Pesca miracolosa, senza licenza

E’ davvero un miracolo: pesche talmente speciali che valgono oro. Succede in Italia; e dove se no? Succede che l’Italia è invasa da milioni di “migranti” che occupano strade e piazze delle nostre belle città, per vendere cianfrusaglie di ogni genere, senza permesso di soggiorno, senza cittadinanza, senza licenza. Ma guai a toccarli o multarli. Intervengono subito le pie donne, le dame di carità, i boy scout, la Fatebenefratelli, l’ONU e la Boldrini, alto commissario per i rifugiati. Guai a prendersela con i “migranti”, perché…”Poverini, anche loro devono campare“.

Siamo buoni, specie a Natale, tolleranti e disposti a chiudere un occhio su tutto; anche su rapine, stupri quotidiani ed anziani aggrediti in casa, derubati e spesso ammazzati. E quasi sempre queste azioni criminali sono opera di stranieri. Ma non si può dire. Bisogna far finta di non vedere e non sapere, perché se si mette in dubbio l’accoglienza di chiunque arrivi in casa nostra, si è accusati di xenofobia e razzismo, le anime belle ne soffrono (sono così sensibili!) e l’alto commissario ONU ci accusa di non rispettare i diritti umani.

Allora, è vero che un terzo dei detenuti nelle carceri italiane sono stranieri e sono “ospitati” a spese della collettività. Lo hanno riportato di recente anche i media, a proposito del sovraffollamento delle carceri (su circa 60.000 detenuti, più di 20.000 sono stranieri). E’ vero che gran parte dei crimini quotidiani sono compiuti da stranieri, ma non si può dire. Silenzio stampa.

Ed ecco, invece, una notizietta di quelle davvero curiose che ci fa capire che in Italia si usano due pesi e due misure, anche quando si tratta di frutta e verdura: “Pensionato vende senza licenza; multato”. O bella, come si permette di vendere senza licenza. Non è mica un africano “migrante”! Quelli sì che possono vendere senza licenza, senza documenti, senza pagare tasse. Ma un italiano, anche se pensionato al minimo e che cerca di rimediare qualcosa per  campare, mica può permettersi di vendere una cassetta di pesche senza regolare licenza. I pensionati italiani mica sono marocchini! E non sono neppure parlamentari, o consiglieri regionali,  che possono attingere ai fondi riservati ai gruppi per spese personali di ogni genere. No, i pensionati possono solo crepare, per la gioia dell’INPS.

Così succede che a Seravezza (Lucca) un pensionato cercasse di vendere delle pesche. Un camion di pesche? Un camioncino, un carretto, un’Ape? No, molto meno; una semplice cassettina con 35 pesche. Viene fermato dai vigili e, come regalo di Natale (siamo più buoni, no?)  viene multato per 5.000 euro.  Pesche a peso d’oro; un miracolo. Viene spontaneo parafrasare una famosa battuta da “Johnny Stecchino“: “Ma quanto costano le pesche a Seravezza?”.

Ma la domanda ancora più inquietante è questa: “Ma in Italia ci siamo davvero rincoglioniti completamente?”. E come mai gli immigrati clandestini che vendono cianfrusaglie inutili nelle piazze d’Italia sono tutelati dall’ONU, ma non c’è nessun “Alto commissario” ONU che tuteli i pensionati che cercano di vendere 35 pesche per campare? Boh!

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