Lirica kitsch

E io che dicevo? Lo so, non si dovrebbe dire, ma ormai succede molto spesso di vedere che autorevoli penne del giornalismo o della letteratura esprimano, certo in maniera più dotta di quanto faccia io, gli stessi concetti che ripeto da anni. Fa piacere perché almeno si ha la sensazione di non essere dei visionari o dei contestatori ad oltranza per partito preso. Un esempio recente è l’uscita in Italia, edito da Einaudi, di un libro del premio Nobel per la letteratura Mario Vargas Llosa, “La civiltà dello spettacolo“, in cui lo scrittore ribadisce esattamente alcuni concetti su società, spettacolo, media, arte, cultura, che condivido in pieno e che io stesso, molto spesso, ho scritto in molti post (Vedi “Cultura in offerta speciale“). L’importante non è che quei concetti li abbia espressi io o un premio Nobel; l’importante è che la gente legga, capisca e finalmente cerchi di porre rimedio a quella che è una grande truffa culturale.

Oggi, ecco l’ultima conferma. Un pezzo del critico televisivo del Corriere, Aldo Grasso. Lo leggo ogni giorno, perché senza remore o timori, parla chiaro e, soprattutto, non risparmia osservazioni anche molto forti nei confronti dei guru televisivi e dei personaggi dello spettacolo. Ovvio che, quasi sempre, sono d’accordo con lui. Oggi parla del programma dedicato alla musica operistica andato in onda lunedì su RAI 1 e condotto da Antonella Clerici.

Già leggendo il titolo capisco già dove andrà a parare e sorrido pensando che, per fortuna, ancora una volta, sarò completamente d’accordo con Grasso. Anche perché riprende le stesse osservazione che ho fatto due giorni fa nel post “Musica e tagliatelle” scritto addirittura prima che andasse in onda il programma.

Ecco l’incipit del pezzo: “Si educa il pubblico con il kitsch? È giusto sopperire alla mancanza di valori etici di base con l’esaltazione di valori estetici facili e fittizi? Queste domande mi assalivano ogni volta che osservano Antonella Bon Bon Clerici, vestita con carta di caramella rosa. Leggeva il gobbo e parlava di musica lirica come fosse una prova del cuoco. Bassa cucina, insomma”.  (Vedi articolo completo “La lirica kitsch e la caramella Clerici”)

Grasso dice che veste come una “caramella rosa“, io dico che veste come un uovo di Pasqua. Cambia la carta, ma la sostanza è quella, così pure il senso generale dell’articolo di Grasso. E  rientra pienamente nello spirito della critica alla “Civiltà dello spettacolo” del citato Vargas Llosa. Sì, perché la nostra Antonellina, che continua a 50 anni a fare le smorfiette da ragazzina, conduce tutto allo stesso modo, il suo, quello delle “Tagliatelle di nonna Pina“. Anzi, come ho scritto nel post citato, quest’anno, contrariamente a quanto aveva fatto in un’altra serata dall’Arena, almeno si è limitata a leggere il gobbo; ha fatto meno danni. Ma la domanda è sempre quella: cosa c’entra quella specie di grosso tortellone ripieno vestito come un uovo di Pasqua con la musica lirica?

Non entro nel merito della serata, anche perché ho visto solo una parte, quella finale. Ma, a parte la conduttrice, ci sarebbero alcune osservazioni da fare. Oltre a chiedermi cosa c’entra la Clerici con Verdi, potrei chiedermi cosa c’entrava un balletto che danzava in primo piano davanti al coro, in abito nero lungo, che cantava il “Dies irae” dal Requiem di Verdi. Cosa c’entravano due bambini ed una Vespa anni ’50, sul palco mentre il tenore cantava “Una furtiva lagrima” dall’Elisir d’amore”? Cosa c’entrava un reticolato di filo spinato con dei ballerini orrendamente truccati che guardavano con occhi spiritati, mentre il coro cantava “Va pensiero”? Bisogna per forza “coprire” il coro con rappresentazioni del tutto arbitrarie e fuori luogo giusto per soddisfare le paturnie creative del regista? Non si può semplicemente ascoltare il “Va pensiero” in silenzio e senza essere disturbati e distratti da un balletto che nulla ha a che vedere con la musica di Verdi?

Non infieriamo oltre. Quando non si può mangiare caviale bisogna accontentarsi delle uova di lompo. A proposito, ma era un omaggio a Giuseppe Verdi o ad Andrea Bocelli (visto che ha cantato tutto lui, o quasi)?  Lo avete ascoltato? Sì? Anche “Di quella pira” a fine serata? Sì? Bene, bravo, vero? Sì, come le uova di lompo. Sentite un po’ come la cantava Mario Del Monaco in questo video realizzato proprio all’Arena di Verona, durante una pausa delle prove del Trovatore. Non è una registrazione dal vivo, ovviamente. E’ una ripresa esterna sulla quale è stata sovrapposta la registrazione in studio. Ma la voce è quella, possente, affilata e tagliente come una spada di Toledo, impressionante. Ascoltatelo, così giusto per fare un paragone. Già, ma se non si ha il caviale…

 

6 pensieri su “Lirica kitsch

  1. Salvo

    Antonella Clerici c’entra e come con la musica lirica visto che ha condotto Sanremo e Ti lascio una canzone. Se la serata dell’Arena di Verona riscuote sempre successo è anche merito della Clerici con il suo stile di conduzione che piace molto e con i suoi vestiti “strani” che la caratterizzano da anni.
    Antonella piace così come è, fatevene una ragione e smettetela di criticarla per qualsiasi cosa!

    Mi piace

    1. Giano

      Non sapevo che Sanremo e Ti lascio una canzone fossero dedicati alla lirica. Non si finisce mai di imparare. Immagino che alla prima edizione di Sanremo fossero in gara Nilla Pizzi e Maria Callas. Meno male che ci sei tu, “Salvo” errori, ad informarci. Grazie…

      Mi piace

  2. Salvo

    Giano, scusami, forse non mi sono spiegato bene: quello che io voglio dire è che la Clerici ha già tanta esperienza con i programmi dedicati alla musica e quindi è la persona adatta per condurre la serata dell’Arena di Verona

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...