Priorità italiche

Poi non si dica che il Parlamento non lavora. Appena costituite le Commissioni alla Camera, i nostri solerti deputati sono già impegnatissimi ad individuare le “priorità” e predisporre misure urgenti per affrontare la gravissima crisi. Ecco una delle “priorità” affrontate nei giorni scorsi: “Camera: OK assistenza sanitaria conviventi stesso sesso“. L’on. Ivan Scalfarotto del PD, gay dichiarato, aveva fatto richiesta alla Camera per estendere la polizza assicurativa dei parlamentari al suo compagno Federico col quale aveva dichiarato di convivere “more uxorio“.  Bene, ed una priorità l’abbiamo risolta, così anche il compagno Federico potrà godere delle prestazioni sanitarie gratuite.

Giusto due giorni fa qualcuno ha proposto di limitare l’uso eccessivo e spesso incontrollato ed ingiustificato delle intercettazioni telefoniche da parte della magistratura. Quelle intercettazioni che, come ha  dichiarato pubblicamente lo stesso pm Ingroia, spesso vengono usate per scopi politici. E ci costano una vagone di milioni di euro. Ma arriva subito l’alt del neo segretario del PD Epifani, quello con la faccia così triste ed imbronciata che se lo incontrate in strada gli fate le condoglianze. Ha detto che “Le intercettazioni non sono una priorità“.  Ha ragione. Infatti le priorità sono altre. Per esempio l’omofobia.

Visto che erano in argomento, alla Camera un terzo dei deputati ha firmato una proposta urgentissima per affrontare le “priorità“: “Proposta di legge contro l’omofobia“. Contento Epifani? Queste sì che sono priorità. Si vede che il nostro Scalfarotto ci ha preso gusto e, ottenuta l’assistenza gratuita per il compagno Federico, si impegna in altre battaglie fondamentali per superare la crisi; una legge contro l’omofobia. Ora dovrei inserire una foto di “Scalfarotto…chi era costui?“, ma per non rovinare l’estetica del blog evito. Chi non lo conoscesse può ammirarlo qui: Scalfarotto. Si sconsiglia la visione alle persone molto sensibili.

Ora, con questi provvedimenti essenziali per affrontare le “priorità” dell’Italia, siamo tutti più tranquilli; i minatori del Sulcis,  gli esodati, i cassintegrati, i pensionati al minimo, quelli che si ammazzano per la disperazione, quelli che si danno fuoco perché le banche gli vendono la casa, Epifani, Scalfarotto ed anche Federico.

Ma non basta. Ecco altre due notizie fresche fresche che ci solleveranno lo spirito e renderanno ancora più tranquilli i disperati d’Italia. Le apprendiamo dal quotidiano regionale L’Unione sarda e ci confermano che non solo alla Camera lavorano sodo per risolvere la tragica crisi economica, ma anche nella periferia dell’impero gli amministratori locali sono impegnatissimi a dare il meglio di sé. Uno in prima fila è il sindaco di Cagliari, Zedda, anche lui seguace di SEL di Vendola. Prima notizia: “Gay Pride; quaranta giorni di festa col patrocinio del Comune“. Così anche Cagliari potrà divertirsi a seguire quella specie di carnevalata che chiamano Gay pride. Alla faccia dei minatori del Sulcis e di quei sardi che circa un mese fa si sono suicidati per la crisi. Per loro non c’era nessun sostegno e nessun patrocinio.

Seconda notizia: “Stanziati 20.000 euro per libri e lezioni ai Rom“. Sì, il nostro sindaco Zedda deve avere una sensibilità particolare per gay e Rom. Queste sono le sue priorità, istruire i Rom e far divertire gay, lesbiche, trans e diversamente sessuati. Gli altri, quelli che non sanno più come sopravvivere possono aspettare. Da quelle parti, a sinistra, devono avere uno strano concetto di cosa siano in questo momento le priorità.

Del resto proprio oggi non mancano sui media le dichiarazioni del Presidente Napolitano e di Laura Boldrini. Potevano tacere? Certo che potevano, ma ogni giorno devono trovare il pretesto per rilasciare dichiarazioni e finire in prima pagina sulla stampa, in rete e nei TG. Anche per Napolitano e Boldrini la lotta all’omofobia è una “priorità nazionale“: “Unioni gay anche in Italia”.

 Ma dove vivono questi? Hanno trasferito il Quirinale in Patagonia? La Boldrini è in missione speciale in Guatemala, al posto di Ingroia? Boh, le gente si suicida per la disperazione, le aziende chiudono, milioni di italiani non sanno più come campare e questi pensano ai gay, pensano ad organizzare le sfilate dei gay pride, pensano a spiegare la Divina Commedia agli zingari, pensano a garantire il matrimonio in chiesa ad Ivan e Federico, Nichi ed Eddy, oggi felicemente sposi. Sembra che queste siano davvero le priorità dell’Italia.

Stiamo costruendo una società a misura di gay, trans, lesbiche, zingari, immigrati di ogni colore e provenienza, neri, gialli, indiani, africani, cinesi, romeni, albanesi. Quelli che mettono in crisi le nostre aziende ed il commercio inondandoci di merci e beni di ogni genere taroccati, pericolosi e prodotti  a basso costo, perché i lavoratori, spesso anche bambini, vengono sfruttati al massimo senza alcuna garanzia (Cina, morto per stress da lavoro; lavorava 13 ore al giorno per sette giorni su sette  – Cina: tre suicidi in 20 giorni nella fabbrica iPhone)

Quelli che vivono di furti, rapine, scippi, spaccio di droga. Quelli che controllano la tratta delle donne, dall’Africa, dalla Cina o dall’est Europa, destinate al lucroso mercato dello  sfruttamento della prostituzione.  Quelli che stuprano le donne in strada, nei parchi pubblici, in pieno giorno, o prendono a picconate i passanti. E sembra che il nostro impegno “prioritario”  sia quello di garantire a questa gente tutti i diritti possibili. Abbiamo perfino nominato un “ministro per l’integrazione” proveniente dal Congo per difendere e tutelare gli immigrati. Questi sono la nostra “priorità“.  E gli italiani? Beh, loro possono aspettare. Gli italiani non costituiscono una priorità.

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