Evoluzione: dalle cozze alle veline.

Secondo una interpretazione in chiave darwiniana del mondo, l’uomo non sarebbe altro che il prodotto finale di una lunghissima evoluzione che è iniziata miliardi di anni fa con l’aggregazione casuale di alcuni elementi di materia inorganica, originando la prima cellula vivente. Da questa prima cellula, grazie a mutazioni genetiche (anch’esse casuali), e grazie all’adattamento alle condizioni ambientali ed alla selezione naturale che favorisce la supremazia dei più forti all’interno di una stessa specie e, quindi, la sopravvivenza delle stesse specie più forti e più adattabili all’ambiente, sarebbe derivata tutta l’innumerevole diversità di specie che costituiscono il regno vegetale ed animale: compreso l’uomo.

Ora, se è vero che grazie alla selezione naturale la natura stessa provvede ad eliminare le specie più deboli e garantire la sopravvivenza delle specie più forti e più adatte all’ambiente, si deve concludere che le innumerevoli specie vegetali ed animali siano tutte "più forti e più adatte", dal prezzemolo alla sequoia gigante, dalla zanzara all’elefante. La cosa strana è che la cozza, che già era una cozza milioni di anni fa, in tanto tempo non si sia evoluta per diventare una velina, una passaparolina, o almeno una Flavia Vento.

Breve inciso. E’ curioso notare come questa "materia" che è riuscita, in maniera casuale, ad evolversi tanto da generare milioni di specie diverse, fino a raggiungere il capolavoro con quel complicatissimo meccanismo pensante che è il cervello umano, non sia riuscita, in miliardi di anni, a generare quel prodotto semplicissimo, derivato dall’unione di due soli elementi naturali quali il rame e lo stagno, e ottenere il bronzo. Non esistono miniere di bronzo. Mah, stranezze della materia.

Alla luce di questa interpretazione è ovvio dedurre che tutto ciò che costituisce l’universo conosciuto non sia altro che una evoluzione della materia, e che, pertanto, la materia generi materia e che tutto ciò che è derivato dalla materia non sia altro che pura e semplice materia, compreso l’uomo. Lo affermava Lavoisier " In natura nulla si crea e nulla si distrugge: tutto si trasforma." Lo affermava anche Einstein con la sua famosa formula (E=MC2) in cui si dimostra che l’energia non è che una forma della materia determinata dalla massa e dall’accelerazione. Insomma, tutto è materia, sotto forme diverse, ma sempre e solo materia. Ne consegue che anche l’uomo, essendo materia, non può generare niente che non sia materia.

Una delle caratteristiche peculiari dell’uomo, quella che lo rende diverso da tutte le altre specie, è il pensiero; inteso non tanto come attività cerebrale che regola le funzioni fisiche e le reazioni all’ambiente (tale reattività è presente anche nelle specie animali inferiori e perfino nei vegetali), ma in quanto ha la straordinaria capacità, non presente né nelle specie vegetali, né nelle specie animali inferiori, di "creare" il pensiero stesso. La peculiarità della mente umana è quella che il pensiero non si limita ad essere una pura e semplice reazione a stimoli esterni, ma è in grado di dare un contenuto finalistico al pensiero, è in grado di creare un progetto e di creare le condizioni per attuarlo.

Ci troviamo ora di fronte ad una strana dicotomia, la presenza di almeno due forme di materia: una materia inerte ed una materia "pensante". La constatazione ancora più strana è che la materia pensante, in grado di "creare", sarebbe stata generata dalla materia inorganica non pensante e, quindi, non in grado di creare. Ne consegue un paradosso: la materia (non creativa) ha creato il pensiero, ma il pensiero (creativo)  non può creare materia. Curioso, vero?

Ma se è vero che tutto deriva dall’evoluzione casuale della materia e che dalla materia non può nascere altro che materia è logico concludere che "il pensiero è materia"; una forma strana, speciale, atipica di materia, ma pur sempre materia. Ma se il pensiero è materia anche tutto ciò che è frutto del pensiero umano dovrebbe essere materia. Tutta la filosofia, l’arte, la scienza, la letteratura, non è altro che materia. Ed essendo materia dovrebbe essere misurabile e quantificabile, dal momento che una delle caratteristiche della materia è la tridimensionalità e/o la consistenza. Anche l’elettricità, il magnetismo, la gravità, sono misurabili in quanto hanno una loro consistenza, hanno una "dimensione". Potremmo aggiungere il tempo, quale quarta dimensione, ma complica enormemente il problema e non inficia la validità della domanda.

