Heidi e i muezzin…

C’era una volta, molto tempo fa, Heidi, una piccola pastorella svizzera, che viveva beata con il nonno in una splendida valle dove “ti sorridono i monti e le caprette ti fanno ciao...”. Era uno dei primi cartoons giapponesi arrivati in Italia, circa 30 anni fa, ed ebbe un enorme successo tra i bambini. Quella sigla si sentiva risuonare ogni giorno in TV, nei negozi, alla radio. Tanto che ti entrava in testa, anche non volendo. La storia si svolgeva in una località di fantasia che ricalcava la classica iconografia elvetica a base di verdi vallate, caprette, cioccolato, formaggio coi buchi e puntualissimi orologi a cucù.

Heidi

Ma il tempo passa, il mondo si evolve. E così in quelle verdi vallate sono cominciati a spuntare come funghi delle alte torri, chiamate “minareti“, dalle quali degli strani personaggi detti “muezzin“, in una lingua sconosciuta, più volte al giorno e con una puntualità tutta svizzera, cantilenavano qualcosa che dicono sia una preghiera. I minareti sono quelle costruzioni, che somigliano a degli alti missili, che una volta si vedevano nelle illustrazioni di libri come “Le mille e una notte“. Erano qualcosa di esotico che immaginavamo esistere solo in quelle illustrazioni o in lontanissimi paesi da favola.

Finché, com’è e come non è, un bel giorno li abbiamo visti spuntare anche nelle nostre città. E perfino in Svizzera. Ora, immaginare un minareto in una valle svizzera è come veder aprire un porno shop all’interno del Vaticano. Mai dire mai, però c’è un limite. E la povera Heidi, vedendo spuntare questi strani campanili, deve essersi un po’ risentita; le rovinano la visuale, il paesaggio, i monti non sorridono più come una volta, anzi sghignazzano,  e le caprette, disturbate dalle nenie incomprensibili, invece di fare ciao cominciano a fare gestacci sconvenienti che non si addicono a delle brave caprette svizzere educate e gentili.

La protesta si è allargata e gli svizzeri si sono trovati di fronte ad un problema: consentire o no la costruzione di questi minareti? Tanto per non sbagliare, hanno risolto il problema alla loro maniera, democraticamente, chiedendo direttamente il parere ai cittadini. Hanno indetto un referendum. Già, loro usano così, quando devono adottare decisioni particolarmente importanti, prima chiedono il parere del popolo. Noi facciamo il contrario; prima decidono i politici, poi, se al popolo non va bene, si indice un referendum per abrogare le leggi. Sempre democrazia è, ma con una differenza. Loro hanno la democrazia preventiva, noi abbiamo la democrazia postuma. Loro fanno prevenzione, noi prima facciamo di tutto per ammalarci, poi, forse, penseremo a curarci, quando sarà troppo tardi.

Il risultato del referendum, contro le previsioni, è stata la vittoria con il 57%, di coloro che si oppongono alla costruzione di nuovi minareti: “La Svizzera dice no ai minareti“.

NoMinaret

Decisione democratica; quindi, da rispettare. Adesso, però,  è già cominciato il teatrino delle reazioni politiche e delle proteste. Accuseranno gli svizzeri di essere xenofobi, razzisti e di non ripettare i diritti umani e la libertà di culto. Si appelleranno all’Unione Europea, all’ONU, ai tribunali internazionali. Insomma, solita cantilena. Sorge, quindi, una domanda: se la gente non può decidere democraticamente cosa fare a casa propria, che senso ha la democrazia? Povera Heidi, non c’è più la Svizzera di una volta…

 

 

3 pensieri su “Heidi e i muezzin…

  1. Aspettiamo a vedere le reazioni dei dirigenti federali quando le pressioni dei forti finanzieri locali, vedendo i forzieri svuotarsi dei capitali islamici, si faranno sentire a livello centrale. Vedrai che un’aggiustatina alla democrazia diretta riusciranno, in qualche modo, a darla. Comunque sia, il popolo dell’Islam è religiosissimo. Quiindi se gli svizzeri vogliono i petroldollari e gli eurodollari dovranno rassegnarsi (anche se Heidi, ne sono certo, continuerà a sognare le sue vallate senza i missili della preghiera). Ed anche noi Italiani, se vogliamo gli operai ed i braccianti islamici per le nostre imprese, dovremo imparare a convivere con la spiritualità islamica ed i suoi simboli. Io, beninteso, cerco di stare bene attaccato ai miei(per es. il Crocifisso) ma, a condizione di reciprocità e nella convinzione che l’uomo è fatto di carne e spirito e che esiste soltanto un Dio, sarei disposto alla tolleranza. Ma qui entriamo già in un altro ordine di problemi. Alla prossima. Con simpatia Albix

    …..
    Ho la sensazione, visto il crollo della borsa a Dubai ed i gravi rischi per le banche arabe, che anche questo possibile “ricatto” ormai sia piuttosto debole. Il problema dell’imigrazione, e l’integrazione, è molto complesso. Forse noi coninuiamo a valutarlo emotivamente, animati da buoni sentimenti e da cristiana accoglienza. Ma la questione è molto seria. Lo sanno molto bene altre nazioni, come l’Inghilterra e l’Olanda, che stanno affrontando situazioni sempre più difficili da gestire. Ma noi facciamo finta di non sapere e non vedere. Mah… ai posteri l’ardua sentenza. Per fortuna io non ci sarò…

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  2. ivy

    c’è qualcuno di noi che non ha visto heidi da piccoli?

    …..
    Beh, io non l’ho mai visto. Però mi è rimasto in testa il titolo del cartoon e la canzoncina, anche perché quando avevo la mia radio libera era una delle sigle più richieste…:)

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  3. La Svizzera, comunque, è neutrale, quindi qualunque cosa diranno le associazioni giovanili internazionali, ben poco potranno farci. Tra l’altro se si vuole far girare l’economia, almeno nei modi e nei mezzi che sono stati usati fino ad ora (e viste le soluzioni proposte alla crisi, non credo che nell’immediato si prenderà, purtroppo, una soluzione veramente diversa e creativa – penso di essere uno dei pochi che ritiene la così detta finanza creativa assolutamente in linea con l’usuale finanza), bisogna tenersi buoni gli svizzeri, motivo per cui la Svizzera è probabilmente l’unico paese quasi completamente democratico attualmente al mondo (tra l’altro sono anche uno di quelli che ritiene che la democrazia sia finita con la fine della Magna Grecia o forse con quella della Repubblica – quella Romana, ovviamente!)

    ……
    Se già Platone nutriva seri dubbi sulla democrazia qualcosa vorrà dire. Però fa comodo a molti che ci campano…alla faccia del popolo.

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