Bersani, il tic e le teste di…

Democratici, tutti contro tutti“, è il titolo di un articolo, dedicato ai conflitti interni al PD,  che compare stamattina sul Corriere,it a firma di Maria Teresa Meli. Mi colpisce l’inizio del pezzo. Scrive Meli: “Uno che di Pd se ne intende, l’ex deputato Peppino Caldarola, ha notato un particolare che a tutti è sfuggito: da qualche tempo in qua Pier Luigi Bersani «ha un tic al naso quando è nervoso, cioè sempre». Ed aggiunge: “È dai piccoli dettagli, alle volte, che si afferra quello che sta succedendo”.  Brava Meli, vero, questo è un concetto che ripeto molto spesso anch’io: talvolta è dalle piccole cose che si capiscono quelle grandi. Ma bisogna essere abituati ad osservarli questi piccoli dettagli, altrimenti sfuggono e, di conseguenza, sfugge anche la comprensione della realtà.

Ma ciò che è interessante in questa apertura è il fatto che, secondo l’articolista, Caldarola “ha notato un particolare che a tutti è sfuggito“: il tic di Bersani. Davvero è sfuggito a tutti? E’ sfuggito così tanto che a quel tic e ad altri piccoli dettagli della gestualità e della mimica facciale ho dedicato due post:

26 febbraio 2013: Bersani è nervoso

6 marzo 2013: Bersani e gli occhiali

Mi dispiace smentire la Meli, ma quei post sono lì a dimostrare che Caldarola, se pure ha notato il curioso tic di Bersani, come minimo, è arrivato buon secondo e con oltre un mese di ritardo. Ma, come ho detto spesso in passato, a sinistra sono come i motori diesel, lenti a carburare, hanno la partenza e la ripresa lenta ed hanno bisogno di tempo per capire. Però hanno sempre l’aria di essere i soli esseri intelligenti e onesti sul pianeta, tutti gli altri, specie gli avversari, sono cretini, corrotti, mafiosi  e criminali. Scoprono l’acqua calda, ma tanto sbraitano che sembra abbiano fatto la scoperta del secolo. Loro sono così, si autoesaltano. Sono davvero convinti di essere i migliori, gli unici depositari della verità rivelata.

Del resto lo ha detto senza mezzi termini, proprio di recente, un esponente di quella sinistra sapientona, Massimo Cacciari, in una intervista al Fatto quotidiano, ripresa da Libero. “A sinistra sono delle teste di cazzo“. Chiaro? Cacciari non usa eufemismi e metafore come Bersani. Se la prende con i dirigenti del PD, dopo l’esito delle ultime elezioni. Dice: “Sono delle teste di cazzo! Loro sanno tutto, loro capiscono tutto. Loro possono insegnare tutto a tutti. Mentre gli altri sono dei cretini“. Anche questo è un concetto che ripeto da anni. Se lo dico io, però,  resta un pensierino riservato a pochi intimi che hanno la pazienza di leggere quello che scrivo. Ma se lo dice il “filosofo” Cacciari, ex sindaco di Venezia e personaggio di punta della sinistra, cari compagni, bisognerebbe almeno rifletterci su. No?

Non basta, ancora di recente è arrivata una ulteriore conferma da un altro esponente di primo piano del PD, Dario Franceschini. In una intervista apparsa di recente sul Corriere.it: “Basta complessi, dialogo con Berlusconi”. Dice Franceschini: “…se noi intendiamo mettere davanti l’interesse del Paese, dobbiamo toglierci di dosso questo insopportabile complesso di superiorità“. E bravo anche Franceschini che, pur con qualche decennio di ritardo, ha capito quello che altri hanno capito da sempre. Ma, come dicevo, anche lui è diesel, bisogna dargli tempo. Sono così, ogni tanto si svegliano, hanno uno sprazzo di coscienza, gli si illumina la corteccia frontale, si accendono le lucette led che indicano che il cervello è in funzione ed improvvisamente “capiscono“; sono come folgorati sulla via di Damas…pardon, di Montecitorio. Peccato che, subito dopo, i led si spengono e ricadono in letargo.

Eppure lo stesso concetto lo aveva espresso molto bene e chiaramente un altro illustre ed autorevole esponente di quella sinistra, Luca Ricolfi, in un delizioso volumetto di qualche anno fa, “Perché siamo antipatici. La sinistra e il complesso dei migliori“, dedicato  a quello strano, curioso, ingiustificabile ed insopportabile senso di superiorità culturale e morale proprio della sinistra. Ma temo che quel volumetto abbia avuto più lettori a destra che a sinistra. Meglio evitare letture pericolose che possono creare sensi di colpa e, magari, far riflettere. No, meglio andare sul sicuro e non rimettere in discussione quella superiorità che tanto gratifica i sinistri.

