L'Italia e la carretta.

Anche Gianfranco Fini si unisce al coro di quelli che si appellano alla “parte sana” del Paese. Lo ha fatto ieri, nel corso del suo intervento. E’ curioso notare come tutti i politici si rivolgano a questa ipotetica “parte sana”. Lo ha detto anche Vendola di recente, al congresso del suo partito, ribadendo che esiste una parte sana, la parte migliore del Paese. Che Vendola si identifichi nella parte sana del Paese porta anche sfiga. Perché se i “sani” sono come Vendola, allora gli altri, i malati, sono gravissimi o già defunti. L’Italia sarebbe un unico, grande, immenso cimitero. No Vendola, lei non è propriamente fra i più “sani” del Paese, si informi. Ma non lo chieda al suo “compagno” canadese, lo chieda alle persone normali. Lo ripetono spesso Bersani, Di Pietro, Casini, Rutelli e compagnia politicante. A nessuno di questi tribuni viene in mente che, forse, quella “parte sana” esiste, ma che loro non ne fanno parte. Quindi, dovrebbero tacere. Perché loro, i tribuni, fanno parte di quella “parte marcia” del Paese che campa e vive a sbaffo della nazione, grazie al sistema politico che gli garantisce lauti compensi, i più alti del mondo. Sì, cari tribuni, la parte sana esiste, ma non siete voi.

Anche Fini, ieri, ha richiamato questa “parte sana, quella che tira la carretta…”. E’ vero, esiste un’Italia che “tira la carretta”, quella che non gode di stipendi da favola, che non passa il tempo nei salotti TV, che non gode di privilegi, che non si sposta su auto blu, che non vende la propria dignità partecipando a squallidi giochi di potere pur di mantenere la poltrona, che non è impegnata ad ordire congiure di palazzo, tradendo la fiducia di chi li ha eletti.  Esiste un’Italia che non si sveglia al mattino consultando l’agenda della giornata, a base di interviste da rilasciare, di partecipazioni ai vari programmi passerella per politici di professione o alle immancabili cerimonie dove si ritrovano tutti gli sfaccendati di successo e fanno finta che siano una cosa seria e che questa sia la politica.

Esiste un’Italia di gente che non campa da decenni avendo fatto della politica una professione redditizia; gente che va in pensione dopo 40 anni di lavoro e non dopo 5 anni in Parlamento. Gente che non ha barche a vela da 18 metri, né deliziosi appartementini a Manhattan. Gente che non ha acquistato vecchi cascinali in Umbria per restaurarli e ricavarci ville con piscina e boschetto intorno. Gente che non riceve in eredità da generose contesse appartamentini a Montecarlo, da destinare alla “buona causa” e che poi, per qualche strana coincidenza, finiscono a disposizione del cognatino.

Esiste un’Italia che si alza al mattino e deve andare al lavoro, quello vero; in fabbrica, negli uffici, nei negozi, nei piccoli laboratori artigianali, in campagna, in mare. E non devono consultare l’agenda per sapere quali impegni abbiano. Hanno un solo impegno, quello di fare il proprio lavoro e guadagnarsi onestamente uno stipendio che consenta di vivere decentemente. E tirano la carretta. Ma i politici non sono fra questi, per il semplice fatto che loro non stanno fra quelli che “tirano la carretta“, loro stanno sopra la carretta. E mentre gli altri tirano, loro gozzovigliano allegramente alla faccia ed a spese della parte sana.

E non hanno nemmeno un minimo di pudore, perché se lo avessero, almeno un briciolo, dovrebbero evitare di riempirsi la bocca di appelli alla parte sana del Paese. Dovrebbero tacere. Ma non lo fanno, per loro il silenzio sarebbe la morte. Loro vivono di apparenza, di discorsi fumosi, di parole senza senso, di luoghi comuni, di promesse, di dichiarazioni di circostanza, di proclami, di convegni, congressi, riunioni, dibattiti, comizi, adunate, cortei, manifestazioni, scioperi, scissioni, riunificazioni, aggregazioni, primarie fasulle, cambi di segreterie, di bandiere, di stemmi, di slogan e …parole, parole, parole. Per loro è questione di sopravvivenza; parlare o morire. E la chiamano politica.

Caro Fini, lei non ha fatto altro nella vita, ha campato sempre di politica. Ed è in buona compagnia, sono in molti a non sapere cosa sia un lavoro normale. Già, perché la politica non è un lavoro, è altro. Dovrebbe essere un servizio reso alla società, non un modo per garantirsi lauti compensi, privilegi e vitalizi dopo 5 anni di servizio. Lei Fini, e con lei tutti i politicanti di mestiere, non sta tirando la carretta, come vorrebbe farci credere. Lei sta comodamente adagiato sopra la carretta. E tirare quel carro comincia a diventare faticoso, perché siete pesanti, molto pesanti, troppo pesanti. Non vi si può nemmeno dire di andare a lavorare, perché non sapete nemmeno cosa sia il lavoro vero. Ma almeno risparmiateci questi comizi. Sono un insulto, un affronto, una gravissima offesa alla parte sana, a quelli che, davvero, tirano la carretta.

