Ricordi e amnesie

Ci sono ricordi da “ricordare” e ricordi da scordare. Sì, anche i ricordi non sono tutti uguali; ci sono quelli buoni, quelli cattivi, quelli di prima scelta e quelli di scarto. Insomma, parafrasando il famoso motto da “La fattoria degli animali”, si può affermare che “Tutti i ricordi sono uguali, ma alcuni ricordi sono più uguali di altri”.

Ho già scritto ieri nel post “Foibe, stragi, esodo“, dedicato al “Giorno del ricordo”, alcune considerazioni, riportando documenti relativi alla tragedia delle vittime dei comunisti di Tito ed all’esodo dei profughi. Quello che mi sorprende è notare come, benché quasi tutti i media abbiano dato spazio a questa ricorrenza, si tenda a ricordare quei fatti, ma tacendo sui responsabili. Così, dopo un silenzio durato 50 anni, si comincia a parlare delle foibe e di altre tragedie, senza però addentrarsi troppo sulle responsabilità di Tito, dei suoi partigiani rossi e del comunismo. Anzi, si parte da lontano e più che parlare delle foibe, si focalizza l’attenzione sulle responsabilità del fascismo e del nazismo. Ma difficilmente si cita quella parolina proibita: comunismo. Non lo fece nemmeno il Presidente Napolitano nel suo discorso ufficiale, come ho ricordato nel post precedente.

E’ una strana maniera di scegliere i fatti da ricordare. Alcuni ce li ricordano quotidianamente da 60 anni, altri sono come gli incubi, da dimenticare. Si può pensare che ormai non sia il caso di fare distinzioni di carattere politico quando ci soffermiamo ad analizzare il passato. Potrebbe sembrare un pretesto per strumentalizzare a fini politici, o di propaganda, le tragedie del passato. Può darsi, ma come mai in tutte le occasioni possibili c’è qualcuno pronto a ricordarci i crimini del nazismo e del fascismo e nessuno si pone mai nemmeno il problema di parlare dei crimini del comunismo? Strano, no?

Che questa sia una sorta di tacita intesa è evidente. E’ un’anomalia che ho stigmatizzato spesso, in diverse circostanze.  Tutto commemoriamo, perfino i morti di Hiroshima, fuorché le vittime del comunismo.

E’ quanto scrivevo due anni fa in un post in cui riportavo le dichiarazioni del Presidente Napolitano, proprio in merito alle vittime della bomba atomica su Hiroshima. Ma notavo che anche i giapponesi, evidentemente, hanno questo strano vizio di avere ricordi di prima scelta, ricordi di seconda e ricordi da dimenticare. Già, non siamo i soli a ricordare solo ciò che ci fa comodo. Ma questo non è, comunque, consolante. L’ho riletto oggi perché, in previsione del cambio di piattaforma blog, sto facendo un po’ di pulizia, eliminando molti post (ne ho già eliminato più di mille; strano, ma vero). Ma non lo riporto. Chi vuole può leggerlo qui: “Hiroshima mon amour…”

 

2 pensieri su “Ricordi e amnesie

  1. Senza dover citare il Libro Nero del Comunismo, pubblicato durante il primo governo Berlusconi, basta ricordare una giornata di Ivan Denisovic, del dissidente Aleksander Soljenitzin, pubblicato in Europa dopo Nikita Crusciov.Io penso che il ricordare faccia bene un po’ a tutti, anche a quelli che andranno in pensione a 80 anni grazie al nostro bene amato presidente del consiglio… che decide democraticamente per 56 milioni di cittadini.

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  2. l’informazione è un potere tremendo. In base alle informazioni che dai formi la coscienza delle persone.
    io non ho partito e vedo i crimini del nazismo, delle foibe, dei gulag, dei laogai (che esistono ancora,tuttora vigenti) uguali. La cattiveria e la malvagità sono le radici comuni a questi orrori.
    si parla del nazismo perchè lo si è sconfitto se non si parla del resto degli orrori è solo perchè l’ideologia è ancora viva e in piedi 😦

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