Bersani: li sbraniamo

Se qualcuno si azzarda ad insinuare una responsabilità del PD in merito all’affare MPS “Li sbraniamo“, dice Bersani. E lo fa usando, come al solito, quel tono di voce perentorio, stentoreo (che tanto piace e che rassicura  gli amici, sostenitori e simpatizzanti), che non lascia spazio a dubbi, interpretazioni e repliche; proprio di chi è convinto di avere la verità in tasca, innata, per concessione divina. Se lo dice lui è verità.

Una volta, per garantire l’assoluta attendibilità di una notizia, si usava l’espressione: “L’ha detto la radio“. Poi, col progresso tecnologico, si passò a “L’ha detto la televisione“. Oggi si potrebbe dire “L’ha detto Bersani“. Sì, al nostro uomo di Bettola (tutto un programma), quello che non passa il tempo a smacchiare giaguari, quello che si esprime per battute, metafore e similitudini, si potrebbe applicare quanto i discepoli di Pitagora usavano dire riferendo affermazioni del maestro “Egli stesso l’ha detto“, intendendo che, quindi, si trattava di assoluta verità. In tempi in cui regna il relativismo più sfrenato, l’unica eccezione è lui: se lo dice Bersani è verità assoluta. Ipse dixit!

In questi giorni di campagna elettorale, sta dando il meglio di sé per cercare di presentarsi come l’uomo nuovo, quello del cambiamento, quello che ha una missione speciale: salvare l’Italia. Quello che, essendo  scampato alla rottamazione viene già accreditato di poteri magici. Qualcuno sostiene che faccia anche miracoli. Si dice che al suo paese, Bettola, pronunciando strane formule davanti al distributore del padre, abbia trasformato la benzina in lambrusco. Altri hanno già preparato uno striscione “Bersani santo subito“.

E come apprendista beato (in attesa di santificazione) non accetta insinuazioni e critiche. Così alle contestazioni di Monti, invece che rispondere a tono, dice che “Monti ogni giorno ci trova un difetto“. Il che è un modo come un altro per non rispondere alle accuse. Ieri, in un convegno a Genova, ha riaffermato  che “La prossima legislatura dovrà essere caratterizzata dalle parole moralità e lavoro“. Senza approfondire troppo, per carità. Meglio accennare vagamente a moralità e lavoro, senza entrare nel merito e parlare di proposte concrete. Così ognuno ci vede quello che vuole e tutti sono soddisfatti.

Del resto il lavoro è un argomento complesso e pericoloso, specie se non hai le idee molto chiare su come affrontare la crisi economica. La morale, poi, è un argomento quasi tabù, da evitare accuratamente se non vuoi impelagarti in discussioni interminabili solo per stabilire cosa sia la morale e darne una definizione condivisibile da tutti.. Meglio evitare e restare sul vago. Però buttiamola lì, perché già appellarsi alla morale è quasi una garanzia di onestà. Loro hanno l’onestà preventiva, a priori. Si dà per scontato che siano onesti e brave persone. La loro è una onestà assiomatica. Un po’ come il premio Nobel per la pace assegnato ad Obama. Era stato appena eletto, ma gli venne assegnato il premio ancora prima che avesse fatto qualcosa. Una specie di acconto sui futuri miglioramenti. Prima gli conferiamo il premio, poi si vedrà.

Sono talmente onesti che loro sono sempre fuori da tutti gli scandali e scandaletti che li hanno sfiorati. Non sanno niente del “Tesoro di Dongo“, misteriosamente sparito, dopo essere stato preso in consegna dai partigiani rossi che arrestarono Mussolini mentre tentava la fuga. Non sanno niente delle vagonate di rubli che finanziavano il PCI, provenienti da Mosca, ovvero da una potenza che, in tempi di guerra fredda, era considerata una potenza ostile. In tempi di guerra vera sarebbero stati accusati di intelligenza col nemico ed alto tradimento. Ma in Italia per il quieto vivere, si chiudeva un occhio, anzi due. Compagni, zitti e Mosca!

In tempi di “Mani pulite” non sapevano niente del compagno Greganti, quello che aveva un conto molto consistente in Svizzera, ma dichiarò trattarsi di un conto personale, evitando di coinvolgere il partito. Non sapevano niente di una valigetta contenente 150 milioni, portata a mano nella sede di via Botteghe oscure, ma di cui non si scoprì chi avesse ricevuto i soldi. Né valeva, in quel caso, ciò che aveva portato in carcere altri esponenti di altri partiti, l’accusa che “Non poteva non sapere…”. Valeva per tutti, eccetto per il PCI. Non vale nemmeno per Bersani che sulla vicenda di tangenti, grandi appalti e finanziamento occulto al partito che vede imputato il suo stretto collaboratore, Filippo Penati, non sapeva nulla. Era all’oscuro di tutto, povero figliolo; non gli dicono mai niente.