La politica non risolve i problemi. La politica è il problema” (Ronald Reagan)

17 pensieri su “L'Italia e la carretta.

  1. Non ho avuto tempo per conoscere Almirante come avrei voluto perchè quando è morto ero troppo piccolo ma, da quello che mi raccontano genitori, nonni e bisnonni, ora si rivolterebbe nella tomba!
    Un saluto

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  2. Angelo

    Per non parlare poi del fatto che Fini ha criticato ciò che ha appoggiato sino all’altro giorno. Capisco ed è giusto che si possa ritornare sui propri passi, ma screditare in toto il proprio operato richiede tanto fegato. Offendere se stesso è diventata la priorità di quell’irriconoscibile uomo politico di una volta, che ha avuto le p…e di cambiare e portare il suo partito al Governo. Si autooffende quando critica Berlusconi, perchè coideatore di tante iniziative di Governo. Forse crede che la parte buona dell’Italia non abbia memoria. Ma di memoria gli italiani ne hanno parecchia e quando si tratterà di votare allora si faranno i conti. Credevo nell’uomo del cambiamento ma mi sbagliavo, ha tradito le nostre aspettative e quando ha traghettato AN forse aveva già in mente un piano che non era quello dei suoi elettori, ma un piano diabolico che lo vedeva al comando, al di sopra anche delle regole. Caro Gianfraco la parte buona dell’Italia ha già capito dove vuoi arrivare e se per farlo tradirai oltre che Berlusconi anche le tue origini allora ad essere tradito sarai tu. Nelle urne!!!

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    1. Giano

      Ciao Angelo, hai perfettamente ragione. Ho seguito il discorso di Fini (c’era la diretta sul Corriere.it). Sembrava di sentire Di Pietro ed i peggiori oppositori di Berlusconi. Eppure fino a due mesi fa loro erano in quella maggioranza, al governo. Ancora ieri c’erano uomini suoi ministri in questo Governo. Ma lui sembra scendere da Marte. Stanno facendo un gioco molto sporco. E dietro ci sono interessi che nessuno vede, per il momento. La loro scissione non ha niente di politico, è solo una questione di beghe ed interessi personali. Il nostro Fini sta finalmente svelando le sue qualità nascoste: tutte negative. E spero che la gente capisca di che pasta è fatto questo nuovo tribuno del popolo. Buona serata…

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  3. Giusto e condivisibile chi nota che le critiche di Fini arrivano proprio su cose che fino a ieri aveva appoggiato. Criticabilissmo a mio avviso anche il fatto di aver messo il proprio cognome sul simbolo del partito (discutibile.. sì)
    Ma… chi è stato capace di notare quali siano cose esposte chiaramente, ma (devo dire fino ad ora) non notate da nessuno?
    Scusa Giano, non so se lo hai mai seguito, ma l’unico TG degno di nota in questo maremagnum di patetiche difese ad oltranza su luoghi comuni e nostalgici … per il mio misero punto di vista è stato solo Mentana. Ieri sera il suo TG era da 10 e lode 🙂
    Se lo hai visto, mi piacerebbe sapere cosa ne pensi.
    So che è “terribile” 🙂 ma io non seguo ne Santoro, ne Ballarò ne altro.. di solito solo il tg di Mentana (e qualche volta la Dandini ma solo per le interviste, e Fazio .. idem)
    Un saluto

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    1. Giano

      Ciao Letizia, non ho seguito il TG di Mentana. Anzi, nonostante tutta la pubblicità non l’ho ancora visto. In verità guardo poco anche gli altri e spesso mi limito a sentire i titoli. Tanto so già quale sarà la musica, sempre la stessa. Ho letto, però che Mentana è stato il primo a notare che la citazione dal Piccolo principe è la stessa fatta da Veltroni al discorso del Lingotto. “Affinità elettive”? Mah, sembrerebbe. Coraggio, buona serata 🙂

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  4. Fini è un personaggio strano, una figura ambigua sul palcoscenico della politica Italiana, in un paio di decenni si è trasformato da fascista a comunista, in questa sua metamorfosi ha usato Berlusconi per farsi “sdoganare”, adesso sputa dove ha mangiato bene per meri interessi personali. Se non si fosse messo contro il Premier, sulla vicenda Montecarlo, l’esercito “antiB” lo avrebbe sbranato ed oggi sarebbe a spasso, altro che nuovo partito. Adesso è l’opposizione che “usa” lui per scardinare Berlusconi, Fini è in mano alla sinistra che lo tiene per le palle, questa è la realtà.

    TADS

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    1. Giano

      Già, Sdat, c’è sicuramente qualcuno dietro Fini. Lo aveva già detto chiaramente Arpisella, nella sua telefonata intercettata con Porro del Giornale. Parlava anche di un “cerchio sovrastrutturale” che controllerebbe la politica e l’economia. E se lo dice il portavoce di Confindustria, forse, qualcosa di vero deve esserci. Ma stranamente tutto tace, nessuno ne parla. Invece di indagare su questo aspetto inquietante si sequestrano i PC di Sallusti e Porro e si perquisiscono le redazioni e le abitazioni private. Questa è la giustizia oggi, questi sono i pm d’assalto.

