San Valentino e le anime gemelle

Tempo fa, facendo il solito zapping TV, mi capitò di seguire incuriosito per qualche minuto un dibattito sulla tendenza sempre più diffusa a restare single. Una delle solite prezzemoline televisive, si vede che non hanno proprio altro da fare, insisteva molto seria sul fatto che lei, ed altre amiche, avessero deciso di restare single perché non riuscivano a trovare “l’Uomo vero“.
E per dimostrare che non era una semplice battuta rimarcò 3 o 4 volte l’espressione “Un uomo vero…vero…cerco un uomo vero…“.

La cosa mi fece un po’ sorridere, ma poiché è dalle piccole cose che talvolta si capiscono quelle grandi, la considero una ulteriore prova di ciò di cui sono convinto da tempo: la gente oggi ha perso il senso della realtà. Si vuole tutto, subito, senza sforzo, che sia il meglio sulla piazza e, possibilmente in saldi di stagione o in offerta promozionale. E questa disposizione mentale condiziona pesantemente un certo modus vivendi delle ultime generazioni.
Nessuno parla più di adattamento, di sacrifici, di rinunce, di limiti ai sogni, della necessità di attenersi alla realtà, di sopportare anche gli imprevisti ed i guai della vita.
No, sembra che tutto ci sia dovuto e che tutti abbiano il diritto sacrosanto ad una vita piena di piacevoli passatempi, senza alcun imprevisto o guai di qualunque genere che possano turbare la nostra idilliaca esistenza.

Questa storia dell’uomo “vero” mi ricorda l’altra favoletta dell’anima gemella.
Quando aprii il blog, molti anni fa, mi sorprendevo ogni giorno nel vedere che la maggior parte dei blog, e dei post, fossero fatti da donne, in particolare adolescenti, e che l’argomento principale fosse tutto ciò che riguarda gli aspetti connessi alle relazioni sentimentali, l’erotismo ed i rapporti fra i due sessi, con tutto ciò che ne deriva, annessi e connessi.

Intendiamoci, niente di male e di drammatico. Anzi, fa parte della normale fase di crescita e da sempre quelli sono gli argomenti preferiti dell’adolescenza. Ma il guaio è che spesso questi temi sono al primo posto anche di persone adulte che ormai avrebbero dovuto superare quella fase e le problematiche adolescenziali. Eppure continuano a sognare, ad inventarsi nick fantasiosi di ispirazione floreale, favolistiche, tutte rose e fiori, angioletti, poesiole, lacrimucce etc…

Il bello è che anche la Home page, fra centinaia di post giornalieri, allora selezionava preferibilmente questo tipo di post. Come se, appunto, questi fossero gli argomenti più importanti della nostra vita quotidiana. Quando aprivo la Home page mi veniva spontaneo descriverla così: “Fiorellini, cuoricini, cani, gatti e pene d’amore…”.

La questione potrebbe sembrare del tutto irrilevante, poco più che una curiosità, qualcosa che non è vero, ma siccome ci piace sognare facciamo finta di crederci. Ma non è così semplice, perché a furia di riempirci la vita di cose che “Non è vero, ma ci credo…”, per dirla con Eduardo, si finisce per impostare una vita che di reale ha ben poco.

Per tornare all’”uomo vero“, però vorrei dare un consiglio a quelle single che lo cercano e pensano “O così o niente.”. La soluzione c’è ed è molto semplice. Oggi in commercio si trova tutto. Basta andare all’Ikea, prendere un catalogo degli “uomini veri” disponibili in kit componibile, scegliere quello che è di vostro gradimento, portarvelo a casa, controllare che ci siano tutti i pezzi (non si sa mai), montarlo pazientemente seguendo le istruzioni e sistemarlo in bella evidenza nel salotto, pronto per essere mostrato con orgoglio alle amiche invidiose che, anche loro, correranno all’Ikea a scegliersi il loro uomo vero in kit. Magari capitano delle offerte promozionali ” Prendi tre paghi due” e potete portarvene a casa anche più di uno. Beh, sempre meglio averne qualcuno di scorta, non si sa mai. Ma torniamo alle “anime gemelle”.

