La legge e Berlusconi

Berlusconi condannato, in primo grado. Pene pesanti: quattro anni di carcere, multa da 10 milioni di euro ed interdizione dai pubblici uffici. A condannarlo la stessa magistratura che da quasi 20 anni ne ha fatto il bersaglio di decine di processi. La stessa magistratura che, facendo ridere mezzo mondo, ha condannato gli scienziati della Commissione Grandi rischi perché, non averndo la sfera di cristallo, né i superpoteri di Jucas Casella o del mago Casanova,  non avevano previsto il terremoto de L’Aquila. La stessa magistratura che condanna Sallusti, direttore del Giornale, a 14 mesi di carcere per un articolo “diffamatorio” che non è stato nemmeno scritto da Sallusti, ma da Farina. Ma, si dirà, la legge è legge. Sarà vero? Vediamo…

La legge è uguale per tutti. Per Berlusconi un po’ meno.

Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge; eccetto Berlusconi.

Tutto ciò che Berlusconi dice o fa costituisce prova di reato. Tutto ciò che Berlusconi dice o fa viene usato contro di lui.

Fino alla condanna definitiva vige la presunzione d’innocenza. Per Berlusconi vige sempre la presunzione di colpevolezza; anche dopo l’assoluzione.

Tutti possono chiamare la RAI e lamentarsi della faziosità di alcuni conduttori. Se lo fa Berlusconi è reato di concussione e abuso d’ufficio.

Tutti possono affermare liberamente di preferire le belle donne ai gay. Se lo dice Berlusconi è un gravissimo atto di omofobia.

Tutti possono realizzare profitti tramite la loro attività ed incrementare il proprio patrimonio. Se lo fa Berlusconi è perché ha rubato.

Tutti, nella propria abitazione, possono organizzare feste e ricevimenti, invitare amici e belle ragazze ed offrire loro dei regali. Se lo fa Berlusconi è istigazione alla prostituzione.

Tutti possono lamentarsi della eccessiva faziosità e partigianeria dei mezzi d’informazione. Se lo fa Berlusconi è grave intimidazione e attentato alla libertà di stampa. (A proposito di libertà di stampa vedi “Bavagli e querele“)

Se un deputato della destra, non avendo vincolo di mandato, passa allo schieramento di sinistra lo fa per libera scelta ed in piena autonomia e coscienza. Se un deputato di sinistra passa a destra è perché Berlusconi lo ha comprato.

Chiunque si chiami Silvio Berlusconi, risieda ad Arcore e sia o sia stato presidente del Consiglio è colpevole di qualche reato. E se non lo è lo sarà in futuro.

Se un cittadino si ferma in campagna a fare i suoi bisognini è semplice necessità fisiologica: Se lo fa Berlusconi viene inquisito per inquinamento ambientale.

Se una persona dichiara qualche chilo in meno del reale, per sembrare in forma, è una semplice bugia. Se lo fa Berlusconi viene inquisito per “Falso in bilancia“.

Di recente Berlusconi si trovava in un piccolo centro dell’agro laziale dove era in corso una sagra di prodotti locali. Avvicinatosi ad una bancarella per acquistare alcuni prodotti esposti, al momento di pagare gli sono scivolate le banconote dalle mani e, cadute per terra, si sono leggermente sporcate di fango. Le ha raccolte, ripulite un po’ ed ha pagato il conto. La procura di Roma ha subito aperto un’inchiesta: Berlusconi indagato per riciclaggio di denaro sporco.

Se qualcuno esagera nel raccontare le proprie avventure galanti è solo un po’ spaccone. Se Berlusconi fa una battuta ironizzando sulle sue prestazioni sessuali “Me ne sono fatte solo otto“, viene inquisito per  millantato credito.

Vedi anche:Berlusconi millanta“.

3 pensieri su “La legge e Berlusconi

  1. gianni

    A parte le ultime, (a partire dall’ "inquinamento ambientale" dove è chiara la ferve umoristica, in crescendo, impressa alla chiosa finale), tutti le altre sono figure retoriche che denotano, secondo me, caro Giano, una visione del mondo alquanto problematica. Che ci fossero apologeti a gratis del Cavavaliere, il cavalier imperando, rientra pienamente in un certo spirito italico che sempre guarda l’aquilone ovunque spiri il vento. Vederne ancora, postumi, è un perseverare che, più che di diabolico, sa di splendidamente ingenuo. Punto per punto si potrebbe confutare il quadretto raffigurante un pover’uomo (presidente del consiglio fino all’altro ieri)senza macchia e senza paura, braccato da una manica di toghe che, finalmente,mannaia in mano, stanno per decretarne il sanguinoso crepuscolo. Berlusconi condannato. Anche secondo me c’è un errore: di tempistica. Lo fosse stato 19 anni fa, ce ne saremo risparmiati 18 di ridicolo. Giano, a presto.
    P.S. Vorrei dire agli amici "Liberali per Israele" e alla loro, immagino, rivista:viva Israele! Ma no,vi scongiuro, non pubblicate, Toqueville potrebbe rigirarsi sulla tomba!

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