Fuffa di Stato

E’ evidente che i nostri governanti (e l’intera classe politica) non hanno la più pallida idea di come affrontare e risolvere la gravissima crisi in atto. Ogni giorno leggiamo qualche dichiarazione di politici,  esperti, opinionisti, autorevoli editorialisti o saggi di turno che elargiscono le quotidiane perle di saggezza con commenti, idee, proposte bizzarre e strampalate e suggeriscono programmi generici, senza uno straccio di proposta concreta e fattibile.

Tutta gente, come ricordavo nel post “Urgenze e priorità“, pagata profumatamente per risolvere i problemi del Paese e che, invece, non solo non risolvono nulla, ma creano sempre nuovi problemi e complicazioni per i cittadini, con leggi, leggine e norme cervellotiche, spesso in contrasto fra loro o inapplicabili, che servono solo a rendere sempre più difficile l’esistenza quotidiana. Basta pensare alla burocrazia, vero e proprio esempio di cervellotiche disposizioni che sadicamente assillano la vita dei cittadini vanificando la volontà d’impresa, la fantasia e le capacità imprenditoriali. O alle disposizioni, norme e leggi in materia fiscale, così complicate che anche i commercialisti spesso non sanno cosa fare. Ecco a cosa serve questa classe politica, a complicarci la vita. “Lo Stato non risolve i problemi. Lo Stato è il problema“, diceva Ronald Reagan. E purtroppo aveva ragione.

Anche oggi, immancabile, abbiamo il quotidiano fulgido esempio di questo blaterare politichese. E’ un brano tratto dall’intervista del ministro Emma Bonino, rilasciata al Sole 24 ore  e riportata dall’ANSA, in cui propone la sua “strategia in 5 punti per l’export“. Ecco la geniale pensata:

“…sostenere quella parte di made in Italy poco conosciuta ma pur sempre aziende di qualità; promuovere l’internazionalizzazione di commercio, artigianato, mondo cooperativo, agricoltura; sostenere le piccole imprese ma rafforzando all’estero reti e filiere produttive collegate perché i piccoli da soli non ce la fanno; dare maggiore attenzione alle startup innovative e digitalizzate e alle imprese al femminile; internazionalizzare il sistema Italia, non solo le imprese, con un’operazione culturale prima che economica“.

Perfetto, no? E ci voleva tanto a risolvere la crisi, rilanciare l’economia, l’export e tornare ai bei tempi del boom economico e fare dell’Italia il nuovo Eden? Meno male che c’è la Bonino a regalarci le ricette magiche. Però, dopo il primo momento di entusiasmo di fronte a tanta genialità e di qualche attimo di estasi davanti all’immagine della Bonino che rivela al mondo il segreto della rinascita, veniamo presi da un dubbio: sì, ma in pratica cosa significa? Rileggiamo con calma i “5 punti” e cerchiamo disperatamente una proposta concreta. Niente, nemmeno a pagarla a peso d’oro. Sarà saltata per un refuso? La Bonino  ci svelerà il resto in una prossima “apparizione“?

Cosa significa “Internazionalizzare il sistema Italia“? Cosa vuol dire “Promuovere l’internazionalizzazione di commercio, artigianato...”? Cosa significa “Dare maggiore attenzione alle startup”? Voglio dire cosa significa in pratica. Quali sono le iniziative concrete, pratiche ed attuabili? Niente, non c’è niente da fare. Questa gente parla e straparla di buone intenzioni, di cose vaghe e generiche, buone per tutte le stagioni. E’ come dire che “Bisogna rilanciare l’economia“. Non significa nulla se non si dice anche “Come” rilanciarla.

Eppure questa specie di libro dei sogni è esattamente quello che ogni giorno ci propinano i media, limitandosi a riportare le dichiarazioni quotidiane dei politici, senza mai entrare nel merito, senza mai chiedere ai politici chiarimenti e precisazioni sulle loro proposte vaghe. Ma nessuno ha interesse a fare domande precise ed imbarazzanti. Nessuno si azzarda a dire “Il Re è nudo“, perché su questa mistificazione mediatica ci campano tutti. Se lo facessero si finirebbe per svelare il trucco di questa specie di commedia degli equivoci. Ma non conviene a nessuno perché svelare il trucco vuol dire che tutti andrebbero a casa; politici e cronisti.

E’ la dimostrazione che questa classe politica è del tutto incapace di governare. Sta al potere solo perché le persone oneste e veramente capaci si guardano bene dal mischiarsi con mercanti e truffatori in questo mercato delle vacche che è la politica. Così i mediocri, gli arrivisti, gli scalatori sociali, i profittatori, i furbi ed i mercanti di vacche hanno campo libero e assurgono al potere, senza titoli, senza meriti, senza capacità, senza vergogna e, grazie al “Porcellum“, senza essere nemmeno votati e scelti direttamente dai cittadini. E spacciano questo caravanserraglio come politica e democrazia.

E’ incredibile come la gente accetti questa truffa culturale e mediatica senza reagire. Forse non si rendono conto della vacuità di ciò che ci propinano ogni giorno. Eppure l’esempio riportato sopra è chiarissimo. Questa gente, siano ministri, semplici peones o illustri ed autorevoli opinionisti, si fermano sempre un attimo prima della conclusione. Sembra che abbiano la ricetta segreta della felicità, che siano sempre sul punto di svelarvi il segreto dell’immortalità, che abbiano la chiave per risolvere tutti i problemi del mondo. Ma non la svelano. Si fermano sempre un attimo prima.

Ricordano quei libri che, in copertina,  promettono di rivelare segreti su tutto e tutti, da Fatima al Santo Gral, dalle ricette segrete degli alchimisti per creare l’oro agli UFO. Leggete con curiosità, ansiosi di conoscere la verità e dopo centinaia di pagine, quando vi aspettate che finalmente l’autore vi riveli quanto prometteva, finisce il libro. E ne sapete quanto prima. Non conclude. Così sono i nostri politici;  parlano, parlano, sembra che abbiano la verità in tasca, ma non arrivano mai al dunque, non concludono. Sono una specie di “Coitus interruptus” mentale. E come nel coitus interruptus, ovviamente, non fecondano, non generano, non creano, non nasce niente. E’ tutta scena, è una parodia del coito. E’ come farsi le seghe…mentali. E’ “onanismo” politico. E’ solo fuffa, fuffa di Stato.

A proposito, per proporre idee nuove per risolvere la crisi economica bisogna avere una mente aperta, un minimo di competenze specifiche ed anche un po’ di immaginazione, fantasia, capacità di rinnovamento. Insomma, essere creativi per inventarsi soluzioni innovative. Ora, la nostra Emma la conosciamo così com’è da sempre, immutabile. E’ tutta una vita che ha quel caschetto biondo col ciuffo che gli casca sull’occhio destro. Sempre uguale. Come può essere creativa una che in tutta la vita non riesce nemmeno a cambiare pettinatura? Bonino, dacci un taglio; ai capelli e, possibilmente, anche alla politica. Per il bene di tutti.

4 pensieri su “Fuffa di Stato

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