Mamme, babbi e bebè

Le belle famiglie moderne: due mamme, tre papà, otto nonni e uno stuolo di zie, cugini e fratelli sparsi che non sanno nemmeno, finché qualcuno non organizza una bella riunione di famiglia, di essere parenti. Le chiamano “famiglie allargate“. Che bello quando si riuniscono tutti per il pranzo di Natale. Si perde un po’ di tempo all’inizio per le presentazioni, visto che non si conoscono fra loro, ma poi è tutta una festa generale. Se poi si fa un po’ di confusione con le parentele, pazienza. Ma vuoi mettere la soddisfazione di essere una famiglia moderna, progressista, aperta?

Magari c’è il fratello gay, la cugina lesbica, lo zio trans, ma c’è posto per tutti: aggiungi un posto a tavola. Magari il posto a tavola è per la nuova “compagna” di mamma (che ha scoperto di essere lesbica), così il pargoletto avrà due mamme. E forse un altro posto è riservato al nuovo “compagno” di papà, che nel frattempo è diventato gay, e porta a casa la nuova “mamma” che però ha i baffi. Che importa, tempi moderni, l’imperativo categorico è “cambiamento“, basta con regole e regolette del passato. Buttiamo tutto nella spazzatura, tradizioni, morale, usi e costumi, distruggiamo il passato. Sembra questa la soluzione per tutti i guai. Ma ne siamo davvero sicuri? Ci conviene davvero cambiare il mondo? Vedi “Il Papa mi copia il blog”.

Questa mania del cambiamento ad ogni costo mi ricorda una frase di Raffaele Morelli, quello che una volta stazionava in permanenza in TV (ora, per fortuna, sembra scomparso)  sempre pronto a dispensare saggezza in pillole o supposte. Quello che dovrebbe essere psicologo, psicanalista, psichiatra, psicoterapista o psicoqualcosa che non ho mai capito. Disse in televisione: “I giovani hanno il compito di distruggere i valori della generazione precedente. Se non fanno questo hanno fallito”. Forse la prima cosa da fare, invece, per avere una società decente, sarebbe quella di distruggere la gente come Morelli. Ne parlavo anni fa nel post ” Come vivere felici con 5 euro“.

Stiamo cambiando così rapidamente che facciamo fatica a seguire i tempi e adeguarci.  Basta seguire le notizie di cronaca ed ogni giorno se ne scopre una nuova. In Francia, Spagna, Inghilterra e Stati Uniti hanno abolito, addirittura, anche i termini “Mamma e papà“.  Sarebbe imbarazzante, qualora si abbiano due mamme o due papà. Chi è la mamma e chi è il papà? Difficile stabilirlo, se la mamma ha barba e baffi ed il papà porta il reggiseno.

Per ovviare a questo imbarazzante dilemma i Paesi progressisti, che più progressisti non si può, si sono già adeguati ai tempi.  Negli USA, grazie al “progressista” Obama, è già in vigore la legge che  elimina nei documenti ufficiali i termini “padre e madre“. La Spagna dell’allora premier socialista Zapatero, per non sembrare meno progressista di Obama,  si è subito adeguata. Non c’è da meravigliarsi, sotto il governo del “calzolaio” socialista, si era così aperti alle innovazioni che si volevano estendere i diritti umani alle scimmie (Zapatero e le scimmie), per consentire l’arruolamento dei trans nell’esercito si stabiliva che per essere considerati maschi arruolabili non è necessario avere il pene (La Spagna ed il pene superfluo) e nelle scuole della Catalogna venivano distribuiti opuscoli per spiegare ai ragazzi tutti i segreti della masturbazione. Una specie di Kamasutra del “Fai da te” (vedi “La Spagna si masturba“).

Così, per non essere secondi a nessuno, anche in  Francia gli illuminati progressisti socialisti di Hollande hanno deciso di abolire i vecchi ed anacronistici “padre e madre“:  si chiameranno “Genitore Uno e Genitore Due“. Olè! In Svezia, invece, hanno fatto ancora di più e meglio: hanno abolito addirittura anche le differenze fra maschietti e femminucce. Si chiamano con pronomi “Neutri“, hanno abolito i classici colori rosa e blu, hanno inventato giocattoli unisex ed abolito le favole che possono creare problemi sull’identificazione sessuale : “Egalia, l’asilo infantile che ha abolito maschi e femmine“.  Sembrano battute, barzellette,, le solite leggende metropolitane. Invece, purtroppo, è tutto drammaticamente vero.

Queste innovazioni, che sconvolgono le vecchie tradizioni consolidate da secoli, partorite dalle fervide menti dei progressisti d’assalto, hanno conseguenze anche nella vita sociale,  nelle relazioni interpersonali e nelle strutture pubbliche; per esempio la scuola e gli asili. Succede così che in una scuola materna di Roma ci sia un bambino che ha “due mamme“. Già, perché accontentarsi di una sola mamma quando se ne possono avere due?  Specie in tempo di crisi, una mamma di scorta fa sempre comodo. Viva l’abbondanza. E succede che domani sia la festa del papà.

Oh, perbacco, e adesso che si fa? Ovvio che il bambino con due mamme si troverà in imbarazzo perché lui un papà non ce l’ha e non può festeggiarlo. No problem, notoriamente noi italiani siamo dotati di una grande fantasia, siamo maestri nell’arte di arrangiarsi e risolvere i problemi e, quando ci troviamo di fronte ad ostacoli ed imprevisti, sfoderiamo la nostra rinomata creatività “che tutto il mondo ci invidia“ (così si dice) e diamo prova del più puro genio italico.

