi scriveva: “Napolitano si è servito del potere di esternazione come strumento di direzione politica, di intervento negli equilibri politici…”. Guarda, guarda, un altro che improvvisamente si è risvegliato dal letargo. Aggiunge Becchi: “Il Capo dello Stato – potere “neutro”, garante super parte della Costituzione – non può servirsi delle proprie prerogative per determinare la politica del Paese, incidere sulla formazione del Governo…”. E ancora: ” …egli ha esercitato le sue prerogative al di là dei limiti previsti dalla Costituzione, ha snaturato il senso politico e morale della figura del Capo dello Stato.”. Chiarissimo.

Ma sarà vero che il nostro Presidente eccede nel suo protagonismo e va oltre i limiti delle prerogative presidenziali? Sarà vero che c’è una eccessiva presenza mediatica e che le sue “esternazioni” quotidiane su tutto e tutti finiscono per condizionare lo scenario politico? Sarà vero quello che ripeto da anni, fin dal suo insediamento? Vediamo subito, basta dare uno sguardo alle ultime notizie ANSA.

Senza andare troppo indietro e limitandoci alle news delle ultime ore, vediamo che sono presenti le seguenti note:

h. 12,11 Avanti con riforma porcellum (E già a questa prima notizia siamo fuori dalle competenze. Fare o non fare una riforma elettorale è compito del Parlamento, non del Presidente, Quindi Napolitano non dovrebbe interferire, né consigliare o suggerire; non è compito suo).

– h. 12.06 Napolitano: legato mio impegno a riforme (Anche le riforme sono compito del parlamento, non del Presidente, Quindi dovrebbe evitare di parlarne. Il fatto che leghi il suo mandato presidenziale alla realizzazione delle riforme è una emerita “sciocchezza“, per essere gentili. Non è scritto da nessuna parte nella Costituzione che si possa nominare un Presidente della Repubblica per “Fare le riforme“.)

– h. 12.05 Napolitano: mantenere i nervi saldi (Solita dichiarazione di circostanza che lascia il tempo che trova, del tutto inutile, buona solo per riempire quattro righe in cronaca)

– h. 12.02 Carceri: Napolitano, affrontare emergenza (Idem, affrontare il problema carceri è compito del Parlamento, non del Presidente)

Queste sono solo le ultimissime, ma siamo certi che, nel corso della giornata, dal Quirinale arriveranno altre importantissime dichiarazioni, suggerimenti, consigli, valutazioni, considerazioni su tutti i temi possibili e che finiranno subito con grande rilevanza sui media nazionali. Già, come dicevo in apertura, sembra proprio che non sorga il sole se non canta il galletto del Colle e se l’ultimo starnuto presidenziale non finisce in prima pagina. Tanto è vero che quando non ci sono altre dichiarazioni presidenziali, pur di mettere sempre Napolitano in prima pagina,  si arriva al ridicolo: si scrive un pezzo per dire che non ci sono notizie. E non sto scherzando. Lo facevo notare in questo post del 2010 “Chisenefrega day“, in cui si riferiva che Napolitano non commentava la fiducia al governo. Ecco il titolo…

napolitano no comment

Insomma…una volta tanto, eccezionalmente, Napolitano non ha niente da dire. E per comunicarci che il Presidente non ha niente da dire scrivono un pezzo in cui dicono che non ha niente da dire. Incredibile, ma vero. Ridicoli.

Beh, credo proprio di non aver esagerato nelle mie considerazioni. Anzi, ogni giorno se ne ha conferma. Certo dispiace che certe personalità della politica debbano aspettare anni per capire certe cose. Magari se invece di pensare che il mondo sia tutto nel Transatlantico di Montecitorio e che la realtà sia quella dei talk show televisivi, anche distrattamente, avessero dato uno sguardo a ciò che pensa la gente comune ed a ciò che si scrive nei blog, certe scoperte le avrebbero fatte molti anni prima, con grande beneficio di tutti.

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