Saldi estivi

Anche l’informazione approfitta delle vantaggiose offerte di fine stagione. Le notizie ormai si acquistano ai saldi o in offerta promozionale: prendi tre, paghi uno. Oltre ai saldi c’è anche il mercatino dell’usato (in tempi di crisi va forte) dove si possono acquistare stock di news quasi nuove o poco usate e riciclarle anche più volte in un mese (Vedi “Riciclare è un’arte” e “Tiscali ed il riciclo“). Se poi si è in molti ad acquistare, o si è associati, allora scatta anche lo sconto comitive, militari e ragazzi. Insomma, un affare.

Così si riempiono pagine e pagine di quotidiani, settimanali, riviste e siti web con notizie che sembrano notizie, ma non lo sono. Figurerebbero bene in una rubrica “Chi se ne frega?” o in riviste gossipare, o come chiacchiere da comari al mercato. Alcune le abbiamo già viste nel post “Colpi di sole“. Vediamone altre fresche di giornata o quasi.

1) Immancabile la sparata del giorno di Oliviero Beha (sempre contro Berlusconi, ovvio) che ti arriva direttamente, che tu lo voglia o no, dal suo blog nella tua casella di posta personale: “La sindrome di Arcore“, tanto per cambiare.

Che fantasia questo Beha, che inventiva, che creatività, che varietà di argomenti; un genio. Se Mediaset fosse un provider,  fornisse l’accesso ad Internet ed inviasse ai suoi utenti lettere ed articoli di Berlusconi, Belpietro o  Feltri, la questione finirebbe subito in Parlamento, per uso personale e propagandistico di servizio pubblico. Ma se questo uso improprio lo fa Tiscali del patron Soru del PD è tutto regolare. Come se la Telecom chiamasse a casa i propri clienti per leggergli direttamente gli articoli di Gad Lerner o i pistolotti di Travaglio e Mentana.

Vedo in questo momento (ore 5 del 31 agosto) che nella casella di posta c’è un altro vecchio articolo di Beha, (deve avere un contratto speciale con Tiscali) “Cartolina illustrata al presidente napolitano”.  Come riferivo nei  post già citati in apertura “Riciclare è un’arte” e “Tiscali ed il riciclo“) questo post è stato già pubblicato una prima volta, sia in Home, sia inviato alla casella di posta, in data 19 luglio, ripubblicato per la seconda volta in data 3 agosto, ri-ripubblicato per la terza volta in data 16 agosto e (incredibile, ma vero) ri-ri-ripubblicato per la quarta volta, oggi 31 agosto. Il tutto senza scrupoli e senza vergogna.

Questa volta, però, per non farla troppo sporca e per ingannare i lettori meno attenti, hanno eliminato tutti i vecchi commenti, grazie ai quali era facile notare che si trattava di un articolo riciclato. L’hanno “lavato“, ma sempre quello è. E magari sono convinti che la gente non se ne accorga. Che gli vuoi dire? Niente; ridicoli. Semplicemente ridicoli.

2) Quirinale News. Giusto per dare l’esempio e contribuire alla riduzione dei costi della politica (!?), il Presidente Napolitano ha appena nominato quattro nuovi senatori a vita: due ricercatori, Rubbia e Cattaneo, un architetto, Renzo Piano ed un direttore d’orchestra, Claudio Abbado. Tutti personaggi illustri, degnissimi di riconoscimenti, onori e gloria nel loro campo. Ma che ci fanno al Senato? Ma per il nostro Presidente è stata una scelta eccellente e dovuta. Sembra che si sia tolto un peso dallo stomaco. Ecco il titolo dell’ANSA: “Napolitano, alleggerito per senatori”. Siamo felici che Napolitano si senta “alleggerito“. Forse nominare dei senatori fa lo stesso effetto di prendere un potente lassativo.

3) Comunisti coreani; gente di poche parole. Kim Jong-un, leader comunista del regime comunista della Corea del Nord, ha mandato a morte per fucilazione la sua ex fidanzata ed altre undici persone (del mondo dello spettacolo), tutti colpevoli, secondo l’accusa, di pornografia. Per completare l’opera di rieducazione sociale, tutti i familiari e parenti dei giustiziati sono stati inviati in campi di lavoro (a meditare sulle delizie del comunismo). Niente di nuovo, questi sono i ferrei principi del comunismo duro e puro. Se leggete l’articolo, noterete una curiosità. In tutto il pezzo non viene mai citata la parolina proibita “Comunismo“. Sono comunisti, ma non si deve dire. Altrimenti si corre il rischio che la gente possa associare questi splendidi esempi di democrazia comunista ai comunisti nostrani, quelli che si dichiarano ex, post, democrat, liberal, progressisti etc. Sempre comunisti sono, ma mascherati. Ecco perché bisogna evitare qualunque cenno al comunismo vero. Sarebbe dannoso alla causa. Compagni, zitti e Mosca!

