Sogni e bisogni

Oggi l’aspirante premier Bersani, dopo aver sentito Saviano (!?), il Forum del terzo settore, le banche ed una vagonata di delegazioni varie delle “Parti sociali” (Napolitano, Bersani e la mossa del cavallo), incontra i sindacati. E ti pareva che si possa fare un governo senza aver interpellato preventivamente i sindacati, i vongolai di Chioggia, le Penne nere di Bassano e la signora Pina di Voghera? E’ la democrazia, bellezza.

Così, oggi, la prima notizia che vedo è il titolo di apertura dell’ANSA…

I sindacati hanno scoperto che è necessario fare un governo, uno qualunque.  Nessuno lo aveva capito. Meno male che ci sono i sindacati a svelarcelo. Chissà dopo quali profonde riflessioni e quanti “tavoli” di confronto aperti. Se non si apre un tavolo non si fa niente; andiamo avanti a forza di tavoli. Tavoli e commissioni sono la nostra specialità nazionale. Quando c’è un problema da risolvere e nessuno sa che cavolo fare, si nomina una Commissione o si apre un tavolo. E ci si campa per anni, in attesa dei risultati. Ecco perché gli unici a non essere in crisi, in Italia, sono i falegnami: c’è sempre qualche tavolo da preparare, per il Governo, per i sindacati, per le parti sociali e per l’ultimo arrivato (meglio se amico o parente) per il quale si intona in coro “Aggiungi un posto a tavola…” Ma se, invece che tavoli,  sono “Tavole” imbandite ancora meglio; a stomaco pieno gli accordi vengono molto meglio. Se poi non si riesce proprio a formare un governo, pazienza. Vuol dire che, alla fine della mangiata, invece che governare ci si accontenta di “Rigovernare” i piatti.

Nel sottotitolo leggiamo, invece, un’altra notizia incredibile e inattesa: “La situazione del Paese è drammatica“. Come fa il nostro smacchiatore folle a scoprire una così inverosimile notizia? Nessuno ci aveva fatto caso, tutti sono felici e contenti (lo dice anche l’ONU) e con l’arrivo della primavera gli italiani, in assenza di problemi economici o esistenziali, scorrazzano giulivi per verdi prati, fra viole mammole e ciliegi in fiore, inconsapevoli del tremendo destino che li attende. Meno male che c’è Bersani a rivelarci la realtà.

Già, ma come ha fatto a saperlo? Ha doti di preveggenza? Oppure la notte scorsa ha fatto un sogno premonitore e qualche spirito amico e benevolo gli ha comunicato la verità?  Si, questa è l’ipotesi più probabile. Del resto, abbiamo precedenti celebri di sogni premonitori; la Bibbia ne è piena. Anche Bersani, quindi, deve avere un suo Dio che lo protegge e gli comunica le proprie volontà, come Abramo o Mosè. Sì, è evidente che Pierluigi è un privilegiato, un prediletto dal Signore. E come Mosè aprì le acque del mare e condusse gli ebrei fuori dall’Egitto, salvandoli dai soldati del faraone, Bersani condurrà gli italiani fuori dalla mer… pardon, dalla melma delle sabbie mobili, salvandoli dagli “impresentabili” di Berlusconi.

Certo è una grande fortuna che ci siano queste menti illuminate che ci svelano segreti che noi mai e poi mai saremmo arrivati a comprendere. Chi mai poteva immaginare che la situazione è drammatica e che è necessario fare un governo? Nessuno, solo loro lo avevano capito; gli illuminati. E che siano appartenenti ad una razza superiore lo scopriamo leggendo anche quest’altra notizia sul portale Tiscali. Un’altra autentica “Rivelazione divina“. Eccola…

Avreste mai immaginato voi, comuni mortali, che in questi tempi di crisi profonda, di aziende che chiudono, di lavoratori che perdono il lavoro, di gente disperata, di operai ed imprenditori che si suicidano, fosse necessario “Riconquistare il lavoro perduto“? No, a nessuno verrebbe in mente, solo loro hanno questo privilegio, grazie a non comuni doti di intelletto, di preparazione, capacità ed un pizzico di ispirazione divina. Ecco perché questa gente fa politica o sindacato e voi no. Per fortuna, però, ogni giorno attraverso la stampa, rivelano al mondo le loro conoscenze segrete.

Non contenta di averci fatto scoprire che è necessario riconquistare il lavoro, la nostra Camusso, vuole esagerare e ci svela un altro segreto, passando così dai sogni di Bersani ai “bisogni” sindacali. La nostra illuminata sindacalista, con quella faccia da boscaiolo incazzato della Val di Fiemme, rivela che “Bisogna tutelare i diritti dei lavoratori…”. Ma va? Incredibile. Una ne fanno e cento ne pensano. Questa gente deve avere un segreto, un trucco. Non è possibile che ogni giorno abbiano queste idee geniali. Vuoi vedere che provengono tutti dalla famosa “Fabbrica delle idee” inventata anni fa da quell’altro genio italico di Prodi?

Ora, si potrebbe anche avere qualche dubbio su queste dichiarazioni. Ci si potrebbe stancare di prenderla allegramente e con ironia. Si potrebbe chiedere a questa gente come mai, se hanno sempre la risposta e la soluzione pronta per tutti i problemi, non facciano delle proposte precise. Perché, invece che limitarsi a dire che bisogna fare un governo non dicono “Come farlo, con chi farlo e con quali voti”. Perché, invece di dire che “Bisogna riconquistare il lavoro perduto“, non ci dicono una buona volta come cavolo si fa a riconquistarlo? Perché questi sapientoni “So tutto io” non fanno una proposta concreta, pratica e realizzabile? E se, invece, come è quasi certo, non hanno una minima idea di cosa fare concretamente, perché continuano a blaterare ogni giorno e raccontarci sciocchezze e banalità da mercato del pesce? Non farebbero meglio a tacere? Certo che farebbero meglio, almeno sarebbero più onesti.

Ma, c’è sempre un ma. Questo pittoresco caravanserraglio di varia umanità, per sopravvivere, ha bisogno di autoalimentarsi. Ognuno interpreta un preciso ruolo e riceve un compenso. Così i politici fanno finta di sacrificarsi per il bene del Paese, i sindacalisti fanno finta di difendere i lavoratori, i giornalisti fanno finta di informare la gente, i comici fanno propaganda facendo finta di fare satira, gli ipocriti fanno finta di essere buoni ed i moralisti della domenica fanno finta di non vedere la realtà. Ognuno recita il proprio ruolo secondo il più classico “Gioco delle parti” pirandelliano, tutti sono pagati profumatamente per interpretare il loro ruolo e tutti sono felici e contenti. E guai, ovviamente, a mettere in crisi il sistema, si rovinerebbe la rappresentazione.

Sì, è solo una grande, unica continua rappresentazione scenica, una eterna finzione. Mi fa venire in mente alcuni versi di Fernando Pessoa:

Il poeta è un fingitore.

Finge così completamente

che arriva a fingere che è dolore

il dolore che davvero sente.

Ecco, questa gentaglia che ogni giorno occupa gli spazi mediatici, sono come gli imbonitori da fiera paesana, come novelli Dulcamara che offrono il loro “specifico” per pochi soldi e lo spacciano come rimedio universale per tutti i mali, illudendo gli ingenui ed illudendosi di essere davvero guide indispensabili per l’umanità. Fingono, come il poeta di Pessoa. Ma i loro chiacchiericci inconcludenti, più che versi poetici, sembrano grugniti animaleschi.

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