Morti, asini e saggi

Settimana tragica in Sardegna. Nel giro di due giorni, a causa verosimilmente di problemi economici legati alla crisi, si sono suicidate tre persone: un artigiano di Macomer, un operaio di Serramanna ed un imprenditore di Orotelli. Pochi giorni prima la cronaca riportava il suicidio di tre persone a Civitanova Marche. E solo due giorni prima, altri due suicidi: un imprenditore ed un disoccupato. Otto suicidi nel giro di dieci giorni. Una bella media, non c’è che dire. E’ la situazione tragica di un Paese ridotto allo stremo delle forze che dovrebbe indurre il potere politico ed economico a trovare con urgenza soluzioni efficaci per arginare questa folle corsa verso la catastrofe.

E cosa fa la nostra classe dirigente? Continuano a scontrarsi su questioni di principio, su ideologie fasulle, su programmi inconsistenti e su ripicche di fazioni contrapposte. Dopo quasi 50 giorni siamo ancora senza un governo. Il Presidente Napolitano, per prendere tempo e far finta di affrontare il problema dell’ingovernabilità, affida un incarico ai Dieci saggi.  Era evidente che fosse solo un modo per tergiversare. Una inutile perdita di tempo, come ha dichiarato uno dei saggi, Valerio Onida. Ma, subito dopo, lo stesso Onida e Napolitano si sono affrettati a smentire dicendo che il lavoro dei Saggi non era una perdita di tempo.

Ora, a lavoro finito, non succede esattamente niente. Hanno solo fatto un elenco di fuffa, di buone intenzioni e di banalità che ogni persona di buon senso avrebbe già indicato, senza scomodare dieci “Saggi”.  Nient’altro che un pretesto per prendere tempo e lavarsene le mani. Lo stesso Napolitano, però,  dichiara che il risultato del lavoro della Commissione verrà passato al nuovo Presidente e sarà utilissimo. A chi? Al nuovo Presidente, a Bersani, a Berlusconi, a Grillo, agli imprenditori che chiudono le aziende, ai disoccupati, a chi si suicida per la fame e per la vergogna? Presidente, a chi sarà utile questo lavoro? Come tanti altri documenti e studi  frutto delle geniali menti dei saggi ed esperti di turno, pagati profumatamente come “consulenti” dagli Enti locali, resterà uno dei tanti faldoni che finiranno in archivio sotto la voce “Buone intenzioni“.

Ma non bisogna disperare. Non è vero che non si fa niente per superare la crisi. Gli esponenti dei vari partiti e partitini sono sempre impegnatissimi a presenziare in tutti i salotti televisivi. Li trovate ovunque, quasi a reti unificate, a tutte le ore, sempre le stesse facce, gli stessi discorsi, la solita fuffa, i soliti giri di parole, la solita ipocrisia, la solita filastrocca politichese insopportabile. Ma mai, dico mai, una sola proposta seria, concreta, pratica e realizzabile per combattere la crisi. Non riescono a partorire un’idea nemmeno sotto tortura. Le menti dei politici devono sfuggire alle regole della natura e dell’evoluzione. Sono un caso unico che contrasta perfino con le leggi della fisica: dentro quelle teste c’è il vuoto assoluto.  Del resto se sono sempre in TV, nelle radio, a concedere interviste, a partecipare a riunioni, convegni, dibattiti e pranzi di lavoro, o fare cortei e manifestazioni di piazza, quando trovano il tempo per lavorare? Bisogna capirli, poverini.

Per fortuna ci sono i “Nuovi“, quelli che promettono il cambiamento. Così, per esempio, i grillini vanno in gita scolastica per tenere un ritiro spirituale in un agriturismo laziale, banchettano a base di paccheri al guanciale e funghi porcini e fanno finta di fare politica. Ma su ciò che fanno, dicono e propongono, niente, silenzio assoluto. Più che un movimento politico sembra una setta religiosa, una società segreta. Peggio dei Templari. Giacobbo ci farà una puntata speciale di Voyager. Per fortuna, però, ci sono altri organismi dello Stato che lavorano febbrilmente per proporre soluzioni pratiche alla crisi. E’ di ieri la notizia che la Consulta, per dare una mano ai “Saggi” e fornire il proprio prezioso contributo al Parlamento, ha fatto una proposta originale, pratica e geniale. Eccola: “La Consulta: più diritti per le unioni gay. Attribuire al figlio solo il cognome paterno retaggio della famiglia patriarcale“. Oh, finalmente un’idea precisa. E con questo risolviamo tutti i problemi di spread, di bilancia dei pagamenti, di debito pubblico, di occupazione, di rilancio dell’economia e di suicidi.

Ma la Consulta non è sola impegnata in queste battaglie fondamentali. Anche un neo parlamentare come Ivan Scalfarotto, appena eletto, fornisce un validissimo contributo. Dopo aver protestato perché non poteva inserire il suo “compagno“, col quale ha dichiarato di convivere “more uxorio“,  nella polizza sanitaria obbligatoria per i parlamentari, ieri ha protestato di nuovo perché, secondo voci non confermate, la RAI avrebbe censurato uno spot di Pubblicità Progresso contro l’omofobia. La gente si suicida per la fame e questi pensano ai gay. Chiudono le fabbriche, la gente è disperata, otto suicidi in dieci giorni e loro pensano a regolarizzare le estrose convivenze di Scalfarotto, Vendola e Concia ed istituzionalizzare i loro bizzarri gusti sessuali.

Ma in fondo la situazione economica non deve essere proprio tragica. I problemi sono altri. Ce lo mostra chiaramente stamattina un titolone di apertura sul Corriere. Eccolo…

Ecco il vero dramma: solo uno studente su tre va in gita scolastica. Questi sono i veri problemi, quelli che assillano precari, disoccupati, imprenditori  e pensionati al minimo. Non sappiamo più se ridere o piangere davanti a queste quotidiane sconcezze mediatiche. Il vero dramma non è che solo uno studente su tre vada in gita scolastica, ma che ancora due studenti su tre ci vadano e che ci andassero in passato. Chi vuole intendere in tenda; gli altri in sacco a pelo!

Ed ecco, invece, un servizio serio ed utilissimo: “Nuova vita in campagna per Renzo Bossi“.  Il Trota è l’unico fra i “politici per caso” ad aver capito che, invece di fare politica, la sua strada era la campagna. In molti dovrebbero seguire il suo esempio. Ne guadagnerebbero tutti, i diretti interessati che svolgerebbero un lavoro utile e salutare all’aria aperta, la campagna che diventa produttiva e l’Italia intera riconoscente per il ritorno di tante braccia, sprecate in politica,  all’agricoltura. Ecco il Trota, quello che ha ripetuto tre volte l’esame di maturità, in una foto ricordo con un collega di studi.

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