Tempo di manette

C’è un tempo per ogni cosa…”, recita l’Ecclesiaste. A leggere le notizie degli ultimi tempi si direbbe che questo sia il tempo …delle manette. Non passa giorno che non ci sia qualche arresto eccellente. Nell’arco di una decina di giorni sono finiti in manette, o “fermati“,  Giuseppe Orsi, amministratore delegato di Finmeccanica, Gianluca Baldassarri, manager del Monte dei Paschi di Siena,  Fabio Riva, vicepresidente  dell’Ilva di Taranto. Recentemente è finito in carcere anche Fabrizio Corona che non so definire perché non ho mai capito bene cosa facesse.  Sto citando a memoria, ma certamente ne dimentico qualcuno. Ormai sono tanti che si perde il conto.

A questi arresti eccellenti si aggiungono altri  personaggi di primo piano condannati o inquisiti per reati vari. Ma in questo caso l’elenco sarebbe davvero troppo lungo. Non passa giorno, dicevo, che in prima pagina non ci sia notizia di un nuovo scandalo, di tangenti, di corruzione, di concussione, peculato ed altre amenità giudiziarie. Una anomala e sospetta concentrazione di arresti, denunce, inchieste, condanne (se ne registrano più nell’ultimo mese che in tutto l’anno precedente), proprio in periodo elettorale. Sarà un caso? Ecchecaso…direbbero a Striscia!.

Così anche oggi, tanto per non smentirci, ecco altri due nuovi arresti eccellenti, freschi freschi di giornata: l’imprenditore Angelo Rizzoli ed il presidente del Cagliari calcio, Massimo Cellino. Come apprendiamo dalla stampa, il presidente del Cagliari è stato arrestato per “tentato peculato e falso ideologico“. Nell’irdinanza di custodia cautelare è scritto che Cellino ha “spiccate capacità delinquenziali“, ed è  “capace di qualsiasi genere di sotterfugi pur di raggiungere i propri scopi” (!?). Al confronto di Cellino Hitler era un boy scout. No comment! Per oggi è tutto, ma la giornata è ancora lunga, non si può mai dire.

Una vera epidemia, uno tsunami giudiziario che sta sconvolgendo l’assetto economico, finanziario e politico e che rischia di dare il colpo di grazia alla già disastrata economia italiana. Basta pensare alle possibili conseguenze dei guai giudiziari di colossi come MPS, ILVA (la più grande acciaieria d’Europa) o una delle nostre più prestigiose aziende a livello internazionale come Finmeccanica. Sembrerebbe che qualcuno abbia un preciso piano per destabilizzare l’Italia. Sarà un caso? Ecchecaso!

Mi viene un terribile sospetto. Non sarà che, vista l’ondata di arresti ad alto livello, il Papa si è dimesso prima che qualche solerte pm d’assalto, in cerca di gloria o in attesa di qualche incarico ONU,  si inventasse qualche reato di falso ideologico, millantato credito o abuso della credulità popolare e lo arrest…No, no, non può essere. Ma non è detto: vedi “Prete cattolico accusato di abuso di credulità popolare”. Si scherza, ma mica tanto.

Altro che festival di Sanremo. La musica più diffusa oggi è costituita dal tintinnio di manette. E’ una evoluzione melodica all’italiana. Marinetti, oggi, la definirebbe “musica futurista“. Un nuovo genere che conta molti estimatori, specie fra i magistrati. Sembra che siano in vendita dei CD con la registrazione di diversi suoni di manette (non tutte sono uguali). Così, mentre i comuni mortali sotto la doccia canticchiano ritornelli popolari, giudici e pm, pare che preferiscano ascoltare le ultimissime incisioni manettare.

