La dieta del cavolo

Oggi c’è un interessantissimo articolo sul Corriere. Parla di alimentazione riportando i risultati del solito scienziato ricercatore dell’università neozelandese di Otago: “Con più frutta e verdura migliora anche l’umore”. Ormai si sprecano gli studi che cercano di spiegare il carattere, la personalità, la salute, la prestanza fisica, le capacità mentali e perfino l’intelligenza e l’umore, come caratteristiche dell’individuo strettamente legate all’alimentazione.

Chissà cosa mangiavano Leonardo da Vinci ed Einstein. Bisognerebbe che qualche “autorevole ricercatore“, momentaneamente libero da impegni, facesse degli studi, lautamente finanziati, ovvio, dalla solita prestigiosa università. Magari si scopre che erano dei geni perché mangiavano l’erba cipollina. No?

Ecco l’apertura dell’articolo: “Una mela a colazione, una bella insalata mista a pranzo, a merenda una banana e un po’ di broccoli a cena; ecco come potrebbe essere, secondo alcuni ricercatori, il menù della felicità“.

La felicità sarebbe mangiare broccoli e insalata? A me, solo a pensare all’immagine del cavolo o della lattuga, viene tristezza. Una volta compravo la lattuga regolarmente. Sì, per darla ai canarini che ne erano ghiotti. E se, per forza maggiore, fossi obbligato a mangiare verdurame assortito, finirei in profonda depressione. Allora, visto che contraddico in pieno questa teoria, o sono io un caso clinico da curare, oppure questa ricerca è la solita “ricerca del cavolo“. La ricetta della felicità? Semplice; mangiare quello che vi piace. Punto.

Ricordo un tale, il solito nutrizionista ospite fisso dei salotti televisivi, mattino, pomeriggio e sera, ovunque, come il prezzemolo, il quale  consigliava, per restare sani, di mangiare 5 porzioni di frutta e verdura al giorno. Un incubo, una minaccia incombente, una sorta di visione infernale. Ho paura di sognarlo la notte, mentre mi obbliga a divorare quintali di lattuga, bietola, cavoli e carote, come il coniglio Bunny.

La stranezza di queste ricerche è che si smentiscono continuamente. Fateci caso, queste notizie vengono riportate quasi quotidianamente dai media che continuano da anni a proporre le diete più bizzarre e stravaganti. Ma spesso quella che viene presentata come l’ultima scoperta serissima dell’università di turno, dopo qualche mese viene smentita da un’altra autorevole ricerca di un’altra prestigiosa università.

Il solito nutrizionista, in altra occasione, invitava a mangiare pesce, almeno tre volte alla settimana, perché contengono gli Omega3, vero e proprio toccasana. Sapete cosa sono gli Omega3? Se lo sapete buon per voi. Se non lo sapete è lo stesso. Tranquilli, si può vivere serenamente anche ignorando cosa siano questi fantomatici Omega3.

Ma la cosa assurda è che siamo in tempi di crisi senza sbocco apparente.  Ogni giorno si registrano casi di aziende che chiudono, di gente che perde il lavoro, di imprenditori che si suicidano perché non reggono al fallimento, di genitori disperati perché non sanno più come dar da mangiare ai figli, di uno strato sociale di povertà che si allarga di giorno in giorno e sta diventando una vera bomba sociale già innescata e pronta ad esplodere,  di pensionati al minimo che sono già fortunati se riescono a comprare il pane ed il latte.

In questa situazione quasi apocalittica  ti ritrovi in televisione un tizio, apparentemente in buona salute e non in preda a turbe mentali, che, tomo tomo e cacchio cacchio (come direbbe Totò), invita la gente a mangiare frutta e verdura cinque volte al giorno (mentre c’è gente che se riesce a fare anche un solo pasto decente al giorno è un miracolo) e comprare il pesce perché fa bene alla salute. Roba che, con quello che costa il pesce, per mangiarlo tre volte a settimana bisognerebbe chiedere un mutuo in banca. Per restare in tema, questi nutrizionisti “del cavolo“, bisognerebbe “prenderli a pesci in faccia”. E non potrebbero nemmeno lamentarsi, perché il pesce contiene Omega3 e fa bene alla salute. N’est pas?

Oh, mi sono sfogato con queste diete, nutrizionisti, ricette della felicità e  ricercatori del cavolo. Quando ci vuole ci vuole; anche sfogarsi fa bene alla salute. Ecchecavolo!

2 pensieri su “La dieta del cavolo

  1. Annamaria

    Quando ti leggo, non riesco a non scriverti la mia cavolata!Ecchecavolo, ormai siamo alla paranoia! N’est-ce pas? Dillo che hai fatto l’errore apposta! Se poi pensi che…frutta e verdura sono al conservante, non tutti hanno l’orto,il pesce è ricco di mercurio, oltre che di Omega3,che se ne vanno…quando è sul piatto!…che la carne, da mangiarsi solo due volte alla settimana, meglio "bianca", pollo non di batteria ,come il coniglio, l’altra alza il colesterolo…pane e pasta…in minime dosi…troppi carboidrati fanno ingrassare…insomma, cavoli a merenda, che si deve mangiare? Ed allora…tutti a pane e acqua!!O, a dieta, con la "Tisanoreica" e il tizio che la pubblicizza! Uno zombie! Quando…metà del mondo…muore di fame e l’altra metà…quando non è a dieta…pare butti molto cibo…pari a metà di quello che compra…nel pattume!Questa è la civiltà, bellezza! Eccoti la mia cavolata quotidiana! Grazie.E…cestina
    …se le cavolate…sono troppe!!

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    1. Giano

      Non è voluto, è proprio un errore. Questa volta hai ragione tu. Le reminiscenze scolastiche cominciano ad essere un po’ sbiadite e questo è il risultato. Le cavolate sono perfettamente in tema… 🙂

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