Biennale di Venezia

Uno degli appuntamenti culturali più prestigiosi al mondo. Una rassegna del meglio del meglio dell’arte contemporanea (News ANSA). Strano che ci siano così poche notizie e che i media dedichino poca visibilità all’evento. Forse si vergognano (La Biennale).

Molti gli artisti presenti. Uno per tutti, Roberto Cuoghi che ha ricevuto una menzione speciale e che in questo video illustra la sua opera e la genesi artistica. Ascoltatelo con molta attenzione perché gli artisti sono geniali e pertanto non sempre si esprimono in maniera chiara e comprensibile al volgo. Altrimenti non sarebbero geni. No?

Ecco un esempio di arte contemporanea esposta alla Biennale. A prima vista, ma solo per i profani, sembrerebbe un semplice mucchio di sassi. Invece no, è un’opera d’arte dell’artista spagnola Lara Almarcegui.

Quest’opera dell’artista americana Sarah Sze è più complessa. Non è chiaro se l’opera d’arte sia il macigno o la pedana in legno. Oppure entrambi in combinazione risparmio. Ma siccome l’arte può ingannarci, la vera opera d’arte potrebbe essere, invece,  la signora a lato intenta a fotografare. Tutto è possibile.

Questa opera si intitola “Ideologia e natura” dell’italiano Fabio Mauri ed è costituita da una sequenza di foto in cui una ragazza si spoglia dei vari indumenti restando nuda. Oggi il nudo va come il pane. O forse (la cosa non è chiaramente individuabile) parte nuda e pian piano si veste. Boh! (Qui la sequenza)

Già, oggi l’arte è sempre più difficile da comprendere. Così difficile che non è molto chiaro se quella che spacciano come arte sia davvero arte o sia una presa per il culo. Più probabile la seconda ipotesi. Bisogna essere dei veri intenditori per scoprirne il significato remoto, molto remoto, così remoto che non c’è proprio o c’è solo nella testolina bacata degli “artisti”; spesso nemmeno lì. Oppure basta essere pseudo artisti, galleristi o spregiudicati mercanti d’arte che campano sull’ingenuità della gente.

Sì, questa pseudo arte la capiscono (o meglio, fanno finta di capirla) solo quelli che ci campano e gli intellettualoidi radical chic con la puzzetta sotto il naso, la erre moscia, il sesso incerto e la crusca nel cervello. Il lungo percorso involutivo dell’arte moderna parte dal famoso “orinatoio” di Marcel Duchamp, passa per le tele tagliate di Fontana ed arriva fino alla Merda d’artista di Piero Manzoni. Dall’orinatoio alla merda. Un bel progresso. No?

Di recente ha fatto notizia la vendita all’asta a New York di una tela di Barnett Newman. L’opera è una tela quadrata, di circa due metri di lato, dipinta di blu con una riga verticale bianca e si intitola “Onement VI“. Eccola…

La tela è stata pagata “solo” 43.845.000 milioni di dollari (circa 34 milioni di euro). Un vero affare. Qualche giorno dopo si è scoperto che l’anonimo acquirente, secondo uno scoop del NYT, sarebbe Miuccia Prada. Alla faccia dei cassintegrati, dei precari, dei giovani senza lavoro e dei pensionati che vendono la fede nuziale per comprare il pane.

Ma siamo sicuri che questa gente sia normale? Direi di no. Anzi, come dico da anni, secondo me la gente, lentamente, ma inesorabilmente, giorno per giorno, sta perdendo il ben dell’intelletto. La gente sta impazzendo, ma non lo sa, non se ne rende conto, proprio perché è come sotto effetto di una droga leggera. Non si perde completamente la coscienza. Si ha la sensazione di essere del tutto normali, anzi più lucidi del solito. In realtà si vive in un progressivo aggravamento delle capacità intellettuali fino alla più o meno grave alterazione dello stato di coscienza.   Non sembri un’affermazione esagerata. Proprio qualche giorno fa una notizia “scientifica” sembrerebbe confermare questa mia ipotesi: “Il quoziente intellettivo dell’uomo occidentale? Nell’ultimo secolo è crollato“.

Secondo uno studio congiunto delle università di Amsterdam, dell’Ateneo di Umea in Svezia e dell’University College di Cork, oggi siamo più informati, più ricchi di conoscenze tecnologiche, ma meno intelligenti di un secolo fa. E mica di poco. Il nostro QI è sceso di ben 14 punti. Insomma, se non siamo proprio rincoglioniti, come dico spesso, poco ci manca. E se continuiamo su questa strada finiremo al livello intellettuale dei primati. Risaliremo sugli alberi, da cui siamo scesi (così dicono gli scienziati) milioni di anni fa per diventare umani e ridiventeremo scimmie (Vedi “Zapatero e le scimmie“). Cari studiosi, non per sminuire il valore della ricerca, ma sinceramente qualche sospetto lo avevamo già.

A proposito di Biennale e di arte moderna…

 

4 pensieri su “Biennale di Venezia

  1. Annamaria

    Ciao, Giano,ma non ci sarà proprio nessuno, ripeto nessuno…
    che si vergogna di tutto ciò?? !!
    Ma un critico, con le palle, che sa criticare, non esiste proprio
    ????come siamo ridotti male! Ed io mi vergogno sempre più!!
    Buona serata.

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    1. Giano

      Ciao Annamaria, i critici sono i primi a camparci su questa mistificazione che chiamano arte. Anche loro “tengono famiglia”. Non c’è scampo. Coraggio, buona serata

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