I cristiani sono buoni

Ci mancava solo il Papa. Non bastava Laura Boldrini, quella che dice di occuparsi degli ultimi. Ovvero degli immigrati di qualsiasi colore e provenienza. Quella che essendo impegnata a tutelare gli ultimi si dimentica dei “penultimi“, gli italiani che non riescono più a sopravvivere. Quella che va a Civitanova Marche  dove tre persone, non riuscendo a campare,  si sono suicidate per la disperazione  e per la vergogna e dice che non sapeva che in Italia ci fosse quella povertà (Ultimi e penultimi). Ecco, quella. Non basta la ministra congolese Kyenge che vuole abolire il reato di immigrazione clandestina, vuole introdurre lo “ius soli” e dare la cittadinanza agli stranieri. Quella che arriva in Italia come immigrata e da immigrata vuole dirci come comportarci con gli immigrati. Come se ci introducessimo in casa di qualcuno, senza essere invitati, pretendessimo di restare a pranzo e di decidere anche il menu. Ecco, quella.

Non bastano le anime belle della sinistra, quotidianamente impegnate a propagandare l’accoglienza, la tolleranza, l’integrazione. Quelli che si nutrono di pane e retorica buonista e vogliono convincerci che la nostra sia una società multietnica, multireligiosa, multiculturale, multirazziale, multisessuale e multicriminale. Non perché lo sia, ma perché vogliono che lo diventi. E tanto si adoperano che stanno riuscendo nell’intento. Quelli che vogliono fare dell’Italia il rifugio di tutti i disperati e delinquenti del terzo mondo; ma anche del secondo. Una specie di isola felice in cui delinquere a piacere, tanto non succede nulla. Essendo “ultimi”  tutte le loro malefatte  vengono giustificate con il pretesto del disagio sociale e godono dell’appoggio ed il sostegno morale delle anime belle e delle istituzioni. E mangiano gratis alla Caritas.

Non bastavano questi adepti dell’accoglienza sempre e comunque, a tutti e con tutti i diritti possibili. Ora ci si mette anche il Papa. E va a trovarli direttamente nel luogo preferito per gli arrivi in massa: Lampedusa. La prossima volta andrà a trovarli direttamente alla partenza, in Libia, Tunisia, Egitto. Così, tanto per festeggiare, dopo gli ultimi arrivi di giugno (Bollettino dei naviganti) ieri ed avantieri sono sbarcati due carichi di “preziose risorse“, come le chiama la Kyenge. Il primo barcone con 120 risorse è stato soccorso al largo di Portopalo (Sr). Il secondo, un barcone con 166 risorse di provenienza sub-sahariana, direttamente a Lampedusa, proprio mentre arrivava il Papa; che fortunata coincidenza.

Una curiosità accomuna questi due sbarchi. Nel primo caso, come riporta la news Ansa,  la Capitaneria di porto è stata avvertita del barcone in difficoltà, al largo della costa siciliana,  da un telefonata di un sacerdote eritreo, don Mosè Zerai. Nel secondo caso, il barcone giunto a Lampedusa, ad avvertire la Capitaneria di porto di Palermo  sarebbe stato un non meglio identificato cittadino libico il quale avrebbe avvertito le autorità italiane che alcuni suoi amici erano partiti tre giorni prima dalla Libia ed il loro barcone si trovava in difficoltà. All’opera di ricerca in mare e di soccorso hanno partecipato, dice la News, due motovedette, un pattugliatore, una motovedetta della Guardia di Finanza, una nave della Marina militare ed un mercantile (!).

Ora, la curiosità non è tanto il dispiego di uomini e mezzi, con relativi e rilevanti costi, che ogni giorno sono impegnati per soccorrere questi barconi. La cosa curiosa è notare che questi “migranti” hanno sempre i numeri di telefono giusti da chiamare al primo segnale di pericolo. Roba che il numero della Capitaneria di porto di Palermo, a meno che non abbiano sotto mano la guida telefonica della città, non lo sanno nemmeno i palermitani. Ma i preti eritrei ed i libici, in Libia, hanno il numero diretto della Capitaneria. Non è strano?

Dice il Papa, sollecitando maggiore attenzione verso i migranti, che “La cultura del benessere…rende insensibili e…porta all’indifferenza verso gli altri“. Si riferisce al benessere degli italiani? Forse, essendo giunto da poco, non è stato bene informato e corre il rischio di dover scoprire, come ha fatto la Boldrini,  che in Italia c’è la povertà, quella vera, che porta la gente a suicidarsi per la disperazione. Il “benessere” degli italiani è roba da boom economico degli anni ’60. Il benessere è morto e sepolto da un pezzo. Roba da “C’era una volta…”, come le favole. Ora i poveri sono milioni, aumentano costantemente le famiglie a rischio povertà e crescono coloro che, non avendo alcuna risorsa economica,  devono andare a mangiare alle mense della Caritas o vanno nei mercati, all’ora di chiusura, a racimolare qualcosa frugando fra gli scarti di frutta e verdura. Di quale “benessere” parla il Papa?

Bella cosa l’accoglienza. Bella, ma rischia di diventare molto pericolosa, se non si pone un limite. Perché un conto è accogliere e prestare assistenza a pochi disperati che fuggono da guerre, povertà e persecuzioni. Altro è aprire le porte indiscriminatamente a tutti i disperati. Pochi rifugiati sono benvenuti, ma se i rifugiati diventano milioni (come lo sono), non è più accoglienza o asilo, è invasione di massa.