Allora mi chiedo se qualcuno abbia mai misurato un concetto, uno qualunque e quale sia la "dimensione" misurabile di un pensiero astratto. Quanto è alto il concetto di "Verità"? Quanto è largo il concetto di "Giustizia"? Si può applicare il teorema di Pitagora alla politica? Si può calcolare la radice quadrata del concetto di "Morale"? Quale principio di aerodinamica si applica al "Volo pindarico"? Quanto pesa un "pesante fardello"? Di quale materia è costituito un "concetto astratto"? E infine, di quanti gradi è "L’angolo cottura"? Se è vero che tutto è materia sono certo che qualcuno saprà fornire una risposta logica e sensata a queste domande. N’est pas? E per oggi basta e avanza! Alla prossima…

 

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3 pensieri su “Evoluzione: dalle cozze alle veline.

  1. Vorrei complimentarmi per questo post la cui lettura ha generato in me, per mezzo dei tuoi quesiti, un moto dinamico di creatività e di condivisione del pensiero – quindi il pensiero genera pensiero, che alimenta il desiderio di agire. Apertura quindi al dialogo e al discorso, quale oggetto del pensiero (materia?) con le sue allegorie, i suoi tropi, le sue metafore e analogie. Vorrei menzionare a tale proposito un libro di Eco sugli studi della classificazione verbale.Grazie Giano.Ysengrin

    ….

    Questo è lo scopo; non affermare verità o cercare di convincere qualcuno delle mie idee, ma fornire lo spunto per stimolare la riflessione. Grazie…

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  2. Pietro

    Una delle cose che più favoriscono l’ateismo razionalista alla Odifreddi è la strana idea che si pensi di poter criticare Darwin senza averlo minimamente capito, come succede in questo post.
    Tra le numerosissime inesattezze quella che salta all’occhio è la frase sul fatto che il più adatto dovrebbe esssere il piu forte ( falso e MAI affermato da nessun darwinista ) il fatto che la selezione favorisca il più adatto in un particolare ambiente significa ovviamente che la cozza è infinitamente più adatta ala vita nel fondo sabbioso del mare di qualsiasi velina.
    Una delle conseguenze della sopravvivenza del più adatto è proprio che può anche sopravvivere il più debole a scapito del più forte, per esempio le popolazioni che soffrono di anemia mediterranea si sono sviluppate nelle zone paludose perchè questa loro malatia ereditaria si portava dietro una molto maggiore resistenza alla malaria.
    L’argomento del bronzo è facilmente smontabile, se si considera l’uomo come pura materia anche le opere dell’uomo, come le leghe di metalli non presenti in natura per banali motivi fisici sono solo un passo oltre dell’azione inesorabile delle leggi della fisica.
    Consiglio la lettura e l’ascolto di questi interventi di un convegno organizzato dalla chiesa cattolica italiana:
    http://www.progettoculturale.it
    /pls/cci_new_v3/V3_S2EW_
    CONSULTAZIONE.mostra_pagina?id_pagina=7400 .
    Ma la cosa che mi chiedo è, perchè chi critica l’idea che le caratteristiche come la coscienza e la mente non possano essere frutto dell’organizzazione della materia, non sa proporre niente altro che un argomento ottocentesco come l’idea che ciò che non è misurabile non dovrebbe essere considerato materia, idea abbondantemente superata dalla meccanica quantistica e dalla relatività einsteniana.
    consiglio anche di leggere “sulla materia della mente” di gerald Eldeman, un saggio decisamente approfondito e argomentato sulla mente umana, di cui si può leggere qualche estratto qui: http://www.ilpalo.com/
    libri-scientifici-interessanti/libri/edelman.htm

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  3. mah? evoluzione darwiniana in cui tutto si muove per caso?
    nell’evoluzione darwiniana c’è qualcosa che non quadra. intanto ci sono mutazioni favorevoli per i vari scopi, vedi i tipici becchi dei fringuelli delle galapagos a cui faceva riferimento darwin e fin qui nessuno mette in dubbio. Ma da quando è iniziato l’universo gli elementi di cui è composto sono sempre gli stessi… composti e ricomposti in maniera diversa ma sempre quelli.
    e anche il funzionamento vitale… dalle cellule dei batteri a quelle umane, è uguale.. anche se si combinano in modo diverso, a seconda dell’utilità dello scopo..
    quindi più che evoluzione parlerei di ricombinazione di elementi che non cambiano, non sono mai cambiati e, non è detto cambieranno…
    che dal caso (irrazionale) sia potuta nascere per caso la ragione (razionale). cioè che l’irragionevole sia la causa irragionevole dell’intelligente… lo si dice ma non se ne spiega il perchè, vendendo queste idee a scatola chiusa.
    in realtà l’ultima teoria è che l’universo sia intelligente e pensante (sia per studi biologici sulle membrane cellulari, sia in quelli matematici sui frattali, sia in quelli fisici nella quantistica) anche se solo nell’uomo ci sia autoconsapevolezza del suo essere…
    direi che c’è tanto da fare e studiare ancora prima di capirci di più però…

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