Bersani è nervoso

Ho appena finito di ascoltare l’attesissima conferenza stampa di Bersani. Solitamente chi vince le elezioni rilascia subito delle dichiarazioni in merito all’esito del voto ed al programma di governo. Bersani, contrariamente alla consuetudine,  ha aspettato un giorno. Ecco perché tutti erano ansiosi di sentire le sue dichiarazioni per capire, in questa confusa situazione di difficile governabilità creata dall’esito elettorale, quali siano le sue proposte per superare lo stallo politico ed eventualmente scoprire quali alleanze siano possibili per garantire un minimo di sicurezza al prossimo governo.

Bene, ora sarei curioso di sentire cosa avranno da dire i soliti esperti politologi dopo le parole di Bersani. Ma, soprattutto, sarei curioso di sapere cosa hanno capito gli spettatori normali, i cittadini, la casalinga di Voghera e l’uomo della strada. Insomma, la gente comune. Credo che avrebbero molte difficoltà a dare un senso compiuto alle dichiarazioni del segretario smacchiatore. Non si è capito niente, non una precisazione sulle intenzioni nell’immediato futuro, non una proposta concreta, non una indicazione su eventuali intese in Parlamento.   Niente di niente. Solita sintassi bersaniana ingarbugliata e difficile da seguire,  con frasi lasciate a metà, periodi confusi, allusioni vaghe,  risposte che non sono risposte, concetti fumosi, richiami alle regole parlamentari, alla Costituzione (quella va sempre bene), alle responsabilità di chi vince, tutto ha detto, ma  nessuna risposta concreta.

E adesso di cosa discuteranno i nostri opinionisti politici che da due giorni sono in attività permanente, pronti a commentare tutto e tutti, e che aspettavano con ansia il verbo dello smacchiatore folle di Bettola? Troveranno di sicuro qualche spunto, estrapolandolo dal discorso bersaniano e, arrampicandosi sugli specchi,  daranno fondo a tutti i trucchi dialettici di cui dispongono per far finta di aver capito qualcosa. Tenteranno una loro personale interpretazione. Ci proveranno, ma sarà un tentativo ridicolo di camuffare l’incomprensibilità delle dichiarazioni di Bersani. E’ politichese puro, un monologo in cui si dice tutto per non dire niente. Affermazioni prive di senso. Roba da far invidia a Jonesco ed ai migliori brani del teatro dell’assurdo. Come quando da ragazzi, durante un’interrogazione a scuola,  si cercava di inventarsi delle risposte improvvisate per nascondere l’impreparazione. E con questi commenti improvvisati si riempiranno gli spazi televisivi, facendo finta di spiegare gli eventi politici.

In verità, però, qualcosa si è capita. Ma non ha niente a che vedere con i programmi di governo. Attiene, piuttosto, alla personalità di Bersani. E’ qualcosa che i più attenti osservatori  della fisiognomica e della gestualità, hanno già notato da tempo. E sarebbe interessante che qualcuno analizzasse e commentasse la conferenza stampa sotto questo aspetto. La prima impressione è di un Bersani in difficoltà, che parla quasi controvoglia, impacciato, insicuro, imbarazzato, come se volesse scusarsi di aver commesso una marachella. E questo atteggiamento è confermato dalle prime parole, quando afferma che se non si riesce a dare un governo stabile al Paese non si può dire di aver vinto. Ecco il punto, Bersani ha avuto pochi voti in più rispetto agli avversari (che gli consentono di usufruire del premio di maggioranza alla Camera), ma sa, riconosce  ed afferma che non può dire di aver vinto.

L’altro aspetto è legato ai gesti, all’espressione. Il primo sintomo di disagio è quel continuo tic nervoso, sembra arricciare il naso, che lo tormenta ogni volta che parla in pubblico o deve rispondere alle domande. Si tocca il naso, si gratta, si passa la mano sulla testa pelata. Continua ad inforcare gli occhiali ed a toglierli (è una sua abitudine specifica), a far finta di assestarli, a toccarli, sfiorarli. Quante volte lo ha fatto? Anche questo sarebbe un dato interessante per capire il personaggio. E quando non si assesta gli occhiali, fa finta di  regolare le aste del microfono, cerca qualcosa nel taschino interno della giacca, poi infila le dita nel taschino esterno, Ripete più volte questi gesti. Sono gesti che denotano insicurezza e disagio. Bersani è nervoso, molto nervoso, troppo nervoso. Lo si nota durante tutta la prima parte della conferenza.

Subito dopo lascia spazio alle domande dei giornalisti. E comincia un altro “tormentone“, beve acqua da un bicchiere di plastica. Altra domanda: quante volte Bersani beve acqua durante quei pochi minuti in cui risponde alle domande dei cronisti? Sarebbe interessante contarle. Lo fa ripetutamente, a piccoli sorsi, sembra che quel piccolo bicchiere di plastica sia inesauribile e contenga litri di acqua. Altro segno del nervosismo eccessivo di Bersani. Perché questo bisogno impellenti di bere tanto? Ha mangiato pesante a pranzo? Impepata di cozze? Spaghetti all’arrabbiata con troppo peperoncino? Gli si è azzerata la salivazione come Crozza a Sanremo davanti alle contestazioni del pubblico? Mistero. L’impressione è che il nostro smacchiatore folle di Bettola, alla fine di una campagna elettorale in cui ostentava grande sicurezza dicendo di essere sicuro di vincere con largo vantaggio, sia alla Camera che al Senato,  abbia fatto la fine di quegli smacchiatori, pardon…di quei suonatori che vennero per suonare e furono suonati.

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