4) Casca o non casca?

 Tempi difficili per il premier, tira a campare col rischio che il governo non duri. Casca o non casca? Temi scottanti sono l’IMU (problema che sembra appena superato, ma non del tutto, perché è in agguato la Service Tax che forse è anche peggio), l’aumento dell’IVA, la decadenza di Berlusconi dal Senato, il rischio di essere coinvolti in un nuovo conflitto in Siria. Insomma, non c’è proprio da stare tranquilli. Ecco perché il nostro premier, per  pararsi il cu…il cuoio capelluto (i capelli sono ormai un lontano ricordo giovanile), proprio di recente è volato in Afghanistan per provare sul campo un nuovo e modernissimo casco protettivo.  Così se proprio il governo deve cascare, casca col casco. Si fa meno male.

5) Papi e call center. Fanno parte della nostra esistenza quotidiana, rientrano a pieno titolo fra le nuove piaghe dell’umanità. Parlo delle telefonate commerciali che arrivano ad ogni ora del giorno tramite i call center. Sembra che abbiano un particolare intuito per far squillare il telefono proprio nei momenti meno opportuni. Alzate la cornetta e c’è sempre qualcuno che vi propone nuovi contratti di telefonia, di energia elettrica, di TV satellitari, l’apertura di nuovi market, mobilifici etc. Ormai sono in molti, di fronte a queste fastidiosissime chiamate,  ad avere una reazione non proprio elegante; rispondono, lanciano un insulto a caso e chiudono.

Però bisogna stare attenti. Il nuovo Papa, Francesco, ha un debole per le telefonate private. Appena eletto, lo ricorderete, ha chiamato subito Samaria, il suo ottantenne calzolaio personale a Buenos Aires per chiedergli le solite scarpe nere invece che quelle rosse papali. Poi ha chiamato il suo vecchio edicolante di Calle Bolivar, a Buenos Aires per avvertirlo di non portargli più i giornali. Poi ha chiamato direttamente il centralino della Curia generalizia dei Gesuiti (il suo Ordine). Ai primi di agosto ha chiamato il fratello di un imprenditore ucciso durante una rapina. Di recente ha chiamato uno studente di Padova Ciao, sono Francesco, diamoci del tu…”. Pochi giorni fa ha chiamato una donna argentina vittima di uno stupro. L’ultima è una chiamata ad un ragazzo, “Il corvo“, al quale nel 2008 a Baires, aveva lavato i piedi durante la messa del giovedì santo: “Ciao Corvo, come stai?”. E non finisce qui.

Ormai questo Papa può chiamare chiunque, in qualunque momento. Quindi siete avvertiti. Se sentite squillare il telefono non pensate alla solita chiamata commerciale. Evitate di rispondere seccamente o insultare l’operatore di turno chiudendo il telefono. Aspettate, potrebbe essere Papa Francesco.

4 pensieri su “Saldi estivi

  1. violetta

    ahahah….vado a comprarmi un casco…ma no, posso usare l’elegante elmetto di velluto blu che usavo in tempi remoti per andare a cavallo ((ahahahah)) ciao…diamoci pure del tu..

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  2. Annamaria

    Caro Giano, articolone da sballo, come sempre!Il mio incipit sarà sempre così!
    Il più frappant…quello del Papa: colpisci dove…il dente duole!
    Dovremo essere contenti di questa comunicazione in diretta, tramite il suo sostituto, Bergoglio, con il Padreterno!
    Io, non lo sono affatto! Pensa che faccio fatica a dire…Papa!
    Le linee sono talmente intasate che la segreteria telefonica risponde…lasciate un messaggio e sarete richiamati al più presto! La TV vaticana potrebbe pensare ad una nuova trasmissione…”Il papa in diretta: parla con Lui.”
    Evidentemente si sente molto solo, come tutti i papi, se sente il bisogno di telefonare a chiunque e ovunque!
    Buona domenica. Ciao Violetta!

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    1. Giano

      E’ il suo modo di essere alla mano, vicino alla gente, “francescano”. Così dicono. Non so se questo atteggiamento sia davvero giusto. A me fa un po’ sorridere, ma…contento lui! Buona serata

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