Donne e Berlusconi.

Leggere certi articoli sulla stampa fa venire in mente Sartre. Nion perché abbiano particolare attinenza letteraria o filosofica con lo scrittore francese, ma perché fanno venire la “Nausea“. E’ il caso di un pezzo presente oggi sul Corriere.it “Loro non sono le ragazze di Berlusconi“, a firma di Francesco  Tortora. Il pezzo riprende un servizio della rivista americana Newsweek dedicato alle grandi figure femminili dell’Italia; donne che si sono distinte nel campo del cinema, della scienza, della moda. Un doveroso omaggio, di cui siamo grati, a personaggi come Anna Magnani o Rita Levi Montalcini. Tutto normale, se non fosse per il fatto che anche questo articolo, apparentemente  elogiativo delle glorie italiche, diventa l’occasione, ancora una volta, per ridicolizzare Berlusconi. Esercizio ormai molto diffuso, quasi obbligatorio, fra le “grandi firme” del giornalismo nazionale ed estero. Così scontato che, forse, il tema “Tutto il male di Berlusconi in una cartella”  lo inseriranno tra le prove all’esame di giornalismo.

Trovare il nesso fra queste figure di grandi donne e Berlusconi è semplice: non sono, non sono state e non volevano diventare “veline“. Scrive Tortora: “L’autorevole magazine americano celebra le grandi donne della nostra storia recente e afferma che queste prominenti figure mettono completamente in discussione gli stereotipi della società berlusconiana.”. Ecco la causa di tutti i mali: la società berlusconiana. La storia dell’umanità si divide in tre grandi ere: prima, durante e dopo Berlusconi. Prima di Berlusconi era l’età dell’oro, durante l’era Berlusconi regna l’inferno e dopo Berlusconi l’umanità tornerà a vivere nell’Eden.

Ho la sensazione che anche Tortora sia uno di quelli, e sono tanti, che si svegliano al mattino ed il primo pensiero che gli si affaccia nella mente sia “Berlusconi“. E passano la giornata cercando di inventarsi qualunque pretesto e spunto per dipingerlo come il male assoluto ed addebitargli tutte le colpe possibili. E’ la loro ragione di vita. Solo che anche Berlusconi, per legge naturale, prima o poi, non ci sarà più. Quindi queste menti eccelse perderanno, contemporaneamente, la loro ragione di vita. E allora che fanno? Crepano?

Vorrei solo far notare agli antiberlusconiani all’estero, specie a quelli che scrivono su Newsweek, che la nostra soceietà, dalla fine della seconda guerra mondiale, è stata fortemente influenzata dagli stili di vita americani. Da loro abbiamo importato i modelli che hanno profondamente mutato e condizionato le nostre scelte culturali, sociali, artistiche, economiche, politiche. Dai jeans al rock, dalla contestazione giovanile ai figli dei fiori, da “Sulla strada” di Kerouac a “Gioventù bruciata“, da J.F. Kennedy a Bob Dylan, da Martin Luther King alla guerra fredda, dalla Coca Cola alla globalizzazione, dalle multinazionali al fast food, dalla finanza di Wall Street fino alla ultimissima crisi economica mondiale. Tutto, nel bene e nel male, viene da lì, cari newsweekiani. E allora, prima di pensare alle veline berlusconiane, cominciate a guardare un po’ in casa vostra.

Eppure, nonostante tutto, siamo riusciti a limitare i danni, perché siamo forti di una cultura millenaria e di una creatività che tutto il mondo ci invidia. Noi non siamo discendenti di profughi sbarcati dalla Mayflower e che, in nome di Dio, sterminarono gli indiani per rubargli la terra. Noi siamo eredi dell’impero di “Roma caput mundi“, di Giulio Cesare, Cicerone, Virgilio. Noi portiamo nel sangue lo spirito del Rinascimento, di Dante, Leonardo, Galilei, Raffaello, Marconi, Fermi, Verdi, Rossini, Michelangelo (do you know?). Troppo lungo l’elenco, non lo farebbe nemmeno Fazio a “Vieni via con me”. Allora, cari newsweekini dei miei stivali, prima di parlare dell’Italia, delle veline e di Berlusconi, lavatevi bene la bocca; con l’acido muriatico.

