Migranti e balseros

Ogni giorno se ne scopre una nuova. La nostra stampa  ci delizia quotidianamente con errori, svarioni lessicali, bufale, gossipate e idiozie varie che scambiano per informazione. E sono specialisti nell’arte di mascherare la realtà con paraventi lessicali e neologismi. Classico esempio è l’aver chiamato “operatori ecologici” quelli che erano spazzini o netturbini.  Poi hanno sentito il bisogno, chissà per quale strano motivo, di chiamare i disabili “diversamente abili” e le persone normali “normodotati”. Sì, ci sarebbe da ridere se non fosse una cosa seria. Così gli zingari, che tutti chiamavano zingari da secoli, non sono più zingari, ma “Rom”. E quelli che arrivavano in Italia in barba alle leggi sull’immigrazione, li chiamavano “immigrati clandestini“. Poi, forse perché sentirli chiamare clandestini poteva creare qualche piccolo trauma alle anime sensibili, hanno concordato di chiamarli semplicemente “Migranti”. Insomma sono gente che arriva da noi come di passaggio, gente che “Migra”, non si sa bene dove e perché. Non sono proprio turisti, ma quasi. La differenza è che i turisti girano il mondo a loro spese, i migranti, invece, li dobbiamo accogliere, assistere e sostenere a nostre spese.

Bene, quindi tutti coloro che lasciano il proprio paese per andare in altri luoghi in maniera non conforme alle leggi sull’immigrazione, sono “Migranti“? No, non sempre, dipende. Ecco l’ultima della giornata. Se i migranti sono cubani che, su imbarcazioni improvvisate, scappano verso le coste di Usa e Messico da quel giardino delle delizie che è la Cuba comunista di Fidel Castro, allora non sono più migranti, ma “Balseros“. E, come se non bastasse, sono anche “Emigranti illegali“. La notizia viene riportata dall’ANSA e ripresa dal Corriere. Ora, perché quelli che arrivano in italia sono solo migranti e quelli che scappano da Cuba sono emigranti illegali?  Non è facile da capire, specie se non avete dimestichezza con la strana semantica della stampa nostrana. Per afferrare queste sottigliezze bisogna essere giornalisti o politici. Meglio se un po’ ipocriti: aiuta molto!

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