Napolitano, Bersani e la mossa del cavallo

Il Presidente Napolitano commemora la strage nazista alle Fosse Ardeatine. Ultimo atto pubblico del suo mandato presidenziale ormai in scadenza.

Napolitano è felice che sia il suo ultimo atto? Anche noi, Presidente, anche noi. La felicità dilaga. Anche i cervelloni dell’ONU, quelli che hanno istituito la “Giornata della felicità“, sapendo che Napolitano è felice e che noi siamo felici per la sua felicità, saranno felici per la nostra felicità. Oh che bello, siamo tutti felici!

Anche Bersani deve essere molto felice dopo aver ricevuto da Napolitano l’incarico per formare il nuovo governo. Infatti si è messo subito al lavoro. Sfoderando una delle sue ormai proverbiali metafore, ha detto che “adesso hanno la bicicletta, le ruote gonfie e possono andare“. La meta non è molto chiara, ma l’importante è andare. Come se non bastasse, la sua fantasia non ha limiti, se ne inventa un’altra di argomento scacchistico e, alludendo ai tentativi di coinvolgere il M5S di Grillo, afferma: “Quello che abbiamo fatto fin qui non è la mossa del cavallo… non c’è un cavallo e nemmeno un puledro...” (Corriere.it).  Per capire il linguaggio di questa metafora vivente bisogna essere degli enciclopedici, esperti di giaguari, ciclismo, scacchi e chissà cos’altro. Non è roba per noi comuni mortali.

Impresa ardua verificare la possibilità di trovare i voti necessari a garantire la fiducia al suo governo. Dove si devono cercare questi voti? Ovvio, in Parlamento. Quindi, penserete voi, comincerà le consultazioni interpellando le varie forze politiche presenti alla Camera ed al Senato. Sbagliato. Il nostro smacchiatore folle di Bettola è un uomo dal multiforme ingegno, eclettico, fantasioso, poliedrico; una ne fa, cento ne pensa e spiazza tutti gli osservatori.  A chi gli chiede di possibili contatti con il PDL , percorso obbligato e più che giustificato nell’ambito del suo incarico esplorativo, risponde che “Non mi sto occupando di questo“.

E di che si occupa, di grazia, il nostro fantasioso aspirante premier? Contrariamente a quello che potrebbero pensare i comuni cittadini, invece che interpellare le forze politiche (il PDL, M5S o Scelta civica), tanto per cominciare, sente Roberto Saviano (!?): ” Un incontro assolutamente prezioso e illuminante“, afferma Bersani. Poi incontra il Forum del Terzo settore (associazionismo, volontariato, cooperazione, etc…) poi incontra le “parti sociali” e le seguenti delegazioni: Confagricoltura, Cia, Copagri,  Confcoperative, Coldiretti, Confindustria, Alleanza Cooperative Italiane, Confprofessioni,  Abi, Ania. (ANSA). Poi incontrerà i sindacati. Poi non si sa.

Incontra tutti eccetto quelli che dovrebbe sentire per primi, i rappresentati delle forze politiche in Parlamento. Perché è lì che deve trovare i voti per la fiducia al suo governo. Se la fiducia non la trova è del tutto inutile sentire le “parti sociali“. Prima si deve fare il governo e dopo, solo dopo, si possono sentire le varie associazioni per concordare un programma. Non il contrario. Questa sarebbe la strada logica da seguire. Ma non in politica dove la logica non esiste. “La politica ha una logica che la logica non comprende“, si direbbe, parafrasando Pascal. In verità, tuttavia, forse una logica in questa strana consultazione c’è. E’ una tattica precisa per prendere tempo, sperando che qualcuno riesca a convincere il M5S a dare la fiducia al governo Bersani. Oppure che una spaccatura all’interno del M5S, come è successo al Senato,  gli assicuri i voti per formare il governo e vivacchiare finché è possibile.

Forse domani incontrerà i giostrai romagnoli, i vongolai di Chioggia, le mondine di Vercelli, il coro alpino delle “Penne nere” di Bassano e la casalinga di Voghera (immancabile). Non è da escludere, inoltre, che proceda con le consultazioni “Porta a porta” e che domani sentiate suonare il citofono. Rispondete pensando che sia il postino ed invece sentite una voce con forte accento piacentino che vi dice: “Salve, sono Bersani, quello che dovrebbe formare il nuovo governo. Secondo lei devo fare le consultazioni a Montecitorio, al Monte dei Paschi o al Monte di pietà? E’ meglio avere una bicicletta e pedalare oppure fare la mossa del cavallo? Vista l’esperienza ormai collaudata di esperto smacchiatore, posso darle una mano a smacchiare qualche capo difficile?”.

E le consultazioni per il governo? C’è tempo, con calma, mica è detto che si debbano sentire i partiti politici. E’ fondamentale sentire la gente per strada. Intanto, però, tanto per non dire che non ha le idee chiare, dice che appena sarà premier proporrà una legge sulla “ineleggibilità“. Oh, finalmente, questo sì che risolve la crisi! Quest’uomo è una sagoma. Niente di strano che quando, in prossimità delle elezioni,  gli hanno detto che bisognava fare la campagna elettorale, sia saltato su un trattore convinto di doverla arare. Bersani, ma cosa li sente a fare i rappresentati della Coldiretti? Cosa c’entrano con le consultazioni parlamentari? E’ fondamentale per la formazione del governo sapere come si coltivano le rape? Ma allora non c’è bisogno di lunghe consultazioni, basta guardarsi intorno; vedrà che qualche testa di rapa nelle vicinanze la trova di sicuro, magari più di una. Ma non si deprima, lasci perdere i giaguari, le biciclette, gli scacchi. le bambole da pettinare; roba impegnativa. Sorrida e sia felice, lo dice anche l’ONU. Napolitano è felice, lei è felice, noi siamo felici. Oh, che felicità…

 

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