E che scazzi!

Credo che davanti alle tragedie umane, al dolore, alla morte, ci sia una sola risposta: il rispetto ed il silenzio. Ma oggi sembra che tutto sia diventato spettacolo. E così ai funerali si applaude, come fossero a Zelig. L’ultima tragedia, la morte di Sara Scazzi, è diventata una telenovela che riempie ogni giorno le prime pagine dei giornali, i TG, gli approfondimenti, i servizi speciali, gli scoop in diretta. Un esercizio mediatico in cui si cimentano giornalisti, inviati speciali, opinionisti, esperti, criminologi, psichiatri, avvocati di parte, testimoni, parenti, amici e conoscenti. E tutto finisce in prima pagina.

Non c’è scampo. I quotidiani fanno i titoloni di prima pagina con Scazzi, I TG  danno come notizia di apertura Scazzi. I programmi Tv pomeridiani parlano di Scazzi. Porta a porta fa puntate speciali su Scazzi. Matrix risponde parlando di Scazzi. Domenica su RAI1  Giletti comincia l’arena parlando di Scazzi. Su canale 5 la D’Urso parla di Scazzi. Scazzi su, scazzi giù, scazzi sopra e scazzi sotto. Ecchescazzi!

Diventerà una specie di Cogne bis. Vespa mostrerà orgogliosamente il plastico della casa e tutti gli ospiti giocheranno a fare gli investigatori, gli avvocati ed i giudici. Ad Avetrana, intanto è già scoppiata l’epidemia del turismo idiota delle comitive che vanno a vedere la casa degli orrori, fanno le foto, si soffermano davanti alla casa del mostro (o dei mostri, tutto da verificare) e poi torneranno a casa felici e contenti e racconteranno la loro splendida giornata trascorsa sul luogo del delitto. Forse anche quelli che organizzano gite a prezzi stracciati, per poi vendervi le pentoe, organizzeranno gite turistiche ad Avetrana; visita al garage, passeggiata per le vie del centro, pranzo al sacco e pentolino antiaderente in omaggio.

C’è tanto traffico che i carabinieri hanno dovuto, come abbiamo visto in TV, transennare la casa per evitare affollamenti di curiosi. Sembra di essere in piena fiera paesana. Turisti, curiosi e branchi (mi sembra il termine adatto) di inviati speciali di giornali e TV, tutti microfonati di serie, con relativa telecamera al seguito, che ficcano il microfono in bocca a chiunque passi per strada, compresi cani e gatti, per registrare una dichiarazione, un sospetto, una battuta, un’espressione di dolore, meglio se con lacrima in primo piano.

E tutti fanno la foto ricordo. Ora bisognerebbe che qualcuno fotografasse quelli che fotografano, così, per avere una visione di gruppo ed una catalogazione dei vari tipi umani dediti al turismo macabro. Possiamo chiederci cosa scatti nella mente di un uomo per portarlo ad ammazzare una ragazzina. Ma dovremmo chiederci anche cosa scatti nella mente umana per portare tanta gente sul luogo del delitto, in un delirio collettivo di curiosità morbosa. Dovremmo chiederci cosa passa per la mente dei giornalisti che frugano ovunque, senza alcun rispetto per il dolore di familiari e parenti, alla ricerca dello scoop più intrigante e morboso. Il tutto per vendere qualche copia in più, o per far crescere l’audience del programma TV. Dovremmo chiederci anche perché le persone coinvolte in qualche modo con la vicenda sembrano fare a gara per apparire in televisione, rilasciare dichiarazioni, mostrarsi più o meno addolorate.

Ecco, oltre a chiederci chi è l’assassino, dovremmo porci anche queste domande. E possibilmente fornire una risposta. Perché non c’è dubbio che questa società stia andando fuori dalle righe, anzi, fuori di testa. Non c’è dubbio che si stia perdendo il senso della misura, della decenza, del rispetto, del pudore, di quel minimo di buon senso che una volta regolava i rapporti umani. Bisognerebbe che Vespa facesse una puntata speciale, con tanto di plastico del cervello, per tentare di capire perché la gente sta impazzendo. E perché, in questa tragica corsa verso la follia, i giornalisti siano sempre in prima fila. Ma temo che questa puntata non la faranno mai. Meglio e più facile pensare agli scazzi altrui…

2 pensieri su “E che scazzi!

  1. Fessciuk

    Ricordo l’impatto mediatico che ci fu nella tragedia di Alfredino Rampi e così per tutte le altre tristi vicende che hanno “fatto audience”. Ho sentito dire che se la Cina non “sovvenzionava” la diretta del salvataggio dei minatori in Cile li avrebbero lasciati laggiù … ma non posso credere che sia vero.

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  2. Giano

    Fessciuk, non mi merviglierei che fosse vero. Ormai tutto è sponsorizzato, anche la morte, specie se si ha l’esclusiva o i diritti televisivi. E’ triste, ma funziona proprio così…

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