Oggi nessuno è al sicuro. Vai a letto tranquillo, al mattino ti svegli, senti suonare al campanello di casa, vai ad aprire e ci trovi i carabinieri che ti arrestano. Tu non sai perché, ma loro sì. E prima che tu capisca bene la situazione ti ritrovi in carcere, anche innocente. E prima che tu possa dimostrare la tua innocenza possono passare anni ed intanto la tua vita, la tua reputazione, la tua professione, la tua azienda, la tua famiglia, sono distrutte. Il caso Tortora, il più eclatante, dovrebbe averci insegnato qualcosa. Identico fu il caso di Lelio Luttazzi, alla fine riconosciuto innocente, ma la sua carriera fu inesorabilmente cancellata.

In pratica la giustizia è amministrata da chi ha potere di vita e di morte sui cittadini. E non è un’esagerazione. Quando ti sbattono in galera e ci resti per anni, prima di avere giustizia, significa che la tua vita è distrutta, sei morto. Il moderno strumento di tortura si chiama “carcerazione preventiva” e viene applicata ad insindacabile giudizio dei magistrati inquirenti. Prima ti sbatto in galera, poi, se sopravvivi, vediamo se sei colpevole o innocente. Un potere insindacabile che viene confermato non per meriti speciali, ma per semplice anzianità di servizio. Un potere nei confronti del quale i cittadini sono completamente indifesi. Un potere che, incredibilmente, viene gestito senza alcuna assunzione di responsabilità in caso di errori. In questa società tutti, ma proprio tutti, coloro che svolgono un’attività professionale o artigianale, nel caso la loro prestazione d’opera non corrisponda a quanto concordato o arrechi un danno, pagano per i propri errori: tutti, eccetto i magistrati. Sembra un diritto acquisito per investitura divina. Invece si diventa magistrati e si acquisisce questo potere enorme tramite un  semplice concorso pubblico; come entrare alle poste o all’INPS.

Ora, se tu ritieni di subire un torto da parte di qualcuno a chi ti rivolgi? Ovvio, alla magistratura. Aspetti e speri di ricevere giustizia. Bene, ma se tu ritieni che oggi, in Italia, sia la magistratura ad abusare del suo potere e che, quindi, i cittadini subiscano un torto da parte della magistratura, a chi ti rivolgi? Ovvio, ancora e sempre alla magistratura, intesa come organo e non come singoli magistrati. Ovvero, chi ti danneggia dovrebbe giudicare se stessa. Cortocircuito. E’ come se un condannato a morte, per ricevere la grazia si rivolgesse al boia. Né più, né meno. Strano, ma questa aberrante anomalia sembra quasi normale, fa parte del sistema democratico. E’ quello che potremmo definire come “Vulnus” della democrazia o, per usare un termine informatico un grave “Bug” di sistema. Sì, c’è qualcosa di purulento nel corpo sociale, un gravissimo errore all’interno del sistema democratico. La dimostrazione è questa, quando ti svegli al mattino e senti suonare alla porta non sai mai cosa ti aspetta.

Enzo Tortora, l’arresto…

P.S.

Non immaginavo di avere anche doti di preveggenza. Scrivevo, intorno alle ore 15, accennando agli arresti del giorno: “Per oggi è tutto, ma la giornata è ancora lunga, non si può mai dire”. Ed infatti, ecco la conferma dell’ultima ora: “Arrestato il finanziere Alessandro Proto”.

Sarà l’ultimo della giornata, oppure c’è ancora tempo per altri arresti? Mah, certo che se continuano con questo ritmo, bisognerà pubblicare un bollettino quotidiano “Tutti gli arresti, minuto per minuto“. Roba che nemmeno ai tempi di mani pulite. Stiamo facendo progressi. Si vede che i magistrati, in tutti questi anni, non hanno perso tempo in chiacchiere, ma si sono aggiornati, hanno potenziato i sistemi investigativi e ottimizzato l’uso delle manette. Complimenti. Se continuano così un incarico di fiducia dell’ONU non glielo toglie nessuno; garantito. Auguri.

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