Ma il Papa non parla di numeri (sarebbe scomodo e imbarazzante citarli), parla di principi, si tiene sul generale, sul vago, parla di concetti astratti, cita il messaggio evangelico, cita Caino e Abele, cita l’Innominato manzoniano, per condannare l’indifferenza e richiamare tutti ad assumersi la responsabilità delle condizioni disperate del terzo mondo e, soprattutto, della morte di migliaia di migranti che muoiono in mare. Farci sentire direttamente responsabili di migliaia morti in mare, durante questi viaggi della disperazione, è una vera e propria vigliaccata; anche se lo dice il Papa.

Dice Papa Francesco che “Lampedusa (ma è chiaro che si tratta della classica sineddoche; Lampedusa per intendere l’Italia) sia faro per tutto il mondo, perché abbia il coraggio di accogliere quelli che cercano una vita migliore. Significa che dobbiamo farci carico di tutti quelli che nel mondo “cercano una vita migliore“? Santità, ad occhio e croce, quelli che vorrebbero un mondo migliore, solo in Africa ed Asia, sono , uno più uno meno, almeno un miliardo di persone. Che facciamo, andiamo a prenderli direttamente a casa, li carichiamo su belle navi da crociera e li portiamo tutti in Italia, sistemandoli in deliziose villette lungo le coste e gli garantiamo lavoro, assistenza, scuole, sanità, pensioni e vacanze pagate? Ce lo dica. E ci dica anche chi paga.

Non c’era bisogno che si scomodasse il Papa per tenerci la solita lezioncina quotidiana di buonismo. Bastano e avanzano la Boldrini, la Kyenge e tutte le anime belle d’Italia. E sinceramente credo che gli italiani, sempre più in crisi e preoccupati del futuro,  siano anche leggermente stufi di sentire queste lagne buoniste ed ipocrite. Sì, ipocrite. Ha saputo il Papa di quel prete che ha fatto sistemare dei buttafuori all’ingresso del Duomo di Mestre per tenere lontani barboni e questuanti vari?  Certo, bisogna tenere lontani barboni e mendicanti, danno fastidio, puzzano, sono insistenti e non sta bene farli entrare in chiesa dove sta la gente perbene, elegante, profumata che ascolta la parola del Signore, predica l’accoglienza, la tolleranza, l’amore per il prossimo, la carità e la fratellanza. Sì, ma a Lampedusa, lontano dalla chiesa e dalle case dei cristiani. Santità, faccia una cosa, mandi una registrazione del suo bel discorsetto fatto a Lampedusa a quel parroco di Mestre. E poi ci faccia sapere.

Ed infine non poteva non lasciare un messaggio speciale ai “cari migranti musulmani“.  “La Chiesa vi è vicina…”, dice il Papa. Forse non è stato informato nemmeno di un’altra notiziola. In Egitto, durante le recenti proteste hanno ammazzato un prete cristiano copto (uno dei tanti già ammazzati da quando è iniziata la “primavera araba“). Ma non basta. In Nigeria una banda di islamici ha attaccato, devastato ed incendiato una scuola cristiana, causando più di 40 morti, fra i quali molti studenti arsi vivi. Negli ultimi tre anni sono complessivamente 209 le scuole attaccate dai militanti islamici. E noi periodicamente organizziamo delle raccolte di fondi per aiutare queste popolazioni, per creare ambulatori, ospedali, scuole, fornire assistenza ed aiuti di vario genere. Noi mandiamo soldi per costruire le scuole e loro le incendiano. Un po’ turbolenti questi islamici. Turbolenti ed ingrati.

Ma il Papa dice che la “Chiesa vi è vicina“. Già, perché i cristiani sono buoni, siamo tutti fratelli, ama il prossimo tuo come te stesso, porgi l’altra guancia, perdona settanta volte sette, sopporta pazientemente le persone moleste e le zanzare e accogli fra le braccia scorpioni e serpenti a sonagli come se fossero teneri e mansueti agnellini (è l’uguaglianza, le pari opportunità, insomma la par condicio). E’ una strana morale. I cristiani hanno una spiccata predisposizione genetica per il masochismo. Più vengono maltrattati, insultati, torturati, ammazzati, più sono felici e più rendono grazie al Signore. Più soffrono e più godono. La sofferenza la considerano un dono del Signore per metterli alla prova. Ecco perché più disgrazie, malattie, patimenti, sofferenze e persecuzioni devono sopportare e più sono felici, più si sentono appagati, più si sentono amati dal Signore. De gustibus. Già, perché bisogna ricordarsi che “I cristiani sono buoni…”, come disse il capo della tribù di cannibali, leccandosi le dita, dopo aver finito di divorare avidamente un missionario cristiano cotto al punto giusto.

 

2 pensieri su “I cristiani sono buoni

  1. Clara

    Nell’ordinamento dello Stato del Vaticano e’ previsto il carcere per l’immigrazione clandestina. MA COME PAPA FRACESCO, PERCHE’ IL VATICANO NON CAMBIA QUESTA LEGGE ANTI-MIGRANTI PRIMA DI VENIRE A FARE A NOI I PREDICOZZI BUONISTI? e la congolese e la Boldrini cosa dicono di questa norma? Non ho sentito dichiarazioni a riguardo accusando il Vaticano di PROPAGANDA RAZZISTA… voi si? MA LA CHICCA DELLA GIORANTA è STATA QUEL “Buon ramadam a tutti”…A TUTTI CHI????????

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    1. Giano

      Ciao Clara. dici bene. Come suo dirsi…tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare: quello di Lampedusa. Fra poco anche il ramadan avrà il riconoscimento ufficiale. Già in alcune fabbriche è prevista la pausa per il pranzo e per la preghiera. Quando la gente comincerà a capire cosa sta succedendo sarà troppo tardi.

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