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  5. si, le citazioni di Fini non a caso simili a quelle di Veltroni per me sono atte a raccogliere i consensi degli elettori di centro del PD (scocciati dall’immobilismo dell’opposizione)
    anche io seguo poco i TG, fra tutti solo quello di Mentana perchè di solito mantiene una certa sobrietà obiettiva che altri purtroppo hanno perso. ciao

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  6. Mary

    Quoto in toto ciò che hai scritto. Non ho seguito il discorso di Fini nè le tante parole dei vari “tribuni”. Non le seguo più perchè non hanno più senso. Nessuno di questi signori conosce il vero significato della parola “lavoro”, ma ciò che più spaventa è che non conoscono il significato di due altre parole: decenza e morale.
    Seguo il TG di Mentana su L7, mi sembra più serio rispetto a quelli gossipari di altri canali.
    Ciao Gianino

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  7. Fiore

    Che pasticcio, ma era prevedibile, dopo questa estate.
    Però di una cosa ho paura, sul serio, a parte la propaganda elettorale che ci distruggera tutti, ho paura del disegno dietro questi fatti,ho paura di chi tira i fili. Credo che i "nostri politici sani" stiano vendendo per 40 denari la nostra terra,la nostra cultura, le nostre radici, dietro tutto questo potrebbero esserci forti poteri economici internazionali, ai quali la nostra politica economica interna ed estera, negli ultimi anni ha dato non pochi fastidi, a chi credeva di poter mangiare in un solo boccone i nostri beni e le nostre aziende.
    A volte mi chiedo se anche la magistratura non riceva ed abbia ricevuto i famosi 40 denari, anche se sono passati anni, non mi sono dimenticata di Gardini e del suo sogno della grande chimica Italiana…… bloccato dalla "giustizia"….
    la giustizia ha trionfato, la parte sana ha trionfato…. ma abbiamo perso la chimica …. e i lavoratori hanno perso le loro fabbriche…
    Chiunque in Italia cerchi di costruire qualcosa di italiano che possa competere a livello internazionale, viene bloccato….. come mai?
    Forse l’unico che lo ha fatto è solo B…. ma è sicuro che in un modo o nell’altro lo faranno fuori…..
    E stiamo sicuri che verranno da "fuori" a dividersi la nostra torta.
    E la parte sana dell’Italia come al solito…. piangerà miseria, però è sana…. o sembra

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    1. Giano

      Ciao Fiore, hai perfettamente ragione. La storia è lunga e comincia con la morte di Enrico Mattei. Penso anch’io che esista un progetto. Non è possibile che sia tutto casuale. Forse ha ragione Arpisella, come ho detto rispondendo a Sdat. Ma lo sapremo solo fra decenni. Così come abbiamo scoperto di recente, grazie alle rivelazioni di Cossiga, che negli anni ’70 l’Italia fece degli accordi segreti con i terroristi palestinesi ai quali garantiva libertà di transito in cambio della assicurazione che non avrebbero fatto atti di terrorismo in Italia. C’è sempre qualcuno che decide dei nostri destini, a nostra insaputa. Coraggio…

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  8. violetta

    eppur c’è chi lo difende e mi chiedo come si possa
    difendere. Quel che hai scritto, Giano, è come tante
    volte, perfettamente condivisibile. E tiriamo sta carretta
    ma a votare no eh….no.

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  9. Amici, qui bisogna svegliarsi. Il tempo stringe, tra qualche mese la vita grama che facciamo oggi potrebbe sembrarci un lontano miraggio ed il motto “si stava meglio quando si stava peggio” un’amara verita’ erroneamente sottovalutata.

    Rimbocchiamoci le maniche… Anzitutto direi che bisogna smetterla di pensare a “livello nazionale” altrimenti si fa la fine dei pesci rossi in un acquario. Per cominciare a capirci qualcosa dobbiamo convincerci ad osservare la politica, la realta’, a livello planetario. Lo so, fa paura, sembra un’impresa piu’ grande di noi, ma non lo e’ – non lo e’ davvero – ed anzi, con la ragion di poi, vi assicuro che e’ molto piu’ semplice che seguire i ribaltoni, i cerini, i santoni e le vajasse italiche. Tutto l’avanspettacolo italiano va proprio rimosso dalla testa. Sono tutti teatranti, caratteristi, sono nani e ballerine, non e’ gente che conta e se fa qualcosa tra l’alba ed il tramonto non lo fa certo per il bene del popolo italiano. Scordiamoceli.

    Vi invito a leggere questo post dal titolo:
    Se sai giocare a Risiko sei a buon punto nella vita.

    http://tnepd.blogspot.com/2010/12/se-sai-giocare-risiko-sei-buon-punto.html

    TNEPD

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