La superiorità morale te la consegnano con la tessera del partito e, di colpo, anche se sei lo scemo del villaggio, diventi un enciclopedico, tuttologo, esperto, onesto, incorruttibile, persona perbene, integerrimo, con le mani pulite. Rubano come gli altri, ma hanno le mani pulite perché usano i guanti.   Se sei di sinistra, come per miracolo, da un giorno all’altro diventi “saggio“. E magari ti chiamano al Quirinale come consulente in una Commissione speciale di “Saggi“:  “Tutti gli uomini del Presidente“.  Così, da saggio, puoi rivelare al mondo le perle di cotanta saggezza e risolvere tutti i problemi di questa povera Italia, con profonde riflessioni alla Catalano del tipo “Meglio ricchi e sani che poveri e malati“.

Per male che vada, come Caldarola, puoi sempre dire di aver notato un particolare che era sfuggito a tutti. A tutti, ma non ad un acutissimo osservatore di sinistra, perché loro hanno l’acume incorporato in dotazione di serie. Grazie per averci rivelato il tic di Bersani. Sa, cara Meli,  nessuno lo aveva notato. Meno male che Caldarola c’è!

P.S.

Ultimissima della giornata. Oggi, a quanto pare, è tempo di scoperte e di risvegli. ANSA: “Barca, stop ipocrisie, PD partito sinistra“. Fabrizio Barca, ministro tecnico, si è appena iscritto al PD. Ha la tessera da poche ore, ma, come detto in precedenza, per miracolo, basta avere la tessera PD per ricevere in uso gratuito tutti i “poteri” di un tesserato PD, specie se ex comunista. Così si acquisisce di colpo scienza, conoscenza, intelligenza e saggezza. E grazie a queste doti appena acquisite comincia, anche lui, a fare delle incredibili scoperte.

Dice Barca che il PD non è un partito di centrosinjstra, ma di sinistra: “Si chiama di centrosinistra per ipocrisia“. Ma guarda guarda che scoperta incredibile. Chi l’avrebbe detto. Sa, Barca, che nessuno lo aveva notato? Magari più tardi al Corriere ci ricavano un altro scoop come quello su Caldarola. Ora non vorrei ripetermi, ma se, come ho fatto prima, dovessi fare l’elenco dei post in cui accennavo all’ipocrisia dei compagni ex PCI, PDS, DS, PD  ed a quella aberrante operazione politica che ha dato vita al PD,  facciamo notte. Gli unici a non averlo capito sono quelle anime belle degli ex democristiani della ex Margherita.  Quei cattolici, o meglio cattocomunisti confusi  che si sono uniti in matrimonio contro natura con gli ex comunisti. Per sembrare diversi da quello che erano storicamente, hanno cambiato nome, stemma, segretari, bandiere, inni, slogan. Era l’unico modo per mostrarsi “come nuovi“. Ma comunisti erano e comunisti sono. Per sopravvivere hanno solo cambiato pelle: come i serpenti.

Dev’essere l’effetto dell’arrivo della primavera. Escono dal letargo le marmotte, le lucertole e si svegliano anche  i compagni democratici. E’ tutto un rifiorire ed un risveglio dei sensi. Caldarola scopre il nervosismo di Bersani, Cacciari scopre che i compagni democratici sono delle “Teste di…”, Franceschini scopre che sempre loro, i democratici, sono affetti da “insopportabile complesso di superiorità” e Barca scopre che il PD è un partito di sinistra. Restiamo in attesa di conoscere le altre sensazionali scoperte dei compagni appena risvegliati dal lungo sonno. E speriamo che non siano in arrivo turbolenze e temporali, perché, col fresco, potrebbero ricadere in letargo.

3 pensieri su “Bersani, il tic e le teste di…

    1. Giano

      Invece che pensare di smacchiare giaguari farebbe meglio a curarsi i tic. Ma vista l’aria che tira gliene verranno di nuovi e tanti. Diventerà un’enciclopedia di tic nervosi.

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  1. violetta

    occhei, Bersani è piano di tic…e al cavaliere, se non pone rimedio..fra un po’ gli spariscono gli occhi che son diventati come quelli dei cinesi.. a forza di tiraggi, per non parlare d’altro. Ciao

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