Felicità imprevista.

La felicità può essere individuale o collettiva. Nel senso che si può parlare di felicità di gruppi di persone, di comunità ristrette, ma anche di popoli. Esistono popoli più felici di altri? Sembrerebbe di sì. Ce lo svela l’ennesimo sondaggio Gallup (vedi elenco) che esamina oltre 150 Paesi e stila una classifica della felicità nazionale. Ai primi posti ci sono i soliti Paesi nordici: Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia; niente di nuovo. L’Italia si piazza al 40° posto. Come dire, siamo felici, ma non troppo, senza esagerare, con moderazione. E ci è andata anche bene!

Ma la sorpresa è che all’ottavo posto, a pari merito con la Svizzera, c’è Israele. Come dire che vivere a Sderot, dove ogni giorno può arrivarti in testa un razzo di Hamas, è come vivere in una verde e tranquilla vallata svizzera, dove Heidi canta, ti salutano i monti e le caprette ti fanno ciao! Ora, se pensiamo alla storia del popolo d’Israele, non avrebbero nessun motivo per essere così felici. Dispersi per il mondo, perseguitati ovunque, ancora oggi minacciati dai popoli confinanti che ne vorrebbero la distruzione e dall’iraniano senza cravatta che ha promesso di farli scomparire dalla carta geografica. Ora, come facciano, viasta la situazione, ad essere tanto felici è un mistero. O sono incoscienti, o pazzi, oppure sono molto saggi. O forse, semplicemente, sono israeliani…

8 pensieri su “Felicità imprevista.

  1. Mary

    Sondaggi, statistiche, lasciano il tempo che trovano… Ma sappiamo tutti e due, da storie e racconti e conoscenza di una persona, che forse sono proprio incoscienti. E quando si è incoscienti si è profondamente felici. Guarda i bambini…
    Ciao Gianino

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  2. Giano sei un fenomeno! C’è persino Lapalisse, non meno stupito di te, che se la ridacchia dopo che gli ho tradotto il tuo post. Gli è piaciuto particolarmente “..l’iraniano senza cravatta…”. E adesso seriamente: secondo me gli israeliani sono senz’altro un po’ incoscienti, certamente un po’ pazzi e per di più hanno una mentalità speciale: gli piace moltissimo vivere, gioire, scherzare, quindi gli basta svegliarsi vivi tutte le mattine per farli felici. Un israeliano che si rispetti, appena sveglio al mattino, telefona a tutti i suoi figli che gli danno informazioni dei loro figli e dopo aver saputo che tutti stanno bene, incomincia la giornata felice e contento. E se non ha le caprette che gli fanno ciao ciao, se ne infischia.
    Paese che vai…
    Vedo che nonnaMaryviaggiatriceindomita è qui.
    Un bacione a tutti e due.

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  3. ciao carissimo,
    il sondaggio non mi stupisce, sono stato in Israele più volte e sono rimasto perplesso nel constatare con quanta serenità gli ebrei convivano con la costante minaccia di morte, Tel Aviv sembra Montecarlo. Credo sia una questione di impostazione mentale, essendo perseguitati da oltre 2000 anni gli ebrei hanno sviluppato la capacità di sopravvivere attraverso un programma che ragiona per generazioni. Il padre apre una panetteria, il figlio ne aprirà cinque, il nipote aprirà un panificio industriale, tutto ciò anche se qualcuno muore, la collettività contribuisce al proseguo del percorso, credo sia questo il loro segreto ed il loro modo di esorcizzare la morte, quindi essere felici.

    TADS

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  4. Tanto onore, si direbbe da noi, a Tads/Sdat per il commento. Ha ragione, credo che abbiamo una specie di concetto collettivo della continuità, non per niente il famoso detto “Am Israel hai” che vuol dire “Il popolo d’Israele vive/esiste”. Eh sì, siamo un po’ strani.

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  5. sono stata a Ginevra diverse volte (l’ultima nemmeno tanto tempo fa).. per la verità è tranquilla come una domenica pomeriggio.
    che in israele si avverta lo stesso clima, lo guarderei più ad un attimo di saggezza che di incoscienza.
    ci sono luoghi dove ci si complica la vita per niente, e ci sono luoghi dove la vita è talmente complicata che ci si rende conto che è meglio viverla come viene.
    un saluto

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