Rottami d’Italia

Ormai parlare di politica significa parlare di scandali, corruzione, uso spregiudicato del denaro pubblico, arricchimenti illeciti, feste da porcilaia, ostriche e champagne. E dire che con la fine della prima repubblica pensavamo di aver rinnovato la politica e messo la parola fine al malcostume, alla corruzione, alle ruberie! In confronto ai politici di oggi quelli di una volta erano dilettanti. Sembra, tuttavia, che sia stato raggiunto e superato il limite di sopportazione e di decenza. E qualcuno ha in mente di “rottamare” l’intera classe politica dirigente.

A destra Berlusconi ha dichiarato di voler voltare pagina, cambiare tutto, fondare un nuovo partito e rottamare il PDL. Al centro si sono già autorottamati da soli. Fini è stato il primo a rottamarsi (ma non lo aveva capito). Rutelli è scomparso dalla circolazione e, insieme a Fini e Casini,  cercano disperatamente di unirsi ad altri rottami per garantirsi ancora una poltrona in Parlamento. Casini “rottamato” da Montezemolo, continua a fare l’asino di Buridano, ma ormai non lo vuole nessuno, né a destra, né a sinistra. A sinistra Matteo Renzi, in quella specie di ridicola telenovela delle primarie del partito democratico, vuole rottamare Bersani e l’intero PD. Oggi, infine,  interviene Nichi Vendola che, a sua volta, vuole rottamare il rottamatore Matteo Renzi. Domani, forse,  qualcuno rottamerà Nichi Vendola. Poi si vedrà. E così, fra una rottamazione e l’altra, speriamo di liberarci definitivamente di questa vergogna nazionale. Ma cosa c’entra Vendola di SEL con Renzi del PD? Che c’azzecca, direbbe Di Pietro. Vendola può pensare di rottamare qualcosa o qualcuno in casa sua, non in casa d’altri.

Eppure questo personaggio, che ogni giorno è in prima pagina, rappresentava una esigua minoranza all’interno di Rifondazione comunista. Ed in occasione delle elezioni per la carica di segretario, all’interno del partito, fu sconfitto da Ferrero. Così, non accettando la sconfitta (deve avere uno strano concetto di democrazia), non avendo spazio vitale e volendo essere lui l’unico gallo nel pollaio (gallo…si fa per dire), uscì da Rifondazione e fondò un nuovo movimento.  Già a Rifondazione erano rimasti quattro gatti, ma si divisero ancora; due gatti di qua e due gatti di là! Ma grazie all’enorme spazio concesso dai media, il gatto Nichi ha acquisito sempre maggiore influenza ed oggi si sente una tigre al centro della scena politica, si sente autorizzato a rottamare in casa d’altri e si candida alle primarie della sinistra. Vuole diventare premier e governare l’Italia. Ma, se diventa premier, il suo amichetto canadese Eddy lo accompagnerà negli incontri ufficiali come “First lady“?

Ogni volta che vedo la sua faccia e le sue dichiarazioni quotidiane, mi viene in mente una celebre frase di Leo Longanesi: “Non sono le idee che mi spaventano, ma le facce che rappresentano quelle idee”. E la faccia di Vendola è un libro aperto, la rappresentazione degli effetti somatici di una personalità non propriamente limpida e cristallina (diciamo così…). Eccolo…

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