Identikit di un politico in crisi esistenziale

Facciamo un giochino facile facile: “Indovina chi è il politico“. Si può facilmente individuare un politico anche senza vederlo, basta sentire quello che dice, che propone. Per esempio,  se  in questi giorni senti qualcuno che promette di restituire l’IMU pagata nel 2012 sai che è Berlusconi. Se senti qualcuno dire che vuole smacchiare un giaguaro, sai che è Bersani. Facile, vero?

Ora facciamo il nostro giochino. C’è un politico che oggi, nel corso di una lunga intervista all’ANSA,   fa delle dichiarazioni grazie alle quali dovrebbe essere facile identificarlo. Ci fornisce, attraverso l’esposizione di idee, opinioni  e proposte, il suo perfetto “identikit“. Chi è questo noto uomo politico? Vediamo di capirlo da ciò che dice.

Dice che “‘Sarei felicissimo se Napolitano continuasse nel suo mandato perché è diventato in questi anni guida morale degli italiani“.

Dice che non ci sono problemi sulle possibili alleanze post elettorali, perché “Non ci devono più essere ideologie“.

Dice che “Berlusconi parla ancora dei comunisti, come se fossimo ancora nel ’48”.

Dice che “Non si può far riferimento alle ideologie di destra, centro, sinistra”.

Dice che “‘Ciò che era culturalmente o ideologicamente valido fino a ieri non necessariamente lo è oggi”.

Dice che “Nella prossima legislatura il Parlamento dovrà varare una legge per il riconoscimento dei diritti e dei doveri delle coppie di fatto per coloro che convivono stabilmente a prescindere dal fatto che siano coppie eterosessuali o omosessuali”.

Bene, capito di chi si tratta? Un aiutino? Va bene, Riassumiamo. Elogia l’operato di Napolitano, è contro le ideologie, non crede che ci siano ancora comunisti, condanna i riferimenti politici alle ideologie di destra di centro e di sinistra,  contesta la validità della cultura, propone una legge a favore delle unioni di fatto fra omosessuali. Chiaro?

Insomma, un vero e proprio progressista che rompe con il passato, con la cultura, le ideologie, gli schemi destra/sinistra della vecchia politica. Uno che apprezza moltissimo il ruolo svolto dal Presidente Napolitano. Uno che è convinto che “i comunisti non ci sono più“.

Concetti che sentiamo ripetere spesso da Bersani che è sempre pronto a riconoscere il ruolo “super partes” (!?) di Napolitano. O da Grillo che contesta tutta la vecchia politica, destra, sinistra e centro. O dai compagni del PD che, quando qualcuno li accusa di essere sempre comunisti, rispondono, buttandola sull’ironia, che “Non esistono più i comunisti“. O da Paola Concia che si batte per il riconoscimento delle coppie gay e lesbiche.

Insomma, un vero progressista, laico, di sinistra e di rottura con tutto ciò che appartiene al passato. Sarà Vendola, il comunista orecchinato che sogna di sposare in chiesa il suo amato Eddy? No. Ingroia, il magistrato che vuol fare la rivoluzione? No. D’Alema? No, lui pensa a veleggiare. Veltroni, quello che “Non sono mai stato comunista“? No, nemmeno lui. Oddio, non sarà mica Pecoraro Scanio riesumato per l’occasione? No, no. Ferrero, Diliberto, Marco Rizzo, Ferrante dei comunisti lavoratori? No. Non sarà l’ex parlamentare rifondarolo Francesco Caruso, il No Global latifondista nullatenente, ma col vizio dell’esproprio proletario? No, no, acqua.

Ebbene, questo nuovo tribuno del popolo, progressista e di rottura (come ha rotto lui non ha rotto nessuno) è, come direbbe Mario Riva, Nientepopodimenoche…l’emblema del politico conservatore, cresciuto e pasciuto nel MSI di Almirante, evoluto in Destra nazionale, Alleanza nazionale, PDL, vero baluardo della cultura e delle tradizioni nazionali, dell’amor di patria, della destra italiana, dei vecchi ed irrinunciabili  valori del passato, della lotta senza quartiere al comunismo,  lui…Gianfranco Fini.

 

Lo so, dalle dichiarazioni rilasciate è quasi impossibile riconoscerlo. Anche lui, come si usa fare a sinistra per non farsi riconoscere e sembrare diversi da quello che si è, ha messo in atto una metamorfosi orribile e totale, peggio del kafkiano Gregor Samsa. Ebbene sì, anche il nostro Gianfri ha avuto la sua crisi di coscienza e, per rinnovarsi (politicamente), ha cambiato pelle; come i serpenti.

Si usa dire che solo gli imbecilli non cambiano mai idea. Può essere vero. Ma ciò non significa che chi cambia idea facilmente non possa essere imbecille.  O che  rinnegare completamente il proprio passato sia segno di intelligenza. Anche questo può essere segno di imbecillità. O anche peggio…

 

Un pensiero su “Identikit di un politico in crisi esistenziale

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