Oggi è la festa degli innamorati; ovvero, di coloro che pensano di aver trovato “L’anima gemella”. Non è tanto importante che lo sia, quanto che ci si creda. Insomma, che si abbia l’illusione che quella persona sia proprio l’unica al mondo, l’altra mezza mela, il nostro completamento, la sola ed unica che, fra miliardi di persone, sia la predestinata “Anima gemella”.

Alcuni, impregnati di cultura new age e di influssi orientali le chiamano anche “fiamme gemelle“, arrivando anche ad ipotizzare una predestinazione che si aggancia a vite precedenti.
Beh, se così è, c’è da stupirsi nel constatare come questa “anima gemella” che è predestinata, dai tempi dei tempi e fra miliardi di persone, ad incontrarsi con noi per unirsi in un abbraccio eterno, molto spesso la si trovi a portata di mano, magari sotto casa, nella stessa scuola, nella stessa classe o nello stesso ufficio. Non è sorprendente? Un vero e proprio colpo di fortuna, come azzeccare una cinquina al lotto. O no? Ma, esiste davvero l’anima gemella? Sembrerebbe di sì.

Quesito principe di tutti i discorsi di argomento affettivo, la questione dell’anima gemella riempie libri, rotocalchi, programmi radio, Tv e…blog.
Tutti coloro che si innamorano sono convinti di aver, finalmente, incontrato l’anima gemella. Non una persona qualunque, ma una persona speciale, anzi specialissima, l’altra metà della mela, l’unica al mondo. E tutto funziona, almeno finchè non cominciano a volare piatti in testa.
Ma questa è un’altra storia. E siccome innamorarsi è cosa normalissima e succede a tutti, o quasi, se ne deduce che anche incontrare l’anima gemella sia cosa del tutto normale. Allora, giusto per evitare lunghe disquisizioni, facciamo un esempio.

Immaginiamo una piccola isola, sperduta nell’oceano, con pochissimi abitanti. E’ del tutto normale che, in quell’isola, uomini e donne si incontrino e si innamorino. E che quindi, pur essendo lontanissimi dal resto del mondo, trovino la loro “anima gemella” proprio fra i pochi abitanti del luogo. Una felice coincidenza quasi miracolosa. Fra miliardi di persone sparse nei vari continenti, la tua anima gemella, l’unica al mondo, capita proprio nella tua isola, magari abita nella capanna di fronte alla tua.  Che colpo di culo! Non vi pare?

Ma il discorso non cambia di molto anche se si abita in una popolosa cittadina. E neppure se si abita in una grande metropoli. In fondo la vita delle persone si svolge come entro i confini di un’isola. Si incontrano più o meno sempre le stesse persone, quelle che abitano nello stesso palazzo, o quelle che si incontrano a scuola, o al lavoro o nei luoghi di intrattenimento. Anche quando ci si sposta, o si va in vacanza, si vedranno alcune persone e non altri miliardi, si conosceranno nuove località e non altre.  Sono tutte piccole isole entro le quali si fanno conoscenze, incontri, si intrecciano rapporti personali e di lavoro, si convive e… ci si innamora. Piccole isole, lontanissime dalle altre isole di altri miliardi di persone che non incontreremo mai. La nostra vita si svolge all’interno di questa spazio preciso e delimitato. E’ la nostra piccola isola esistenziale. Non è strano, allora, che quell’unica persona, fra miliardi di altre persone, che è la nostra “altra metà della mela” si trovi proprio sulla nostra stessa piccola isola, di fronte alla nostra capanna?

La cosa non può essere casuale. Anche un matematico, basandosi sul calcolo delle probabilità, vi dimostrerebbe che un evento che si verifica con tanta frequenza non può essere casuale. Deve essere necessariamente la conseguenza di un piano preciso, pensato ed attuato da una mente superiore, da una Entità superiore. Allora la conclusione non può che essere la seguente: o questa è una prova inconfutabile, scientificamente dimostrata, dell’esistenza di Dio, oppure questa storia dell’anima gemella è una grande “Stronzata“.

Io propendo per la seconda ipotesi, meno romantica, ma molto più realistica. Già, perché la verità è più prosaica di quanto sognano gli innamorati o di quanto raccontano le favole. Però, siccome sognare e illudersi non costa niente e ci aiuta a vivere meglio, direi che sia consigliabile non addentrarsi troppo in spiegazioni razionali e prendere per buona la massima di Eduardo “Non è vero, ma ci credo…”. E…Buon S.Valentino a tutti.

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