Tutti giù per terra

Così finisce quella vecchia filastrocca che si cantava da bambini facendo il girotondo. Torna in mente vedendo le immagini della prima riunione degli eletti del M5S in un hotel romano. A vederli così, in circolo in una sala spoglia, alcuni seduti, altri accovacciati per terra, più che una riunione di neoparlamentari sembra un’assemblea studentesca, l’interno di un centro sociale o una rimpatriata fra ex boy scout.

Invece sono i nuovi parlamentari della Repubblica e rappresentano 1/4 degli elettori. Il loro guru, Grillo, sfugge i cronisti ed i fotografi,  si mostra in pubblico mascherato come l’uomo ragno, rilascia brevissime dichiarazioni quasi con fastidio ed i seguaci ancora peggio; non parlano, non si vedono in televisione, non si sa chi siano, cosa facciano, quali programmi propongano, quale preparazione abbiano. Sono un mistero.

Non ci sono comunicati ufficiali, né dichiarazioni che chiariscano agli italiani, ed ai loro elettori, quale sia la loro linea programmatica. L’unica cosa certa sembra essere la non disponibilità ad accordi e alleanze e che si limiteranno ad approvare o meno, di volta in volta, le proposte fatte in Parlamento. Sembrano trascurare il fatto che le proposte dovrebbe farle il governo. Ma se, come è evidente, è quasi impossibile formare un governo stabile, chi farà le proposte? Misteri parlamentari.

Non hanno una sede stabile, non un ufficio, nemmeno un indirizzo civico. Esistono solo in rete. E comunicano tramite skype, facebook e twitter. Sono un partito “virtuale“, nato in rete ed improvvisamente materializzatosi nella realtà. Infatti, ancora oggi, il loro unico riferimento, la casa madre, la sede centrale, la fonte di ispirazione e la regia di comando è un “non luogo“, un sito internet, il blog di Beppe grillo. Chi l’avrebbe detto; abbiamo mandato un blog al governo. Tutta la loro attività politica si svolgerà attraverso il blog: proposte, direttive, indicazioni di voto, resoconti dell’attività parlamentare, documenti, sondaggi d’opinione, referendum. A questo punto Montecitorio potrebbe anche chiudere; si fa tutto in rete. E si risparmia un sacco di soldi. A proposito, e quei cittadini (e sono tanti) che non hanno un PC, non navigano in rete, non sanno nemmeno cosa sia un blog, come faranno ad essere informati? Altro mistero grillesco. Ma forse Grillo si rivolge solo ad  un’Italia di internauti. E la casalinga di Voghera?

Durante la campagna elettorale è stato imposto il divieto assoluto di mostrarsi in televisione o di rilasciare interviste. La ragione è piuttosto evidente. Non avendo, si immagina, esperienza e preparazione in campo politico, si sarebbero trovati in grave difficoltà a dover rispondere a domande precise ed imbarazzanti. Meglio tacere, non mostrarsi e lasciare che gli elettori, in assenza di riscontri reali, li vedano come dei vendicatori solitari, una specie di Robin Hood o di misteriosi cavalieri che lottano contro i soprusi. Sono i nuovi cavalieri Templari. Magari Giacobbo ci farà una puntata speciale.

Eppure la strategia ha funzionato. Perfino i cassintegrati del Sulcis, in Sardegna, da mesi in sciopero e senza speranza di risolvere la crisi che attanaglia l’intera zona, hanno dichiarato di aver votato per il M5S. Perché i grillini hanno una proposta concreta per risolvere la crisi del Sulcis? No, semplicemente perché non hanno più fiducia negli altri schieramenti politici. E’ l’ultima spiaggia, l’ultimo barlume di speranza. Come affidarsi agli amuleti, ai riti propiziatori o fare un viaggio a Lourdes, confidando in un miracolo. Ecco, Grillo è una specie di santone che lascia intendere che farà la grazia e guarirà tutti i mali d’Italia. E se c’è gente che crede al malocchio o alle cartomanti che leggono il destino con le carte, allora si può credere anche a Grillo.

Eppure, visto che non esistono dati e notizie che li riguardano e che facciano conoscere la loro attività, la preparazione, i titoli, le capacità specifiche, possiamo pensare che siano solo dei ragazzotti di belle speranze che, forse, erano a spasso, in attesa di lavoro o svolgevano attività varie che nulla hanno a che vedere con la politica. Hanno esperienza di amministrazione? Hanno competenze specifiche? Hanno un programma di governo? Oppure hanno solo sogni nel cassetto e voglia di giocare a fare i piccoli rivoluzionari? Insomma, più che politici, ricordano i famosi “Eravamo quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo…”, come cantava Paoli. Simpatici, ma un conto è chiacchierare di sogni giovanili al bar dello sport, altro è governare l’Italia.

Del resto hanno avuto gioco facile a presentarsi come rivoluzionari della domenica ed urlare che vogliono mandare tutti a casa. E’ un grido che attraversa la penisola, trasversale, che risuona negli attici del centro e nelle case di periferia. E’ una sensazione di sbandamento, di sfiducia, di perdita di ogni speranza quella che si prova assistendo ai giri di valzer della politica italiana. Vecchie cariatidi della politica che imperversano sui media, parlando del niente, del vuoto, di problemi che interessano più la casta che i cittadini. Nessuno che sia stato in grado, in questi anni di crisi, di fare una sola proposta concreta per combattere la crisi.

Continuano a sproloquiare di concetti vaghi, di salvare l’Italia, di rilanciare l’economia, di garantire il futuro ai giovani, di creare posti di lavoro. Ma che vuol dire? Non significa assolutamente nulla, se questi concetti non sono trasformati in azioni reali e concrete. Ricorda tanto la vecchia proposta di Franceschini, quando era segretario, che propose l’assunzione di 100.000 giovani. Bella idea, vero? Peccato che si dimenticasse di dire chi doveva assumerli, pagarli e per fare cosa. Piccolo dettaglio insignificante. Eppure questi politicanti sono convinti di essere persone serie, di avere programmi geniali per salvare l’Italia.

Ne sono convinti e continuano a parlarsi addosso, a citarsi, ad esaltarsi, ad autosuggestionarsi, in un continuo gioco autoreferenziale che serve solo a mantenere lo status quo e garantirgli le poltrone. Non sono stati in grado di fare una legge elettorale decente, non hanno diminuito le spese della politica, non hanno diminuito il numero dei parlamentari ed i loro compensi. Niente di niente, solo chiacchiere e comparsate televisive. E intanto l’economia va a rotoli, le aziende chiudono, i disoccupati crescono, la povertà avanza e gli imprenditori si suicidano. Ed i nostri politicanti mantengono tutti i loro privilegi e saltellano in televisione, da un programma all’altro, a parlare di concetti vaghi, ad accusarsi reciprocamente ed insultarsi. Uno scenario deprimente, penoso che sfiora l’indecenza.

Sfido io che Grillo ha gioco facile e diventa il primo partito.  Con questa gentaglia, anche lo scemo del villaggio sarebbe più credibile. Ma ho la strana sensazione che, ormai, non siamo più sulla soglia del baratro, come dicono da tempo i gufi italici. Ormai abbiamo già preso la china e stiamo  rotolando verso il basso. Stiamo arrivando alla resa dei conti e non ci sarà più spazio e tempo per le solite manfrine da mercato delle vacche.  Quella foto dei grillini in cerchio, seduti per terra, è l’immagine del nostro futuro. Forse è proprio questo il messaggio che vogliono diffondere. Siamo finiti così, come quella vecchia filastrocca: col culo per terra.

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