Scazzi: realtà e rappresentazione.

Detto in maniera molto cruda, si potrebbe affermare che la realtà è ciò che appare in televisione. Non è una novità, in molti si sono esercitati, specie negli ultimi tempi, nell’analisi dello stretto legame che unisce la realtà e la sua rappresentazione in un’unica entità in cui è sempre più difficile riconoscere le due componenti. Le ultime tragiche vicende di Avetrana lo dimostrano ampiamente. I media ci informano che l’eccesso di esposizione mediatica dei personaggi di questa vicenda (vedi “E che scazzi!”), da un lato è una pericolosa escalation verso la drammatizzazione televisiva dell’evento (favorita dagli stessi media), ma, al tempo stesso, pare che abbia contribuito notevolmente a favorire le indagini degli inquirenti. I dati rilevati dalle dichiarazioni rese pubbliche da TV e giornali, hanno consentito di chiarire alcuni punti oscuri. Per intenderci, è dall’esame di queste interviste, dichiarazioni, Sms e lettere come quella di Mariangela,  che è scaturito il fermo di Sabrina. Ovvero, i media non si limitano a riferire le notizie sui fatti e le conclusioni delle indagini, ma contribuiscono in maniera importante ad indirizzare le stesse indagini, fornendo materiale vario agli inquirenti. Poi stampa e TV riferiscono le novità sulle indagini, riportando le dichiarazioni degli inquirenti che hanno indagato sfruttando informazioni mediatiche. Una specie di circolo vizioso.

A questo punto è chiaro che, fra i media e gli investigatori, esiste un legame così stretto che i ruoli sembrano scambiarsi; i media fanno le indagini e gli inquirenti comunicano le ultime novità che vengono, ovviamente, rilanciate dai media. Poi si invertono i ruoli e, subito dopo, i ruoli vengono di nuovo scambiati. Esempi evidenti di ciò sono i processi fatti nei salotti televisivi. Ma anche la preoccupazione di Sabrina di sapere cosa dicono di lei in TV. Si sta verificando quello che ho detto spesso: un cortocircuito fra la realtà e la sua rappresentazione.  Non è più molto chiaro cosa sia davvero reale e cosa sia, invece, frutto dell’interpretazione mediatica della realtà. Si perde il filo logico della storia. La continua interazione fra realtà e rappresentazione rende sempre più confusa l’identificazione della cronologia spazio-temporale degli eventi ed il rapporto causa-effetto. E’ una nuova versione, aggiornata e corretta, del vecchio indovinello “E’ nato prima l’uovo o la gallina?”.

Questo strano fenomeno, legato all’enorme sviluppo dei mezzi di comunicazione, non è nuovo e non riguarda solo i fatti di Avetrana, ma riguarda tutto ciò che passa quotidianamente attraverso i mezzi di informazione, specie in televisione ed in quel nuovo Far West che sono i social network e la rete in generale dove l’identità è sostituita da un avatar. Così, il risultato è una realtà che viene rappresentata attraverso i media che, a loro volta, influenzano la realtà che, a sua volta, viene rappresentata dai media che interferiscono con la realtà che…e così all’infinito; un loop! Insomma, la realtà diventa la rappresentazione della rappresentazione della rappresentazione della realtà. Sembra un gioco di parole, una bizzarria lessicale, un espediente dialettico. Ma, purtroppo, ho l’impressione che il nostro mondo stia diventando proprio questo; una rappresentazione mediatica. O, forse, un ologramma…

P.S.

Tratto spesso di argomenti legati ai media, perché credo che abbiano un enorme potere ed un’influenza spesso negativa sulla società. Ma su questa strana relazione fra media e realtà scrissi un post, due anni fa, che chiarisce bene il concetto, traendo spunto dalla lettera di un noto personaggio della televisione che chiedeva aiuto per uscire dalla depressione: “Fra realtà e fiction

Un pensiero su “Scazzi: realtà e rappresentazione.

  1. Più che commistione tra investigazione informazione (che sequela cacofonica di sostantivi…), a mio avviso è una sorta di “do ut des”, come vuole la buona cultura contemporanea, ognuno fornisce dati alla “sopravvivenza” dell’altro e in tutto questo bailamme di notizie che rimbalzano in tutte le dimensioni, compresa la quantra.
    Con l’avvicendarsi dei fatti cronaca contemporaneni, comicio a prare un certo senso di disagio per tutto ciò.

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