Arriva la festa del papà e c’è un bambino che il papà non ce l’ha? Ecco la soluzione: “Il bambino ha due mamme: l’asilo annulla la festa del papà“. Semplice, aboliamo la festa. Geniale, vero? E adesso cosa si potrebbe dire di questa ultima trovata dei nostri “progressisti” del piffero? Niente, si resta senza parole. E’ davvero questo il mondo che vogliamo? Questo è progresso? E’ progresso chiamare la mamma “Genitore Due“?  E’ progresso affittare un utero, come ha fatto Elton John, e farsi fare su ordinazione (questo è, come se ordinasse una credenza al mobiliere) due bambini e farli crescere fra due “babbi” o  due “Genitore Uno e Due“?

Ma poi, nel caso di coppie gay o lesbiche, come si riconosce il Genitore Uno dal Genitore Due? Si applicano una targhetta o portano un ciondolo al collo con l’indicazione? E se la coppia si allargasse (oggi, in tempi di famiglia allargata, tutto è possibile) e i genitori diventassero tre? Aggiungiamo ancora un posto a tavola per il “Genitore Tre“? Povero bambino, dovrà imparare presto l’aritmetica se vuole chiamare per numero il genitore giusto, perché rischia di fare confusione con tutti quei numeri genitoriali. A questo punto dovremmo essere sinceri e smetterla di giocare a fare i piccoli rivoluzionari per il gusto di sembrare moderni ed al passo coi tempi.  Siamo davvero così rincoglioniti o facciamo solo finta di esserlo per non turbare la sensibilità di un bambino senza papà, ma con due mamme?

Perché una società deve necessariamente adeguare i propri principi alle esigenze di una esigua minoranza, invece che a quelle della maggioranza? Ma in democrazia non è sempre valido il concetto che sia la maggioranza a decidere? E’ un cardine del sistema democratico. E allora perché in certi casi non è più valido? Oppure è valido solo quando ci fa comodo?  Oppure i nostri progressisti del cavolo sono una lobby così potente che riescono a condizionare l’intera società? Perché dobbiamo abolire la festa del papà perché c’è un bambino che ha due mamme, invece che una mamma ed un papà, come tutti gli altri? Perché dobbiamo smettere di fare il presepe e cantare i canti di Natale?  Perché dobbiamo abolire il Natale e sostituirlo con una generica “Festa d’inverno” e sostituire (come ha deliberato il Parlamento europeo) il classico “Buon Natale” con un generico “Auguri di stagione“?

Se festeggiare il Natale gli dà tanto fastidio (ma quanto sono sensibili!), possono restare a casa loro (non mi risulta che li abbiamo obbligati noi a venire in Italia) e festeggiare Maometto, Budda, Manitù e fare la danza della pioggia intorno al Totem. Per non urtare la sensibilità di immigrati che non sono cristiani, stiamo distruggendo principi e tradizioni.  Stiamo rinnegando le nostre radici e la nostra cultura millenaria. Ci stiamo rendendo ridicoli.

Perché dobbiamo cambiare le leggi naturali che regolano il mondo da millenni per consentire a Vendola di sposare in chiesa il suo amato Eddy e di considerare questa unione una “famiglia” normale? E’ davvero normale che sia la società ad adeguarsi alle paturnie sessuali di pochi? E’ come colorare di nero un intero gregge di pecore bianche per evitare che l’unica pecora nera del gregge si senta a disagio e diversa. Eppure è proprio questo che stiamo facendo. E’ proprio questo che stiamo diventando: un gregge di pecoroni bianchi che si adeguano ai ghiribizzi dell’unica pecora nera.

Con questa mania del cambiamento e della distruzione di tutto ciò che consideriamo vecchio e superato dai tempi finiremo per distruggere noi stessi, la società e l’umanità.  Diventeremo noi stessi degli automi inutili da rottamare o gettare dalla finestra, come si fa con gli oggetti rotti ed inservibili a Capodanno. Non saremo più persone umane, ma più verosimilmente somiglieremo a delle merdacce fantozziane. Rifiuti umani, da gettare nella spazzatura. L’unica consolazione è che, essendo materia organica, siamo riciclabili. Diventeremo compost per concimare fiori, piante e prati verdi. Almeno saremo di qualche utilità al pianeta.

Come si diventa intolleranti

Natale: festa degli alberi

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Mi presta l’utero?

5 pensieri su “Mamme, babbi e bebè

  1. Annamaria

    Giano…non ci sono parole…per descriverti!Sei grande, grande, grande!!! Troppo intelligente, troppo acuto, troppo ironico, troppo di tutto! Impossibile aggiungere un commento!!! Qui sei decisamente sprecato!!Ho appena finito di ridere…"sano"!!! Il bello è che…vado a rileggere ciò che scrivi e ogni volta mi diverto di più!! Hai almeno un difetto???? Uno solo!!! Scivoli tra le parole e i concetti come un serpentello, sei meglio della Treccani…Devo tentare di imparare a memoria ciò che scrivi, un buon esercizio…per scrivere meglio!! Buona serata.

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  2. Annamaria

    Caro Giano, se non fosse che ti ho letto ieri sera…direi che qualcuno…scopiazzò…nel nido del cuculo! Il Cucù di Veneziani di oggi…è molto simile a ciò che tu hai scritto ieri! Ergo, deduco che…a Veneziani piace copiare…oppure che tu…sei…Veneziani, sotto mentite spoglie! Per combinazione, guarda caso, avete due stili simili, stessa ironia, pensieri di vita” simili” e anche carattere istrionico! Ma guarda un po’! Buona serata a te!

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