Obama e il lacrimatoio di bronzo

Ha vinto di nuovo, il nostro Barack. La volta precedente, a pochi mesi dall’elezione, forse per effetto di un improvviso ed inaspettato innamoramento collettivo obamiano (una specie di virus diffuso in maniera inarrestabile dagli USA all’Europa)  fu insignito del Nobel per la pace, assegnato in via preventiva sulla fiducia. Questa volta, visto che sembra ripetersi la pandemia affettiva,  quale premio inventeranno? Certo un premio di prestigio, come si addice ad un presidente tanto amato ed osannato. Ho la sensazione che, tanto per cominciare,  gli verrà assegnato l’Oscar, sempre in via preventiva e sempre sulla fiducia.

Sembra che, visto il precedente di Ronald Reagan, il quale cominciò come attore e finì da presidente, Obama, in ossequio al suo motto “Change“, voglia invertire il percorso e, una volta finito il mandato come presidente, visto che non potrà ricandidarsi,  diventerà attore. Il suo primo film sarà il remake di “Indovina chi viene a cena“, celebre film con Spencer Tracy e Sidney Poiter. Il titolo sarà “Indovina chi viene alla Casa bianca“. Narrerà la storia del piccolo Barackino che, partendo dalla Capanna dello zio Tom, crescerà temprato da mille ostacoli e, finalmente adulto, diventato Barackone, approderà alla White House.  Si prevede uno straordinario successo di pubblico e critica.

In verità gli Oscar saranno due: uno come “miglior attore esordiente ex presidente” e l’altro, grazie alla sua appassionata e convincente recitazione nell’nterpretare il ruolo di candidato progressista nella campagna elettorale, come “miglior presidente ex attore“. Una menzione speciale, inoltre, gli verrà attribuita come riconoscimento per la sua caratteristica camminata che lo fa somigliare, stranamente, ad un Gianni Morandi molto abbronzato.

Ma non è tutto. Fonti bene informate assicurano che ad Obama verranno assegnati altri numerosi premi. Fra i tanti anche il prestigioso premio Pulitzer per il giornalismo; grazie ad un tema che scrisse da ragazzo, una specie di reportage  sui localini di Chicago in cui si mangiavano i migliori hamburger, di cui Obama è notoriamente ghiotto.

La notizia non è confermata, ma pare che sia in arrivo anche un altro prestigioso riconoscimento: il Grammy Award, quale miglior interprete di “I’m singing in the rain“, che Obama usa cantare sotto la doccia.

Intanto, anche in Italia, tanto per celebrare degnamente il presidente USA e le sue straordinarie doti, pare che gli verrà assegnato l’ambito premio televisivo “Telegatto“, grazie alla faraonica messinscena della sua campagna elettorale che, secondo gli esperti del settore, è stata giudicata come “il miglior show dell’anno“.

E non finisce qui. Sembra che altri prestigiosi riconoscimenti verranno attribuiti alla premiata ditta Obama and family. Quasi certa l’assegnazione di un premio “La melanzana d’oro” alla moglie Michelle, grazie al suo grande impegno nel curare l’orto biologico presidenziale. La rivista Vogue, dopo aver assegnato per ben due volte un premio all’eleganza di Michelle, inventerà qualche nuovo riconoscimento per l’acconciatura, le scarpe, lo smalto delle unghie, le spalle da scaricatore di Harlem o per il suo incedere da amazzone appiedata. Insomma qualcosa si inventeranno per omaggiare la First Lady.

Un altro premio speciale verrà creato ex novo apposta per Bo, il cane della Casa bianca, il quale verrà insignito della medaglia “Cucciolo d’argento“, quale miglior “First Dog” degli ultimi 150 anni. L’elenco dei vari premi verrà aggiornato periodicamente, con anticipazioni e curiosità quotidiane, in modo che la Baracka family sia sempre in prima pagina.

E non finisce qui. Una delle prime frasi ad effetto pronunciate da Obama, subito dopo l’elezione, è stata: “Il meglio deve ancora venire“. E questa inquietante affermazione (“Il senso lor m’è duro“, direbbe Dante) è subito finita in prima pagina su tuttti i giornali come titolo d’apertura. Grazie a questa arcana ed indecifrabile previsione per il futuro, roba da far impallidire la Pizia del tempio di Apollo, l’associazione Maghi democratici ha conferito a Barack il premio “Nostradamus” per la miglior previsione presidenziale degli ultimi 300 anni!

E’ incredibile come la gente si faccia ancora abbindolare dalle parole, specie quando non hanno significato e senso pratico. Anzi, più sono vaghe e senza significato e più fanno presa, specie se a pronunciarle è Obama (Come acqua fresca). Ed è ancora più incredibile come la stampa dia tanto spazio a queste emerite sciocchezze e le esalti come grandi affermazioni programmatiche. Già, ma loro ci campano. Questa “perla” presidenziale ha lo stesso valore di “Domani è un altro giorno“, di Rossella O’Hara nella scena  finale di Via col vento!

Ma il momento più toccante della sfida elettorale è stato il discorso del presidente subito dopo l’annuncio dei risultati. Davanti ad un pubblico in delirio (così riportava la stampa), ha esordito, rivolto alla moglie Michelle, affermando che non l’ha mai amata come in quel momento. E che se lui poteva festeggiare la vittoria era perché Michelle, 20 anni prima, aveva accettato di sposarlo. E concludeva dicendo che era felice che l’intera America la amasse. Più che il discorso di un presidente eletto, sembra una scena da una telenovela brasiliana degli anni ’80. Una bella e commovente storia d’amore. Mancava solo il sottofondo con una adeguata colonna sonora, tipo “Love Is A Many-Splendored Thing”!

Oggi, invece, leggiamo che Barack, rivolgendosi ai suoi collaboratori di Chicago per ringraziarli dell’impegno e del lavoro fatto, è scoppiato in lacrime. Davvero toccante, un presidente dalla lacrima facile, si commuove facilmente. Magari, grazie a questa predisposizione alla lacrimuccia, gli assegneranno un ulteriore premio: il “lacrimatoio di bronzo” (tanto per essere in tinta…).

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