6 pensieri su “Donne e Berlusconi.

  1. Angelo C.

    Caro Giano,
    non credere che le testate estere scrivano sull’Italia a caso e per caso. Gli articoli arrivano dall’Italia stessa per mano di autori italianissimi. Guarda a caso quando al governo c’è la sinistra i giornali esteri si dimenticano di noi; oppure per meglio dire gli italianissimi giornalisti che mandano i pezzi omettono di parlarne. E’ tutto un giro. (Sarebbe meglio dire una presa in giro!). Intanto si dimenticano di scrivere che l’Italia delle veline non è nella c…a come altre nazioni europee che di veline non ne hanno. Dici bene quando affermi che dopo Berlusconi ci sarà una “moria” di autori e scrittori, ma stai pur tranquillo che non ne sentiremo la mancanza.

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    1. Giano

      Ciao Angelo, esatto, non è un caso. Ricordo che tempo fa L’Unità, Corriere e Repubblica pubblicarono degli articoli, nello stesso giorno, in cui evidenziavano che la stampa estera parlava male dell’Italia e Berlusconi. Beh, curiosando un po’ si scopriva che la “stampa estera” erano il Guardian ed El Pais, i quali, attraverso i loro corrispondenti in Italia, avevavno fatto delle interviste a Miriam Mafai, che scrive su Repubblica ed una giornalista del Corriere. Ovviamente esprimevano giudizi negativi sl Governo. Queste inerviste vennero pubblicate sui rispettivi giornali, dopo di che, i nostri Repubblica, Unità e Corriere, li ripresero facendoli passare come critiche della stampa estera all’Italia. Questo è il loro giochino. Ci sarebbe da ridere, se non fosse tutto tragicamente vero e se molta gente non si bevesse queste manipolazioni come oro colato. Coraggio, buona serata…

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  2. olandese volante

    …ci siamo dimenticati di citare clinton che faceva lavorare di bocca la Monica sotto la scrivania, di ted kennedy ubriaco fradicio che provocó un’incidente stradale dove perse la vita una ragazza, per non parlare poi del Ku KLux Klan, del Vietnam, dello stesso J.F.Kennedy e del fratello Bob che si scoparono alla grande la Monroe, e per essere un po cattivelli diciamo pure che hanno una delle first lady piú orrende e brutte della loro storia, cacchio sembra la sorella gemella del cantante James Brown…..

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    1. Giano

      Ciao Olandese, hai ragione, l’elenco sarebbe lungo. In quanto alla first lady, pensa che Vanity fair, qualche tempo fa, ha avuto il coraggio di assegnarle un premio come donna più elegante. Del resto, anche ad Obama hanno assegnato il Nobel per la pace…preventivo, in attesa di meritarselo. E’ tutto dire. Coraggio…

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  3. Francesco

    Il giochetto, ampiamente scoperto, secondo cui all’estero riprendono un articolo italiano, ci fanno l’articolo su qualche testata “autorevole”, articolo che viene ripreso su qualche giornale italiano, per dimostrare che all’estero parlano male di Berlusconi, si chiama tecnicamente “pompino”, immagino per il fatto che le stesse chiacchiere vanno avanti e indietro, o per il fatto che gli antiberlusconiani di turno si soddisfano senza tanta fatica…

    Proprio per questo non cadiamo nel facile giochetto di rinfacciare agli americani le loro colpe storiche. Gli scribacchini sinistrati di newsweek non rappresentano gli americani, tanto quanto i parassiti repubblicones non rappresentano il sottoscritto.

    Non solo, sta menata delle belle donne strumentalizzate è una falsità storica prima di tutto, visti gli esibizionismi dei sessantottini nostrani (appunto nel 68), e il fatto che le belle donne ci fossero pure sull’agghiacciante Rai cattocomunista dei primissimi anni ’80.

    Essendo una falsità propagata in malafede non merita risposta, per la famosa regola secondo cui non si deve discutere con un cretino

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