Non sapevano nulla dell’acquisizione della banca Antonveneta, né di Fiorani, Consorte e della scalata alla Banca nazionale del lavoro. E se ti permetti di pubblicare la famosa telefonata di Fassino “Abbiamo una banca?” ti querelano e ti condannano a pagare i danni morali. Le intercettazioni di D’Alema, invece, non sono pubblicabili perché all’epoca dei fatti il nostro velista per caso era europarlamentare ed il parlamento europeo non concede l’autorizzazione all’uso delle intercettazioni. In qualche modo ne escono sempre puliti; curioso, vero? Sì, perché in Italia, a quanto pare,  c’è una sola persona che si può intercettare tranquillamente: Berlusconi. E tutte le sue telefonate, anche quelle private, che nulla hanno a che vedere con inchieste in corso, vengono regolarmente pubblicate su tutti i giornali, compreso il Corriere delle giovani marmotte. Tutti gli altri sono coperti da segreto istruttorio e guai a chi svela qualche dettaglio. Se poi intercettano per caso il Presidente Napolitano, su questioni gravi come la trattativa Stato-mafia, allora scatta il conflitto di competenza e si chiede che le registrazioni vengano distrutte. Strano, ma vero.

Questi ex/post comunisti riciclati sono così: prendere o lasciare. E soprattutto non azzardatevi a sospettare niente di men che corretto sul partito. Loro sono sempre innocenti, puliti ed estranei a qualunque affare poco chiaro. Non sanno mai niente.  “Noi abbiamo le mani pulite” gridava Occhetto, mentre i magistrati milanesi facevano il lavoro sporco, inquisivano i maggiori esponenti dei partiti, facendo piazza pulita di tutta una classe politica, eccetto il PCI,  e preparando la strada alla vittoria della “gloriosa macchina da guerra” di Occhetto. “Noi siamo persone perbene“, gridava ancora Fassino, escludendo qualunque interesse e implicazione del partito sulla scalata alla BNL. Loro sono così, si autoassolvono. Si esaltano, si incensano, si ergono a modelli di onestà e perfezione morale. Lo ripetono ad ogni occasione, come un mantra. Così, a furia di sentirlo dire, entra nel cervello e si convincono davvero di essere diversi e migliori dagli altri; anzi, gli unici sulla piazza casti e puri come verginelle, senza macchia e senza paura, come antichi cavalieri. E’ un normalissimo processo mentale, si chiama “autosuggestione“.

Così, oggi, il nostro smacchiatore folle, dopo aver rilanciato il programma incentrato su “Lavoro e moralità“, dice che sui conti pubblici bisogna intervenire “con il badile” (!) E per essere ancora più chiaro(!?) sui costi della politica, afferma “Noi metteremo il cacciavite nella spesa pubblica“. Chiaro? Ecco la soluzione di tutti i problemi italici, dalle pensioni minime ai precari, dai cassintegrati alla chiusura delle aziende, dal debito pubblico alle spese della casta. Tutti si affannano per trovare il rimedio, ma solo lui ha la soluzione pronta e geniale: badile e cacciavite. Sfido io che poi i fedeli seguaci, incantati di fronte a tanta genialità, invocano “Bersani santo subito“. Ma se per salvare l’Italia bisogna intervenire con badile e cacciavite, perché hanno incaricato Mario Monti ed il suo governo di tecnici? Bersani, poteva svegliarsi prima. Bastava ingaggiare una decina di contadini e meccanici che, fra l’altro, ci sarebbero costati anche molto meno di Monti e i suoi discepoli. No?

Chiaro che davanti a queste dimostrazioni di genio italico non si possa nemmeno per sbaglio tentare una qualche critica o insinuazione su rapporti poco chiari sulla relazione fra il PD e la banca MPS, da sempre e notoriamente controllata dal PCI/PDS/DS/PD. Lo sanno tutti e, in questi giorni, tutti lo ripetono su stampa e TV. Vedasi, in proposito, un articolo che figura oggi sul Corriere firmato da Sergio Rizzo. E’ il classico segreto di Pulcinella, lo sanno tutti, ma se qualcuno si azzarda, dice Bersani, ad ipotizzare relazioni e responsabilità del PD “Li sbraniamo“. Mamma che paura.

Bene, allora caro Bersani, visto che lo sanno tutti e tutti lo ripetono e lo scrivono, non le resta che cominciare l’opera di sbranamento generale. Sbrani, sbrani pure a piacere. Mica vorrà rimangiarsi la parola. E no, questa è gente seria, onesta, perbene, hanno le mani pulite e quando fanno una promessa (o una minaccia), poi mantengono la parola data. Coraggio, Bersani, sbrani pure e…buon appetito.

Quelli che “Noi abbiamo le mani pulite…”

A proposito del tesoro di Dongo e dei moralisti rossi

Il 29 aprile 1957, alla Corte d’ Assise di Padova, cominciò il processo per scoprire la fine fatta dall’ oro di Dongo e per condannare i colpevoli e i mandanti dei delitti che ne erano stati la conseguenza. Fra gli imputati, i capi partigiani comunisti Fabio Vergani e Dante Gorreri, accusati di avere ordinato gli assassini e di avere consegnato la maggior parte del tesoro al Pci. Ma un giudice del processo si tolse la vita e siccome non verranno supplenti, la causa fu rimandata e da allora nessuno ne ha più  sentito parlare. In compenso Vergani e Gorreri vennero salvati col solito sistema di eleggerli deputati per più legislature, fino a prescrizione del crimine. E le autorizzazioni a procedere nei loro confronti richieste dalla magistratura furono sempre, come usa anche oggi, respinte dalle Camere.” (Silvio Bertoldi – Corriere della sera 14 settembre 1993)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...