Libia, ribelli e banane

I ribelli libici sono in crisi. Anzi, come ha dichiarato un rappresentante dei ribelli presente alla riunione dei “Volenterosi” a Roma, “rischiano la bancarotta“; come una qualunque impresa, azienda o società quotata in borsa. E visto che rischiano il fallimento e non possono nemmeno far ricorso alla cassa integrazione per ribelli disoccupati, chiedono aiuto, un piccolo aiutino di almeno 2 o 3 miliardi di dollari. Immediata la conferma di sostegno da parte dei “Volenterosi”. Anche il Qatar ha assicurato un finanziamento di 500 milioni di dollari.

Hanno ragione, poverini. Oggi fare i ribelli non è mica come una volta, quando si muovevano a piedi e si rifugiavano nelle foreste. Questi, come abbiamo visto dai servizi in TV, fanno la guerra in pick up! E quelli costano un sacco di soldi, consumano un mare di benzina e quegli esosi dei distributori non gli riconoscono nemmeno lo “sconto ribelli“. Di questo passo, per pagarsi le spese della rivolta, dovranno andare in banca e chiedere un mutuo trentennale. Via, non è serio chiedere un mutuo per fare i ribelli. Ne va della loro reputazione. Ecco perché 2 o 3 miliardini di dollari mi sembrano una richiesta ragionevole. Il minimo per dei ribelli che si rispettino.

Noi che, invece, dobbiamo fare i conti con la crisi, i tagli alle spese ed il debito pubblico, cercheremo di sostenere la causa organizzando una raccolta fondi volontaria. Che so, attraverso la vendita in appositi gazebo nelle piazze d’Italia, di graziosi cestini con datteri e banane di provenienza libica. Ma attenti, che siano quelli con il logo “Le banane del ribelle – Sono buone, sono belle“. Diffidate delle imitazioni. Pare che siano già pronti per essere immessi nella vendita dei cestini taroccati di provenienza cinese. Si riconoscono perché, non avendo i cinesi grande dimestichezza con i frutti tropicali, le banane sono dritte. Oppure si potrebbe organizzare una bella maratona televisiva “Telethon for Libia”. Sul tabellone invece che scorrere i dati sulla somma di denaro scorreranno direttamente i dati sulle armi (fucili, mitragliatrici, bombe, lanciarazzi) che sarà possibile acquistare e donare ai ribelli.

Il 1° maggio in “Bombe intelligenti” scrivevo: “…appena finita la “missione umanitaria” e fatto l’elenco dei danni, comincerà la corsa alla solidarietà, a suon di milioni di euro, per la ricostruzione. Noi siamo fatti così, prima distruggiamo, ma poi paghiamo le spese della ricostruzione“. Non ho dovuto aspettare molto per avere la conferma. Avantieri, nel vertice di Roma, si è infatti deciso di costituire un “Fondo speciale di solidarietà“, per sostenere finanziariamente i ribelli e per cominciare a pensare alla ricostruzione. Lo hanno definito “Un nuovo piano Marshall“. Ecco il titolo del Corriere…

Corriere Libia

Come volevasi dimostrare. Prima bombardiamo e distruggiamo, poi paghiamo le spese della ricostruzione di ciò che abbiamo distrutto con le nostre bombe. Si può essere più stupidi di così? Sì, forse con un piccolo sforzo di fantasia sarebbe possibile. Ma anche così siamo già ad un ottimo livello.

Intanto, giusto per ricordarci che lui è Nobel per la pace e che, quindi, non è secondo a nessuno, il presidente Barack Obama, la settimana scorsa, ha dichiarato di aver già stanziato a favore dei ribelli la bella sommetta di 30 milioni di dollari, per l’acquisto di ambulanze e materiale sanitario. A occhio e croce sono circa 40 miliardi di vecchie lirette. Cavolo, quaranta miliardi per acquistare ambulanze? Ragazzi, ma quanto costano le ambulanze a Bengasi? Boh !?

3 pensieri su “Libia, ribelli e banane

  1. Mary

    “Prima bombardiamo e distruggiamo” e… uccidiamo con le famose “bombe intelligenti” (ma dove si sono mai viste???) e poi accogliamo ‘sta povera gente, la scaldiamo, la dissetiamo, la curiamo, la accogliamo. RIDICOLI!!!!!
    Ciao Gianino

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  2. sally brown

    marshall…
    marshall…
    ma non era morto? Si…lo ricordo bene era quello che dava i soldi all’europa dopo averla bombardata ai tempi della seconda guerra mondiale…guarda che è morto. Dici di no?

    Per aiutare i ribelli raccolta fondi. Propongo la vendita di scatole cinesi foderate con vera pelle di zigrino di libico (così non offendiamo i cinesi, noti non certo per raddrizzare le banane)

    Mi pare singolare che obama faccia acquistare materiale sanitario e ambulanze per i ribelli: stai certo che se quelli non fanno prima l’assicurazione sanitaria non gli fanno neanche un’antitecanica.
    ole/.)

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  3. Il piano Marshall è stato un’ottima idea strategica.. forse il miglior metodo per sdoganare in Europa “democratizzazione” a base oligarchica e capitalismo
    Ma appunto Marshall non c’è più, questo nuovo signore che lo sostituisce sarà altrettanto bravo o farà la figura dei vari marshallini che negli anni hanno finanziato ribelli che poi si sono ribellati pure a loro?

    Una piccola nota sulla benzina (un OT) Sembra assurdo, ma in un paese che produce petrolio, fermando gli impianti di raffinazione i benzinai sono rimasti a secco.. Per liberare il nostro cargo italiano infatti il riscatto è stato pagato proprio in benzina.
    Paradossi

    una buona domenica

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