Libertà e democrazia

Ci risiamo, periodicamente arriva l’ennesima “autorevole” ricerca che stila graduatorie di democrazia. E ci dice che, come al solito, noi siamo in coda alla lista, che in Italia la democrazia è a rischio e lo è a causa della mancanza di…libertà di stampa: “Barometro della democrazia; l’Italia arranca“.

Ovviamente, apprendiamo la notizia dalla stampa. Strano, perché in un paese in cui non esiste libertà di stampa nessun giornale potrebbe denunciarlo. Se, invece, in Italia lo si può fare allora non è vero che non esite libertà di stampa e chi lo afferma dice il falso. Quindi, visto che la notizia viene riportata dalla stampa, significa che in Italia non solo la libertà di stampa esiste, ma esiste anche la libertà di affermare il falso pubblicamente…a mezzo stampa.

Per capirci, è come se al prossimo festival di Sanremo, mentre è in pieno svolgimento la gara, qualcuno dal palco affermasse che in Italia “Non si può cantare“. Né più, né meno. E non è detto, visti i tempi, che qualcuno non lo faccia davvero. Non ci sarebbe niente di strano, perché in una società in cui si è perso il senso della realtà, ed anche del ridicolo, in cui si può dire di tutto e di più, senza censure, compresi insulti, processi mediatici, evocazione di roghi per gli avversari politici, tutto è concesso in nome della libertà.

Bisogna, però, ricordarsi che proprio una libertà eccessiva, a lungo andare, risulta deleteria perché genera una volontà di limitarla, di porre un freno all’anarchia. E tale processo sfocia, inevitabilmente, in una limitazione della libertà, favorendo il nascere di governi forti, autoritari e, spesso, totalitari. Allora si potrebbe concludere, provocatoriamente, che il vero e reale pericolo per la democrazia non è la paventata ed inesistente mancanza di libertà di stampa, ma è proprio l’eccesso di libertà.

Quando un popolo divorato dalla sete di libertà si trova ad aver coppieri che gliene versano quanta ne vuole, fino ad ubriacarlo, accade che i governanti pronti ad esaudire le richieste dei sempre più esigenti sudditi vengano chiamati despoti. Accade che chi si dimostra disciplinato venga dipinto come un uomo senza carattere, un servo. Accade che il padre impaurito finisca col trattare i figli come i suoi pari e non è più rispettato, che il maestro non osi rimproverare gli scolari e che questi si facciano beffe di lui, che i giovani pretendano gli stessi diritti dei vecchi e per non sembrare troppo severi i vecchi li accontentino. In tale clima di libertà, e in nome della medesima, non v’è più rispetto e riguardo per nessuno. E in mezzo a tanta licenza nasce, si sviluppa, una mala pianta: la tirannia.” ( Platone – La Repubblica )

8 pensieri su “Libertà e democrazia

  1. sally brown

    e aristotele ebbe a mettere in guardia i suoi contemporanei dalla peggiore delle tirannie: la democrazia.
    di libertà di stampa secondo me ce n’è fin troppa. Forse a scarseggiare sono educazione, scolarizzazione e amore per la verità. Ah vecchia filosofia!!

    ole /.)

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    1. Giano

      Ben detto Sally, ed anche Platone non aveva un concetto positivo della democrazia. Ci sarebbe da chiedersi perché se anche dei pensatori come loro non ritenevano la democrazia il miglior sistema di governo, abbia avuto poi tanto successo. Ma forse non conviene a nessuno porsi il problema. Meno ancora a coloro che sfruttano la democrazia per raggiungere il potere, arricchirsi ed accumulare cariche ed incarichi, illudendo gli ingenui che pensano davvero che questo sia il miglior sistema possibile. Mah, contenti loro… 🙂

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  2. Ma che UFO Giano, era Maometto che da lì è salito in cielo e sentendo la cagnara che stanno facendo i suoi seguaci, ha fatto una capatina per rendersi conto della situazione nei paraggi.
    Non mi soffermo a leggere perchè sto ribattendo sul pc un saggio di filosofia di mio padre che vogliamo pubblicare ed è una corsa contro il tempo perchè parto sabato e dev’essere finito fino ad allora.
    Ciao, mi rituffo.

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  3. antonio

    caro Giano come sempre riesci a esprimere in modo limpido quello che penso anch’io e probabilmente la maggioranza degli italiani semplici e ignoranti come me ti ringrazio e ti saluto affettuosamente
    Antonio

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  4. Libertà di stampa: la classifica dice il vero, ma è l’interpretazione che ne diamo in Italia che è sbagliata. Mi pongo questa domanda: può esserci vera libertà di stampa, se la qualità media del giornalismo tende verso il basso?
    Potrei, però, citare un episodio in cui la libertà di stampa è stata limitata, ma non ho molta voglia (sto ancora decidendo se e cosa scrivere riguardo alcune cose che sono successe di recente, e quell’episodio precedente, purtroppo, sta pesando e rallentando la mia decisione…).
    Riguardo la democrazia: avevo fatto un paio di conti e notato che, dal punto di vista matematico, non c’è una grandissima differenza con la tirannide. Forse dovremmo smetterla di dare a Cesare qualcosa e tenerci tutto: in fondo i Cesari odierni meritano poco o nulla…
    E scusate l’ottimismo…

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    1. Giano

      Ciao Gianluigi, se la libertà di stampa fosse limitata i giornalisti non sarebbero liberi di scriverlo. Se possono farlo significa che sono liberi, quindi quella supposta mancanza di libertà è un falso. La verità è che la stampa è sempre meno credibile. Ormai è diventata autoreferenziale e campa di scandali e scandaletti, gossip e processi mediatici. Leggere le news quotidiane, sui siti di informazione, è diventato una specie di esercizio mentale per tenere in forma la nostra capacità di distinguere il vero dal falso, i fatti dalle opinioni. La mistificazione della realtà, ad uso e consumo della propria parte politica di riferimento, è la prassi del giornalismo odierno. Purtroppo. In quanto alla democrazia è una pura illusione culturale, sfruttata benissimo da chi, conoscendo alla perfezione i meccanismi della creazione del consenso, usa tutti i sistemi possibili per farsi eleggere e nasconde i trucchi della propaganda dietro il paravento della libera espressione della volontà popolare. E la chiama democrazia. Ma questa volontà è condizionata dalla propaganda, più o meno esplicita e sempre volutamente falsa, attraverso la quale i cittadini vengono plagiati. Abbiamo la “volontà condizionata”. Diceva Marcuse (un autore che non amo particolarmente, ma una cosa giusta l’ha detta) che “La libera elezione dei padroni non abolisce né i padroni, né gli schiavi”. Ho sempre avuto mille riserve sulla democrazia. E’ una truffa culturale istituzionalizzata, legalizzata ed applicata da furbi e potenti per raggiungere il potere, a prescindere dal possesso di reali qualità e meriti (il sistema non prevede una tale certificazione) facendoci credere che siamo noi a sceglierli. Trffati due volte. Ma a quanto pare è il meno peggio…diceva Churchill. Curioso che in duemila anni di storia non si sia riusciti a fare niente di meglio del “meno peggio”. Pochino, no? Buona serata 🙂

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