In questo mondo di rinco

Molti anni fa al concorso per Miss Italia, che dovrebbe premiare la tipica bellezza italica, vinse una ragazza mulatta di Santo Domingo, Denny Mendez. Lo abbiamo fatto giusto per non eliminarla e farci accusare di razzismo. Qualche mese fa al concorso di bellezza in Israele, ha vinto il titolo di Miss Israele una ragazza etiope (Bellezze tipiche e polpette Ikea).  Di recente al talent musicale  “The voice of Italy“, che dovrebbe premiare, appunto, una tipica ugola italiana, vince e diventa “Voce d’Italia”  una ragazza albanese. La prestigiosa rivista americana Time pubblica un elenco delle cento persone più influenti del 2012. Fra questi c’è un italiano “molto influente“, un simbolo dell’Italianità: il calciatore nero Mario Balotelli al quale dedica la copertina.

Stranezze del politicamente corretto, delle pari opportunità e della globalizzazione. Ma in USA fanno ancora di meglio. Nello Iowa, al solito concorso di bellezza, che dovrebbe premiare, appunto, la bellezza e la perfezione del corpo, vince il titolo di Miss Iowa e parteciperà alle finali di Miss America, una ragazza senza un braccio. (Video)

Sta cambiando il concetto di bellezza ?”, si chiede Claudio Arrigoni. No, Arrigoni, tranquillo, la bellezza è sempre bellezza. E’ il mondo che sta diventando sempre più rincoglionito. Di questo passo, fra breve, un nero, che più nero non si può, diventerà capo del Ku Klux Klan.

Il “Made in Italy“, si sa, è apprezzato in tutto il mondo. Ne andiamo fieri, è il nostro orgoglio nazionale ed è un marchio di garanzia di qualità e bellezza che premia la creatività ed il genio italico. Ed ecco la notizia del giorno: “Il Made in Italy nel gulag cinese“. Si, nei tremendi campi di lavoro in Cina (loro li chiamano campi di rieducazione), dove si lavora anche 15 ore al giorno, con poco cibo e nessuna assistenza, producono oggetti, che poi vengono esportasti in tutto il mondo, anche per conto di grosse aziende straniere. Ed ecco che da quei campi escono dei piumini “Garantiti dal marchio Made in Italy“.  Sulle delizie del “Paradiso” cinese, leggi “Ombre cinesi“. Ma, soprattutto, questo “Laogai? Ssss, zitti e Mosca…”.

L’autista di un bus, infastidito dall’eccessivo chiasso che facevano dei ragazzi, ha picchiato uno di loro. Titolo del Corriere: “Autista del bus picchia un 12enne. Motivi razziali, il ragazzo è romeno”. Come si fa a stabilire che si tratta di razzismo? Semplice. Se picchiate un ragazzo italiano è solo violenza. Se picchiate un ragazzo straniero è razzismo. Se però un nero del Ghana, Kabobo,  impazzito ammazza tre italiani con un piccone a Milano è solo violenza. Basta intendersi.

Ieri a Milano, il ministro per l’integrazione, Cécile Kyenge, è arrivata ad un convegno con le auto di scorta, precedute da un’auto delle GdF, a sirene spiegate ed in senso vietato.  A quanto pare il nostro ministro per l’integrazione si sta “integrando” molto velocemente, dimostrando di avere già una buona dimestichezza con le buone abitudini della Casta.  Il giorno che un vigile dovesse fermarla, magari perché procede contromano, per contestarle l’infrazione, e lei rispondesse “Lei non sa chi sono io…” avremmo la certezza che si è completamente “integrata“.

Dice il Papa che all’interno del Vaticano c’è una lobby gay. Come se all’interno del Ku Klux Klan ci fosse un comitato segreto per la tutela dei diritti dei neri. Forse la presenza di gay fra i religiosi è causata da una interpretazione troppo letterale del motto “Ama il tuo prossimo come te stesso“. Bisognerebbe spiegarsi meglio. Altrimenti un pretino non troppo preparato potrebbe pensare che, essendo “se stesso”  un uomo debba amare un uomo. Ed una suora, essendo  “se stesso” una donna debba amare una donna. Santità, forse, per evitare equivoci, sarebbe opportuno organizzare dei corsi di ermeneutica biblica.

Il nostro premier delle larghe intese, sta cercando di imitare e di superare Bersani e le sue metafore. Ieri, giusto per dare prova delle sue alte competenze in campo economico e per dimostrare che ha le idee molto chiare sul come superare la grave crisi,  intervenendo al congresso della CISL, ha svelato la sua ricetta segreta, il suo asso nella manica, la trovata geniale: fare come il pesciolino Nemo (Video). Oh, bravo Letta, finalmente una proposta seria e concreta per salvare l’Italia: il pesciolino Nemo! Manca solo il Pulcino Pio, le tartarughe Ninja, gli Aristogatti e  l’orso Yoghi. Se gli va male come premier, vista l’esperienza in fatto di cartoons, può sempre farsi assumere dalla Disney.

Beh, se questo non è un mondo di rincoglioniti, cos’è? Stiamo diventando peggio della Repubblica delle banane. Il guaio è che tutti recitano la propria parte, secondo copione,  e fanno finta di essere persone serie. Il dramma è che siamo rincoglioniti. La tragedia è che non ce ne rendiamo conto.

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