Stampa: cambia la musica

Quando si insedia un nuovo governo è il momento giusto per osservare un fatto curioso: il cambio di tono, di registro, di atteggiamento della stampa. Durante il dibattito parlamentare sulla manovra di risanamento l’opposizione scatenata accusò il governo di essere direttamente responsabile della crisi, dell’aumento dello spread, del crollo della borsa e della speculazione finanziaria. Il lunedì successivo la borsa scivolò a -3%. Ed i giornali titolavano: “Borsa in calo: boccia la manovra“. Rimarcando un rapporto diretto fra l’andamento della borsa e l’azione di governo. Per pura ironia il giorno dopo la borsa era in rialzo + 3%. Ma nessuno scrisse “Borsa in rialzo: approva la manovra”. Strano, vero?

La responsabilità diretta di Berlusconi è stato l’argomento forte per chiederne le dimissioni. Linea sposata in pieno e sostenuta da gran parte della stampa italiana che ogni giorno in apertura dedicava ampio spazio ai cori lamentosi delle prefiche ed alle Cassandre che annunciavano sciagure imminenti. “Siamo ad un passo dal burrone“, tuonava Montezemolo. E la Marcegaglia, ancora più tragica: “Siamo nel baratro. Il paese è in rovina“. “Siamo in piena emergenza. Berlusconi deve dimettersi“. urlavano tutti stracciandosi le vesti.

Poi Berlusconi si è dimesso e si è insediato Monti. E parte il nuovo corso della stampa. Lunedì scorso la borsa fa il tonfo a -5%. Ma nessun giornale titolava  “Crolla la borsa: boccia il governo Monti”. No, sembra che di colpo tutto ciò che era responsabilità diretta di Berlusconi non riguardi minimamente Monti. Spread, borsa, speculazione finanziaria, sono diventati fattori avulsi dal contesto politico. Si è passati dal costante e quotidiano attacco a Berlusconi al perfetto idillio con Monti. Eppure il nostro premier “tecnico” non ha fatto ancora niente se non rilasciare ogni giorno qualche dichiarazione di buone intenzioni. Niente provvedimenti urgenti, se ne parlerà in cdm solo fra una settimana, il 5 dicembre.

Ma ormai non c’è fretta, si può procedere con tutta calma. Berlusconi si è dimesso, il più è fatto. Non c’è più emergenza, sono scomparsi baratri e burroni e dove c’era una paese in rovina ora scorrono fiumi di latte e miele e la popolazione in festa gode una primavera perenne. Tanto che anche la pastorella Heidi, un po’ invidiosa, sembra decisa ad abbandonare i monti che sorridono e le caprette che fanno ciao e trasferirsi a Sesto san Giovanni per godersi in pieno le delizie del nuovo Eden italico.

Qualche tempo fa, Pierluigi Battista, in un video commento su Corriere.it, parlando della manipolazione dell’informazione e dell’uso strumentale che i giornali fanno delle notizie, avvertiva: “Non credete a quello che scrivono i giornali“. E se lo dice un autorevole editorialista del Corriere c’è da credergli. No, certa stampa non è seria, né onesta, nè corretta, né attendibile. E’ molto più serio il giornalino delle Giovani marmotte.

9 pensieri su “Stampa: cambia la musica

  1. Ottimo articolo. Ti inserisco nel nostro aggregatore su Facebook. Dacci una mano e facci un po’ di pubblicità se ti va! 😉

    ………….
    Grazie Jester. Non uso facebook. Basta e avanza il blog. Auguri comunque a voi ed al vostro aggregatore 🙂

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  2. Ciao, infatti l’Italiano consapevoel deve vedere quello che è stato fatto o NON fatto nell’intero periodo di governo. Un poco come andare dal chirurgo per farsi levare un’ascesso e pretendere che si guarisca in una settimana.

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  3. Ancora io non credo ai giornali, credo a quello che vedo attorno, disoccupazione, condannati in Parlamento e alla gente che fatica ad arrivare a fine mese. Non avendo tessere di partito, ne cancelli ideologici a senso unico posso permettermi di guardare in faccia alla realtà ed al male per il futuro dei miei figli, di qualsiasi colore provenga, Blù, rosso, verde o stelline che sia.

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  4. nel pizzino scritto da Gianni Lecca, quello beccato dai fotografi di Montecitorio, c’era scritto: “i miracoli esistono”, certo esistono, il miracolo più grande lo farà Monti, quello di far rimpiangere Berlusconi.

    La stampa non dice che gran parte del provvedimento salva Italia che il nuovo esecutivo adotterà è stato partorito dal governo di Berlusca

    TADS

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  5. Allora mi trovo in imbarazzo anche a rispondere, occorre vivere in Tribunale per acquisire una sentenza? Povera Italia come siamo combinati. Occorre vivere in un ospedale per riconoscere valida una cartella clinica?

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