Papa e papi

In questi giorni l’elezione del nuovo Papa ha monopolizzato l’informazione. Stampa, TV, internet hanno dedicato grandissimo spazio alla nomina del cardinale argentino Bergoglio. Ed anche i lettori si scatenano in commenti di ogni genere sui siti d’informazione, forum e blog. Salta subito agli occhi una curiosità che segnalai già molto tempo fa, a proposito dell’articolo di un noto giornalista: scrivere “papa” minuscolo, invece che, correttamente “Papa” con l’iniziale maiuscola, anche come segno di rispetto.  Può sembrare un errore banale, un’inezia, ma non lo è. Denota, invece, una scarsa conoscenza della lingua italiana ed un crescente lassismo ed approssimazione nella scrittura, oltreché un atteggiamento quasi irriverente nei confronti del capo della Chiesa.

Poco male se a scrivere in modo errato è la signora Pina, la cugina della casalinga di Voghera. Grave è quando a scrivere in tal modo sono noti opinionisti o scrittori di professione che amano presentarsi col titolo di “giornalisti” e che invadono quotidianamente siti d’informazione on line, blog ed home page di grandi portali internet.

Tanto per chiarire (questa è la mia opinione, salvo errori), si scrive “papa” minuscolo quando il titolo è seguito dal cognome o dal nome da pontefice: papa Bergoglio, papa Francesco I. Si scrive invece “Papa” con l’iniziale maiuscola negli altri casi. Altrimenti si corre il rischio di confondere i Papi con “papi”, termine col quale Noemi Letizia usava chiamare Berlusconi. Ripeto, questo è quanto ho sempre saputo. Ma visto che oggi tutto viene rimesso in discussione continuamente e dilaga il “pensiero debole” ed il relativismo per cui tutto è vero e falso al tempo stesso, e tutte le opinioni hanno la stessa validità, non sono più tanto sicuro. In attesa di ulteriori conferme, visto che la mia opinione vale quanto quella di chiunque altro, me la tengo per buona. Bene, ora “Sapevatelo“, direbbe Corrado Guzzanti.

Sapevatelo” anche quel signore, autore e critico televisivo, che si definisce   “giornalista e scrittore” e che non manca di farci trovare ogni giorno il suo illuminato pensiero su tutto lo scibile umano nella nostra Home page Tiscali. Oggi, per esempio, comincia così il suo pezzo: “Neppure il papa, ne abbiamo uno nuovo di zecca...”. Ed ancora “…presunti legami fra il papa e la dittatura“. Ed infine “Persino sulla figura del papa ci si divide…”.

Sapevatelo” anche Aldo Grasso, critico televisivo del Corriere, che pure scrive molto bene e che seguo sempre con attenzione. Nel suo articolo di oggi  “Nuovo Papa, vince Vespa“, forse per eccesso di zelo, scrive per due volte “Papa Francesco“, con la P maiuscola, dove, invece (sempre secondo la mia opinione) andrebbe minuscola. Si concede anche un’altra notizia, citando il Piemonte “…regione dalla quale partì il padre di Bergoglio…”. Ora, nel corso delle interminabili dirette in studio, abbiamo sentito ripetere, invece, che fu il nonno a partire per l’Argentina. Fu il nonno o il padre? Chi ha ragione? Boh, misteri dell’emigrazione.

Ora, dopo aver letto, come abitudine, diversi quotidiani on line e vari siti d’informazione in rete, devo constatare che ognuno lo scrive come gli pare e che c’è un vasto assortimento di Papi e papi scritti con maiuscola o minuscola. E parlo dei più diffusi ed autorevoli quotidiani nazionali, mica del giornalino delle Giovani marmotte. Ovvio, quindi, che a questo punto crollano tutte le certezze e resta un dubbio grande come una cupola, quella di San Pietro. Ma come si scrive Papa? Boh!?

Certo, tutti possono sbagliare. Ma c’è una differenza, Chi scrive frettolosamente un post e non lo fa di mestiere, è giustificato. Chi fa lo scrittore di mestiere, sulla stampa o su internet, ed è pagato per scrivere, non può permettersi il lusso di usare la lingua italiana in maniera approssimativa, perché  fregiarsi del titolo di scrittore o giornalista significa proporsi come modello da seguire ed imitare. Quindi si ha la responsabilità di quanto si scrive. Noi che scriviamo gratis e per puro diletto e passatempo, possiamo anche permetterci il lusso di sbagliare, ma voi, cari scrittori e giornalisti, che siete pagati per scrivere, no. Chiaro?

Oggi l’ANSA riporta una breve flash news: “Parroco Gela sconfessa Crocetta“. Cosa ha detto di tanto grave il nostro governatore siciliano? Pare che abbia affermato che la Chiesa, per essere vicina all’uomo, dovrebbe avere un Papa donna, i preti sposati, e celebrare persino i matrimoni tra omosessuali.

Solite sparate dei progressisti ad oltranza che vorrebbero rivoltare il mondo come un calzino e, imitando l’opera creatrice del Dio biblico,  rifarlo a loro immagine e somiglianza. Il guaio è che questi bizzarri personaggi, dai gusti sessuali leggermente confusi, sono fatti piuttosto maluccio. Diciamo che non sono venuti molto bene ed un mondo a loro somiglianza sarebbe una vera chiavica. Secondo il loro modello sociale è da perseguire tutto ciò che taglia i ponti col passato, che distrugge usi, costumi, tradizioni, morale, che rompe con i vecchi schemi. Ecco, bisogna rompere: più si rompe e più si è progressiti. Per rompere bene, secondo i principi “progressisti“,  il nuovo Papa dovrebbe essere di genere femminile, possibilmente di colore e dai gusti sessuali non ortodossi. Insomma, un Papa donna, nera e lesbica. Nel futuro, però, ci starebbe benissimo anche  un Papa trans brasiliano.

Ecco l’ideale di Papa per Crocetta. Poverino! Ma, del resto, cosa si può pretendere da uno che si chiama “Rosario” di nome, “Crocetta” di cognome e che, per ironia della sorte, è dichiaratamente gay.  Se è vero che “Nomen omen“, ha il destino segnato, quella è la sua strada: il Calvario. Ma non deve farne una tragedia. Tutti, è risaputo, abbiamo una croce da portare nella vita. A lui va già bene; deve portare solo una piccola “Crocetta”.

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