Napoli e 'a munnezza.

Tutti i neonati, è risaputo, se la fanno addosso. Per fortuna ci sono le mamme a cambiare i pannolini e pulirgli il sederino. Poi i bambini crescono, imparano a farla nel vasetto ed a pulirsi da soli. La cosa non è reciproca. Infatti, quando poi sono le mamme ad invecchiare e cominciare a farsela addosso, i figli le sistemano all’ospizio e si arrangino. Ma questa è un’altra storia. Solo due anni fa Napoli era nella mer…pardon, nella spazzatura fino al collo. Così intervenne il Governo e, in un mese, ripulì Napoli ed il sederino dei campani. Ma ora è passato del tempo, si è cresciuti e sarebbe il caso che imparassero a pulirsi il culetto da soli. O no?

Erano i giorni in cui le immagini delle montagne di rifiuti che sommergevano Napoli facevano il giro del mondo. Una situazione esplosiva e pericolosissima per le possibili conseguenze anche a livello sanitario. Il premier ridens Prodi, quello della “coalizione unita, coesa, forte” che avrebbe governato per 5 anni (diceva lui), in un impeto di decisionismo, e col piglio autoritario del capo che non accetta repliche, affermò a reti unificate che avrebbe risolto il problema nel giro di 24 ore (sic). Infatti, ecco la soluzione geniale: nominare un commissario straordinario, l’ennesimo. Tempo previsto per risolvere definitivamente il problema dei rifiuti: 3 mesi. Olè, questo è decisionismo.

In Italia quando c’è un problema e non si sa come risolverlo si nomina un comitato, una commissione, un pool di esperti, o un commissario straordinario. Non si risolve il problema, però si fa finta di occuparsene. La gente ci crede, per un po’ di tempo non si parla più del problema e tutti sono felici e contenti, specie quelli che nel frattempo incassano lauti gettoni di presenza o compensi per perizie, progetti, consulenze. Anche in quel caso, come al solito, non successe niente. Il commissario straordinario non ottenne i risultati sperati, dopo 5 mesi di tentativi falliti erano punto e a capo e l’unica cosa di straordinario successa in quei mesi a Napoli fu il solito miracolo di San Gennaro con la liquefazione del sangue del santo. Almeno finché anche San Gennaro, stanco di essere circondato dalla monnezza, non deciderà che sia meglio, invece che squagliare il sangue, squagliarsela direttamente in Svizzera e chiedere asilo politico.

Poi arrivò Berlusconi e, visto che San Gennaro non interveniva, pensò lui a fare il miracolo e pulire il sederino ai neonati. Problema risolto? Magari! Dopo due anni siamo di nuovo al punto di partenza. Eppure la responsabilità della raccolta e smaltimento rifiuti è degli amministratori locali i quali, quando fa comdo, sono sempre pronti a rivendicare ampia autonomia dall’autorità centrale (vedi sindaco de L’Aquila). Allora perché si tira in ballo il Governo? Per una ragione semplice: quando le cose vanno bene è merito degli amministratori, quando va male è colpa del Governo. E’ la strana logica italica che non tutti capiscono. Per capirla bisogna essere “sinistrati” (Chi vuole intendere in tenda, gli altri in sacco a pelo!).

Due giorni fa, Pierluigi Battista, sul Corriere.it, poneva una semplice domanda, quasi banale. Si chiedeva: perché le altre regioni d’Italia riescono a smaltire i propri rifiuti e la Campania no? Ecco, provate a dare una risposta. Per tornare alla premessa, con tutta la simpatia per ‘o paese d’o sole, cari napoletani, campani e dintorni, ma non sarebbe il caso che impariate una buona volta da soli a pulirvi il sederino? E non vi venga in mente, tanto per smaltire le montagne di “munnezza” di spedircela in Sardegna, come due anni fa. Abbiamo già dato…

Ma non facciamola così tragica. Anzi, tanto per sdrammatizzare leggetevi cosa scrivevo allora, due anni fa: “Bassolino, Iervolino e Ciccio ‘o guappo“.

4 pensieri su “Napoli e 'a munnezza.

  1. Mio caro Giano…il resoconto…sai che cosa faccio in questi ultimi giorni? Sto preparando il budget della salute per il mio kibbuz per l’anno 2011 perchè la nuova direttrice non sa ancora farlo. Pazienza.

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