Ingroia e Santoro (q.b.)

Ingroia era ospite a Servizio pubblico di Santoro. Disteso, tranquillo, sorridente; si vedeva chiaramente che aveva la sicurezza di chi sa di giocare in casa. Così era, infatti. Da quando il baffone inviato speciale, Sandro Ruotolo, si è candidato “per spirito di servizio” (così ha dichiarato) con il pm palermitano, per Ingroia è stato come andare a visitare i parenti del fido  seguace. Già, perché Ingroia è stato definito da Oliviero Beha “magistrato senza macchia e senza paura” (Tiscali e la par condicio). Una specie di Ivanhoe moderno. E Ruotolo, ovvio, è uno dei suoi fedeli scudieri; insieme al comunista Ferrero e l’altro comunista Diliberto. Ora partiranno per la missione speciale “Salvare l’Italia“; come Brancaleone alle crociate.

C’è un sacco di gente, ultimamente, che ha deciso di salvare l’Italia. La cosa è preoccupante, vista anche la composizione di questo drappello di temerari che, come il mitico  7°Cavalleggeri “, combattono contro gli indiani per difendere i pacifici (!?) colonizzatori del West. Evviva, Arrivano i nostri…”. Ora bisognerebbe trovare un altro salvatore  che ci salvi dai salvatori. Mah, per restare in tema, potremmo ingaggiare i Magnifici sette!.

Ecco perché si sentiva a proprio agio. Del resto il padrone di casa ha fatto di tutto per accoglierlo in maniera degna, con grande senso dell’ospitalità. Per esempio, ha evitato di fargli trovare davanti  un interlocutore che avrebbe potuto metterlo in difficoltà; come è successo alla prima puntata di “Leader” di Lucia Annunziata, dove era presente Sallusti che ha dato vita ad una accesa polemica sulla legittimità del magistrato a candidarsi a Palermo. No, Santoro è andato sul sicuro e, fra tanti personaggi di rilievo che poteva invitare, ha chiamato Mara Carfagna. Una garanzia di “non belligeranza” e la par condico è salva.

Infatti la Carfagna, tentando di rispondere alle solite accuse contro Berlusconi, pone una domanda precisa: “Se milioni di italiani lo votano (Berlusconi) sono tutti deficienti?”. “Sìììììììì….”, risposta immediata ed all’unisono della claque santoriana. Ora, chiunque non sia molto ingenuo sa bene che il pubblico (scelto accuratamente) di Santoro è una specie di spalla del conduttore, sempre pronto a sottolineare con grandi applausi le battute, le allusioni, le insinuazioni, gli sberleffi del capocomico; specie se contro Berlusconi.  Ecco perché, dando per scontato che la risposta del pubblico sarebbe stata quella che è stata, era assolutamente da evitare di porre quella domanda retorica. Ma la nostra Carfagna non lo sa. Benedetta figliola, ma dove vive, in Burundi? E’ chiaro il perché Berlusconi ha deciso di prendere in mano la situazione e di impegnarsi personalmente nella campagna elettorale. Se avesse lasciato il partito in mano a questi esponenti, avrebbe finito per prendere meno voti di Giannino.

Anche la “saccente” (così l’ha definita Aldo Grasso sul Corriere) Giulia Innocenzi è conforme all’atmosfera amichevole da “visita parenti” che si respira nello studio. Con quell’aria da saputella (dice bene Grasso), il tono monotono, almeno 3 o 4 toni sopra il normale, cantilenante, assente qualunque variazione espressiva, con un’aria da puzzetta sotto il naso, risulta antipatica e particolarmente irritante. Bene, piccolo passo indietro. Ogni volta che Berlusconi è ospite in TV piovono critiche sui conduttori colpevoli di non fare al Cavaliere domande precise e circostanziate per metterlo in difficoltà. Lo stesso Santoro, subito dopo aver ospitato Berlusconi,  ha subito critiche feroci  da parte di tutti i commentatori, specie di sinistra.

Bene, allora vediamo se questa volta la Innocenzi riesce a superare l’esame e fare domande impegnative. Dopo aver ricordato l’incarico ONU   in Guatemala, chiede ad Ingroia se  ritenga che accettare quell’incarico sia stato opportuno. Bella domanda, vero? Chissà quanto ci ha pensato per arrivare a pensare una domanda simile; cattiva, insinuante, pericolosa, imbarazzante. Più o meno come se avesse chiesto “Come ha passato le feste di Natale e Capodanno?“.Beh, ma non è da tutti fare le interviste. Per arrivare a queste altezze giornalistiche bisogna essere del mestiere ed avere una lunga carriera alle spalle. La Innocenzi non ha niente di tutto questo, ma fa finta di non saperlo.

Il nostro ospite, cercando di spiegare il suo nuovo impegno in politica, ha fatto un lungo e confuso discorsetto accennando vagamente a forze e partiti che sono presenti nella società, ma non in Parlamento. Anche un bambino capisce che si riferisce ai comunisti. Ma Ingroia non pronuncia mai quella parolina “comunismo“. Questi comunisti hanno uno strano senso del pudore; sono comunisti, ma preferiscono non parlare di comunismo. Come Napolitano che, in occasione della giornata di commemorazione dei caduti nelle foibe iugoslave, riuscì a tenere un lungo discorso senza mai citare la parola “Comunismo”. Non è da tutti, bisogna avere doti particolari per avere queste grandi capacità dialettiche; oppure basta essere comunisti.  (Foibe ed amnesie).

Ora, i comuni mortali,  davanti ad un Ingroia che di punto in bianco abbandona un prestigioso incarico ONU, lascia il Guatemala, torna in Italia e si butta in politica, creando un suo movimento “Rivoluzione civile” che viene sostenuto da Rifondazione comunista di Ferrero e dai Comunisti italiani di Diliberto, sarebbero caduti nella trappola ed avrebbero fatto una domanda facile facile, scontata e banale: “Ingroia, lei è comunista?”. Così, tanto per “Vedere l’effetto che fa…”, cantava Iannacci.

Sì, ma voi non siete giornalisti, non fate i conduttori televisivi, non siete abilitati. Insomma, non finirete mai in televisione a fare domande scomode agli ospiti. Bene, questo è tutto,  cosa sia successo dopo non lo so. Appena Santoro ha annunciato che dopo la pubblicità, sarebbe arrivato Travaglio, ho spento. Il medico mi ha proibito espressamente di seguirlo, pena gravi complicazioni al fegato, al cuore ed alla zona scrotale. Sì, questi tribuni mediatici sono pericolosi: Santoro, Travaglio, Lerner, Annunziata, Iacona…dovrebbero avere una targhetta, un avviso, come le sigarette: “Nuoce gravemente alla salute.

Bisognerebbe evitarli accuratamente, come lo zucchero per i diabetici o il glutine per i celiaci. E se proprio non riuscite a farne a meno, assumeteli a piccole dosi, moderatamente, come il sale e le spezie nelle ricette di cucina: Q.B. (quanto basta).

Un pensiero su “Ingroia e Santoro (q.b.)

  1. indian

    Se Ingroia fosse comunista sarebbe solo un ulteriore merito. “Comunista” non è un insulto, o meglio lo è solo per i camerati di Berlusconov, non per le persone democratiche che desiderano più equità e giustizia.
    Santoro poi è talmente comunista che mette insieme due esponenti del pdl a starnazzare banalità, visto che non sono state capaci di fare altro.
    Quando il medico proibisce qualcosa, significa che non si è proprio a posto…

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