Tarocchi e congiuntivi

Mai fidarsi delle apparenze. Specialmente oggi che, grazie alle diavolerie della tecnologia moderna, si può pubblicare in rete di tutto e di più e far passare per vero ciò che è falso. Gli esempi di taroccamenti, specie nel campo dell’informazione, non mancano certo. Anzi, sono all’ordine del giorno. Ecco l’ultimo tarocco mediatico, tramite twitter, messo in atto dal prode Bersani, lo smacchiatore folle di giaguari. Per dimostrare la grande partecipazione di folla al comizio di sabato scorso a Milano, diffonde su twitter una foto della piazza Duomo gremita; questa…

 

La foto, nella stessa giornata, è stata poi rimossa. Perché? Perché era un tarocco. Quella foto in realtà si riferiva non alla manifestazione di sabato, ma alla manifestazione del 2011 in occasione della vittoria di Pisapia. E siccome mostrava una piazza piena il nostro smacchiatore l’ha usata, spacciandola per immagine del suo comizio. Questi sono quelli che si danno sempre aria da persone perbene, onesti, integerrimi, corretti etc…etc… sì, insomma, gli unici perfettini sulla Terra,  i moralisti di sinistra.

E se riescono a bluffare su una foto, figuriamoci cosa riescono a fare su cose più importanti e serie. Ma sono così abituati a manipolare le notizie e mistificare i fatti e la realtà che scambiare una foto è un giochino innocente, uno scherzetto, una burletta simpatica. Già, gli avversari sono sempre disonesti, criminali e corrotti, loro, invece, sono alla mano, innocenti e simpatici, come bambini un po’ giocherelloni.

Ecco le due foto a confronto; a destra la manifestazione di sabato scorso, a sinistra quella della festa di Pisapia del 2011.

E bravo, Bersani. Ora, oltre a smacchiare giaguari, provi a smacchiare questa bella macchia sull’attendibilità delle sue Twittate!

Ma non si taroccano solo le foto. In questo periodo di proclami elettorali se ne sentono di tutti i colori. Oggi si smentisce ciò che si era detto ieri e domani si smentirà ciò che si è detto oggi. Si promette tutto a tutti, pur di recuperare qualche voto in più. E fra avversari politici volano accuse, battute irriguardose, epiteti di ogni sorta,  insulti e, subito dopo, strizzatine d’occhio e sguardi d’intesa, lasciando spazio a tutte le possibili soluzioni ed alleanze. Roba che, a questo punto, gli italiani hanno già perso il filo e vagano per le italiche contrade in preda alla più completa confusione mentale.

Piccolo esempio che spiega benissimo il concetto. Non solo ci si contraddice da un giorno all’altro, ma addirittura nel corso della stessa intervista. E’ il caso del presidente tecnico Mario Monti, quello dall’eloquio anestetizzante. Ecco cosa afferma in una breve intervista concessa al Messaggero e riportata oggi sul sito del quotidiano romano:  “Niente in comune con questa coalizione di centrosinistra”.

Dice Monti: “… non abbiamo nulla in comune con la coalizione di sinistra, così come non abbiamo niente in comune con la destra“. Chiarissimo. già nei giorni scorsi aveva detto chiaramente che fra la sua Lista civica e Vendola non c’era alcuna possibilità di accordo.

Ma subito dopo afferma: “Nessuno ci costringerà a governare, ma chi vorrà venire a lavorare con noi troverà porte aperte”. Ovvero, non abbiamo niente in comune, niente da spartire, nessun legame e nessuna affinità con gli avversari. Però non è detta l’ultima parola, mai dire mai; vediamo, parliamone, discutiamo, accordiamoci, magari a cena, a colazione o ad un picnic in campagna…elettorale! E rilancia la grande coalizione alla tedesca. Una bella ammucchiata fra montanari, finiti, casinisti, smacchiatori e orecchinati pugliesi. Chiaro? Questa è coerenza, ragazzi. Anzi, è la politica, bellezza!

A proposito, di recente sul Financial Times è apparso un editoriale di Wolfgang Munchau il quale, senza mezzi termini, critica Monti e l’operato del suo governo: ” Non è l’uomo giusto per guidare l’Italia“. Immediata la risposta di Monti che, un po’ stizzito per l’attacco, ribadiva la validità dei provvedimenti adottati dal suo governo.

E’ curioso notare (ma è solo l’ennesimo esempio di doppiopesismo) come quando lo stesso quotidiano criticava Berlusconi, per tutta la nostra stampa, fosse un autorevolissimo quotidiano economico.  Se, però, si azzardava, come è successo, a criticare l’allora premier Prodi, smetteva improvvisamente di essere autorevole. Anche il Financial Times ha l’autorevolezza “fluttuante“, come la sessualità della Concia.

Così, ieri, a conferma di questa autorevolezza fluttuante, il nostro Monti rilasciava un’altra dichiarazione in cui definiva quell’editoriale “Irrilevante“. Come volevasi dimostrare. Sarebbe stato, invece, importantissimo ed autorevole se avesse criticato Berlusconi. Ma la nota curiosa di questa breve news dell’ANSA è un’altra.

Ecco la dichiarazione, a proposito ancora di quell’ articolo del Financial Times.: “Benché l’articolo del Financial Times è stato di autorevolissima attenzione...”. Oh perbacco, ma caro illustrissimo professore bocconiano, guardi che, in questo caso, non si dice “è stato“, ma “sia stato“. Non c’è bisogno di insegnare alla Bocconi per saperlo, basta aver frequentato con profitto le scuole medie. Semplice lapsus? Succede, si capisce, specie quando si è sotto stress elettorale. E poi, mica si può sapere tutto. Il prof. è già super esperto di tasse; basta e avanza. No?

A proposito di foto taroccate, guardate questo vecchio post del 2009 che riguarda la CGIL (sempre sinistri sono ed hanno lo stesso vizio; stravolgere la realtà a proprio favore) e la loro manifestazione al Circo Massimo: “CGIL flop flop

Questa poi è un capolavoro dei compagni specialisti in tarocchi. In alto la foto originale (ritrae un gruppo di partigiani), in basso la foto taroccata (spariscono pistola e bomba a mano) usata per un manifesto in occasione delle celebrazioni del 25 aprile 2009, in Liguria.

 

Nel manifesto si leggeva lo slogan (altra specialità dei compagni; inventarsi slogan): “dobbiamo dare l’esempio di un’Italia rinata e sana“. Più o meno quello che si legge oggi nei manifesti del PD: “L’Italia giusta“. Beh, l’importante è inventarsi uno slogan ogni tanto, la gente ci crede e si tira a campare. Dura la vita in politica, bisogna avere una grande fantasia. E’ la dote principale di un leader.

Qui i dettagli del taroccamento storico: “Manifesti taroccati a fin di bene“. Eh sì, i cari compagni perdono il pelo, ma non il vizio. Loro il taroccamento ce l’hanno nel sangue, congenito. Allora smacchiavano manifesti, oggi smacchiano giaguari; si sono evoluti. Se gli va male in politica possono sempre aprire una tintoria. No?

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