Boldrini news

Non passa giorno che la presidente della Camera non sia in prima pagina con foto, commenti e dichiarazioni. Anche lei ha il suo spazio mediatico riservato. Ha imparato presto la lezione di altri illustri personaggi: il Presidente Napolitano e l’ex presidente della Camera Fini. Napolitano nel corso del suo mandato, come ho notato spesso, ha praticamente monopolizzato l’attenzione mediatica con una presenza eccessiva  che finiva per oscurare perfino l’azione del governo. Fini, dopo aver rotto con il PDL, non solo ha avuto il suo spazio quotidiano, ma in aperto contrasto con i compiti del suo mandato, ha fondato un partito politico, Futuro e libertà, e non perdeva occasione per attaccare ogni giorno il premier ed il governo. In stridente contrasto col dettato costituzionale che riserva al presidente della Camera il compito di presiedere e regolare i lavori dell’aula, nonché di assumere, in qualità di garante della regolarità dei lavori, una posizione super partes.

La Boldrini sembra seguire le orme del suo predecessore. La cosa perfino paradossale è che questa signora, eletta nelle liste di SEL di Vendola, è entrata in Parlamento grazie al patto di alleanza col PD che, pur con un misero 3%,  ha garantito a SEL una presenza consistente alla Camera ed al Senato. Se non ci fosse stato quel patto di alleanza il partito di Vendola non avrebbe superato il quorum richiesto (5%), nessuno sarebbe entrato in Parlamento e Vendola avrebbe fatto compagnia ai “compagni trombati” Ingroia, Ferrero e Diliberto. Rappresenta, quindi una esigua minoranza dell’elettorato. Eppure, grazie a quel patto elettorale, subito rotto da SEL, oggi è diventata la terza carica dello Stato. Bisognerebbe chiedersi come è possibile che un parlamentare che rappresenta a malapena il 3% degli elettori possa ricoprire quell’alto incarico e rappresentare l’elettorato. Temo, però, che questa resterà una domanda senza risposta.

Ma evidentemente i media hanno ormai deciso di adeguarsi alla richiesta di esposizione mediatica degli illustri esponenti delle istituzioni. Lo hanno fatto con Napolitano e con Fini ed ora lo fanno con la Boldrini. Bisogna tuttavia ricordare, a loro giustificazione, che anche i giornalisti “tengono famiglia“. Ed ecco che oggi l’ANSA dedica il consueto spazio quotidiano alla nostra Boldrini. L’occasione è la sua visita a Napoli alla Città della scienza. Diciamo che è anche comprensibile che l’ANSA riferisca su questa visita. Il fatto strano è che, forse  in ossequio al vecchio motto “Melius abundare quam deficere“, invece che un solo articolo, ne fanno due. Il primo box è dedicato proprio a quella visita: “Città della scienza. Boldrini, progetto visionario e meraviglioso”.

Ma evidentemente non basta. Ed allora ecco che, poco più sotto, spunta un altro box per la sezione Photostory primo piano,  in cui si ripropongono alcune immagini della stessa visita a Napoli, ma con un altro titolo: “Boldrini, una donna in difesa delle donne“.

Per oggi basta, ma domani, potete scommetterci, in prima pagina ci sarà un altro pezzo sulla Boldrini. Non so a che proposito, ma ci sarà. Così diamo alla nostra presidente della Camera, che rappresenta una esigua minoranza degli italiani,  l’opportunità di esprimere il suo pensiero su tutti gli aspetti dell’attualità, della politica, dell’economia, della giustizia e della cronaca. E ovviamente di fare le sue campagne a favore degli immigrati, del multiculturalismo e dell’integrazione. E che nessuno si permetta di criticarla; sarebbe xenofobia e razzismo. E’ la democrazia, bellezza.

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