Febbre suina e Stendhal

Torna l’incubo dell’influenza suina in Sardegna: “Febbre suina, positivi altri cinque malati” (Unione sarda). Mi viene in mente un vecchio post di alcuni anni fa in cui in cui rivelavo, in anteprima, le sensazionali scoperte di un autorevole ricercatore del MIT (Marmilla Institute of Tecnology). Sosteneva, l’illustre studioso, che la famosa “Sindrome di Stendhal” fosse in realtà dovuta non all’estasi causata dalla bellezza delle opere d’arte, ma agli effetti dei suini, o meglio, dei prodotti da essi derivati ed alla particolare predilezione dello scrittore francese per i salumi ed insaccati vari gustati durante la sua visita in Italia.

Nuove ipotesi sulla sindrome di Stendhal.
Si usa definire “Sindrome di Stendhal“, quello stato di estasi che può colpire gli animi più sensibili, davanti alla bellezza delle opere d’arte.
In realtà, secondo i risultati di una lunga ricerca condotta dal prof. Cicittu Scrapuddu delle università associate di Pompu, Simala e Masullas, le cause della suddetta sindrome sarebbero di origine più prosaica ed individuate nella carne suina, in particolare negli ottimi e gustosissimi insaccati (di cui, a quanto afferma il prof. Scrapuddu, Stendhal era golosissimo) che se ne ricavano: mortadella, coppa, guanciale, pancetta, prosciutto, culatello, zampone, salami, cotechino; vere specialità dell’Emilia Romagna dove lo scrittore soggiornò a lungo, durante la stesura del suo capolavoro “La certosa di Parma“.

Un consumo eccessivo di tali insaccati, specie se unito ad abbondanti bevute di vino rosso (pare che il Lambrusco sia il più indicato), produrrebbero uno stato mentale di beatitudine e di estasi. Secondo il prof Scrapuddu, che nel corso di anni ed anni di ricerche ha effettuato degli esperimenti non solo nella zona di Parma e dintorni, ma in diverse zone della Marmilla, gli stessi effetti della sindrome di Stendhal si ottengono facendo delle grandi mangiate di “Casu marzu” innaffiato con dell’ottimo Cannonau.

E ciò avvalora la teoria dell’illustre studioso.
Il prof. Scrapuddu ha illustrato la sua teoria in una vasta e documentata relazione “La fisica quantistica applicata ai salumi: la funzione d’onda del cotechino”, pubblicata dalle maggiori e più autorevoli riviste scientifiche, che gli valse la segnalazione per il premio Nobel. Ma egli, più modestamente, usa riassumere la sua geniale scoperta in forma poetica con una semplice quartina.

La sindrome di Stendhal

Giunse Stendhal a Parma un bel mattino
e fra prosciutti, coppa e cotechino,
d’un tratto gli andò in estasi il cervello;
la sindrome scoprì del culatello.

 

6 pensieri su “Febbre suina e Stendhal

  1. Annamaria

    Trovo interessante ciò che hai scritto…ma un po’…fantasmagorica! Anche se…avvalorata…da illustri prof…oni! Rimango alquanto scettica!!! Avendo letto, studiato e amato Stendhal…mi ribello…a ciò che hai scritto.
    Cordialità.

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  2. Annamaria

    Giano bifronte, signore dei “passaggi”…che dai il nome a gennaio! Da dove spunti? Quali sono i tuoi ” passaggi “? Ti ho
    scoperto, oggi, per caso e per curiosità! Sei proprio così…
    variegato,scoppiettante e spumeggiante? I tuoi argomenti spaziano ovunque, con notevole fantasia e leggendoti, qua e là, penso che la tua ironia, la chiamiamo così? sia quasi…rara…unita poi ad un certo scherno, diventa una bomba!Manca, però…il “Chi sono”. O, mi è sfuggito? Sì, chi sei? Non mi piace sapere con chi ho a che fare! L’owner, deve lasciare trapelare qualcosa di sè! O, preferisci la sospensione
    temporale e spaziale?! Enigma sei,come la Sfinge.Verrò a trovarti qualche volta. Sono troppo “innamorata” del mio blog
    preferito, ormai…Non posso tradirlo. Cordialità.

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